La poesia di scena a Montecorvino Pugliano.

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Metti in una calda  sera di luglio  un pugno di amici che si riuniscono al Teatro del Sorriso di Montecorvino Pugliano per un incontro proposto da Alessandro Chiola, ed organizzato e diretto da Maria Manzolillo, per parlare di poesia.

Nella fattispecie si è trattato del libro ‘Versamorando’ di Francesco Agresti edito da Lietocolle, sezionato fin dentro la sua essenza più intima dal giornalista e poeta Vincenzo Pietropinto, che ha tenuto a sottolineare ‘l’armonia sottile che lega una alle altre tutte le poesie della raccolta facendone un canto unico, un inno all’amore carico di lirismo e di musicalità di altri tempi’.

Pregevole l’accostamento fatto da Vito Pinto nel suo intervento, delle poesie di Agresti con il Centro storico della sua Vietri sul Mare: un poema lirico  fatto di colori e di freschezza espressiva che fa il paio con la poesia che sempre Agresti qualche anno fa dedicò proprio al Centro antico di Vietri sul Mare, riproposta ai presenti da Pinto,  che fu riprodotta su ceramica da un maestro artigiano vietrese ed esposta nel Viale dei Poeti della Villa Comunale.

Intense le emozioni suscitare dalla poetessa Lina Lizzo, ottima interprete a più riprese delle poesie di Agresti, magistralmente accompagnata dalle musiche al violino di Antonio Nobile.

Parole di commozione sincere quelle di Alessandro Chiola, promotore della rassegna, che intende riproporre altre serate di poesia a Montecorvino Pugliano, dicendosi fermamente convinto che la cultura può dare una mano ad affrontare le difficoltà della vita contemporanea proprio con lo strumento della cultura.

La serata è terminata con la lettura della poesia ‘La bellezza’  fatta da Lina Rizzo, che chiude la raccolta Versamorando  e ascoltata dai presenti in religioso silenzio.

 

La bellezza sfugge/a qualsiasi ragionamento/ la sua forza nasce/dalla meraviglia che suscita./Ci lascia in una dimensione/estetica/ed ha un potere/immenso su di noi/perché ci aiuta a vivere/.I greci antichi ci hanno/tramandato la visione/delle cose, la cultura della luce./Lo sguardo ci serve/per contemplare la natura/perché la sua bellezza è inimitabile/.Ma prima di arrivare/a capire la bellezza/bisogna conoscersi a fondo/. Il bello si completa/della sua dimensione simbolica/ed il solo sguardo non riesce/a catturare il tutto/perché per essere compresa/la bellezza ha bisogno/di tutta la follia dell’artista/.E gli astisti difronte alla bellezza/diventano veggenti/perché vanno/ad attingere nell’infinito.