<>. Il “Regimen Sanitatis Salernitanum” tradotto in napoletano da Guido Cataldo.

“Quatto umóre, juste quatto, stanno dint’ ’ó cuórpo umano. Sango, Arraggia, ’e primme duje e po’ Flemma e Pecundrìa. Ogneduno va accucchiato: Aria è Ssango, Fuoco è ’Arraggia, Acqua è Flemma e, pe’ fa quatto, Terra è la Pecundrìa”. Sono “E quatto umóre” (I quattro umori), le quattro qualità del corpo umano che compongono l’organismo: il sangue, il flegma, la bile gialla o collera, la bile nera o melanconia. L’eccesso di uno di questi quattro umori fa nascere nel corpo la malattia. La teoria dei quattro umori, che ha governato la Medicina dal Medioevo all’Età Moderna è descritta in uno degli aforismi contenuti nel “Regimen Sanitatis Salernitanum”, di cui esistono 180 edizioni in varie lingue, tradotti in napoletano nel libro <<‘a Régula d’ ‘a salute>> , edito da “Francesco D’Amato Editore”, scritto dal Maestro Guido Cataldo, famoso sassofonista, direttore d’orchestra, autore, compositore, scrittore e linguista salernitano, che sarà presentato domenica 26 novembre alle ore 11,00 presso il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte, nel centro storico di Salerno, dalla professoressa Paola Capone, già docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Salerno, che ha curato il testo,  e dal dottor Mario Infante, moderati dal giornalista Gabriele Bojano, che dialogheranno con l’autore.   Il libro è stato scritto in napoletano aulico come ci ha spiegato il Maestro Cataldo, laureato in Lingue all’Orientale di Napoli, che considera il dialetto napoletano una vera e propria lingua… “Abbiamo una vasta produzione letteraria, poetica, teatrale in lingua napoletana; abbiamo la canzone classica napoletana; esistono grammatiche e vocabolari in lingua napoletana: mi dispiace molto quando leggo parole napoletane scritte male”.

In questo testo ha coniugato musica e parole…. “Ero alla ricerca di un linguaggio napoletano colto, aulico ma, che allo stesso tempo, riportasse gli echi della sua antica anima popolare. Al verso latino leonino del Regimen, in largo uso nel medioevo, ho preferito l’ottonario, definito “il verso più appiccicoso” per la sua particolare cadenza, dato il suo incedere cantilenante, facile a rimanere nel ricordo: è stato molto usato nelle filastrocche e viene utilizzato anche nei testi di alcuni cantanti rap”.

Dal libro è stato tratto anche uno spettacolo musicale…. “Il giorno 5 dicembre, alle ore 20,30, al Teatro Delle Arti” di Salerno, lo presenteremo con la regia di Gaetano Stella, con Gaia Vicinanza, Manuel Stabile, Diana Cortellessa, Michele Ceruso, Mauro Squillante, Tommaso Immediata, Luca Petrosino, Leonardo Massa, Lorenzo Marino, con l’Accademia Mandolinistica Napoletana e  con Raffaella Coppola alla tammorra”.

Possiamo considerare questo libro un omaggio alla sua città? “Sono nato in Via Bastioni, nel centro storico, mi sono sempre interessato del territorio salernitano: Salerno è la mia città, ne sono innamorato; a lei ho dedicato con orgoglio anche il mio musical” San Matteo” e il libro “Trotula, donna di mare”. Hanno impreziosito il libro due scritti importanti: quello della professoressa Paola Capone e dello scrittore e umorista napoletano Amedeo Colella che pare abbia notevolmente apprezzato il libro dello scrittore salernitano” Me so’ arrecriato, dilettato, rilassato, ritemprato, nel leggere la Regola sanitaria salernitana nella traduzione in lingua napoletana del geniale Guido Cataldo”.

Aniello Palumbo