Referendum Maiori, reclamo del Comitato promotore

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Il Comitato promotore del referendum popolare nel Comune di Maiori  ha presentato formale reclamo contro il verbale con cui la Commissione per i referendum ha dichiarato inammissibile la richiesta referendaria relativa alle opere del depuratore in località Demanio e della variante in galleria Minori–Maiori.

L’iniziativa rappresenta un nuovo passaggio di una mobilitazione civica che da tempo chiede trasparenza, ascolto e pieno coinvolgimento della cittadinanza sulle trasformazioni più rilevanti del territorio.

Il Comitato si è costituito il 14 agosto 2024 per promuovere due referendum abrogativi e di aver attivato la procedura prevista dallo Statuto comunale, ritenendo lo strumento referendario l’ultima sede democratica a disposizione della popolazione dopo petizioni, lettere aperte, appelli pubblici e richieste di confronto rimaste senza adeguato riscontro.

In particolare si evidenzia che tra il 2021 e il 2024, sulle questioni del depuratore e del tunnel, sono state raccolte oltre mille firme per ciascuna delle due petizioni popolari.

Secondo il reclamo, le opere contestate incidono su un’area di eccezionale valore ambientale, paesaggistico e culturale, inserita nel contesto della Costiera Amalfitana e interessata da vincoli molteplici, anche di natura idrogeologica e paesaggistica. Il Comitato sostiene che proprio per la delicatezza del territorio e per gli effetti potenzialmente irreversibili delle opere sia indispensabile restituire ai cittadini un ruolo pieno nelle scelte pubbliche.

Nel reclamo si contesta in particolare la decisione della Commissione che ha ritenuto la richiesta referendaria inammissibile per presunta tardività e per l’asserita riconducibilità della materia al bilancio.

Il Comitato ritiene tali motivazioni erronee e denuncia la mancata valutazione degli atti amministrativi delle gare di appalto da cui emergerebbe, allo stato e per quanto a conoscenza, la revocabilità delle gare; possibilità che, a suo avviso, avrebbe dovuto essere esaminata nell’ambito del procedimento. Infine, contesta la mancata valutazione della propria disponibilità a una riformulazione consultiva dei quesiti, possibilità che, a suo avviso, avrebbe dovuto essere esaminata nell’ambito del procedimento.

L’iniziativa si inserisce in un percorso civico più ampio che negli anni ha visto il Comitato “Tuteliamo la Costiera Amalfitana” promuovere dossier informativi, lettere aperte, petizioni e comunicati pubblici contro opere ritenute eccessivamente impattanti per l’equilibrio paesaggistico, ambientale ed economico della Costiera.

Nei vari documenti prodotti si richiamano criticità relative all’impatto sul territorio, alla trasparenza amministrativa, alla carenza di comparazione tra alternative progettuali e alla necessità di soluzioni più sostenibili.

“Non è in discussione soltanto un procedimento amministrativo, ma il diritto della comunità a essere ascoltata su scelte che possono cambiare in modo profondo e permanente il volto di Maiori e della Costiera Amalfitana”.

“Chiediamo che vengano rispettate le regole, il principio di partecipazione democratica e il diritto dei cittadini a esprimersi in modo libero e informato.”

Il reclamo sarà, a norma di Statuto, sottoposto alla valutazione del Consiglio Comunale. Il Comitato auspica che, a fine mandato, esso sappia esaminarlo con la massima attenzione, libero da ogni pregiudizio, e adottare i provvedimenti necessari per aprire una fase nuova, fondata sulla trasparenza, sul confronto pubblico e sulla rigorosa valutazione delle alternative, nella convinzione che tutela del territorio, qualità della vita e buona amministrazione debbano procedere insieme.

Un ultimo accorato appello e rivolto a tutti i consiglieri, ormai liberi dal mandato di fedeltà, possano ritrovare la fedeltà più vera: quella dovuta alla propria coscienza e alla propria città.


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