Covid19: “Adda passà ’a nuttata”.

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I professori dell’orchestra, per assistere allo spettacolo, si erano infilati nel golfo mistico. “Vedrete che ci diffamerà”, pensava qualcuno allarmato dal titolo (…) Arrivai al terzo atto con sgomento. Recitavo e sentivo attorno a me un silenzio assoluto, terribile. Quando dissi l’ultima battuta, la battuta finale: “Adda passà ’a nuttata”, e scese il pesante velario, ci fu un silenzio ancora, per otto, dieci secondi, poi scoppiò un applauso furioso, e anche un pianto irrefrenabile, tutti avevano in mano un fazzoletto, gli orchestrali del golfo mistico che si erano alzati in piedi, i macchinisti che avevano invaso la scena, il pubblico che era salito sul palco, tutti piangevano, e anch’io piangevo, e piangeva Raffaele Viviani che era corso ad abbracciarmi. Io avevo detto il dolore di tutti”. Così Eduardo De Filippo. Questa la testimonianza della divina commedia di una capitale, (Napoli Milionaria). Scontata ormai l’arte sconfinata dell’attore e commediografo, vogliamo rubare una sua indelebile frase:”Adda passà ’a nuttata”. Si, ci aspettiamo che passi e presto questa notte senza respiro, il grave peso del cielo nero disegnato sul nostro petto da quando il Covid19 è venuto ad abitare insidioso tra noi. :”Adda passà ’a nuttata” per la dodicenne di Cava dei Tirreni e per tutti i contagiati Coronavirus, per i fortunati che, malgrado le apparenze, non sono immuni; “Adda passà ’a nuttata” finalmente dovrà tornare il bagliore d’alba chiara, un moto dentro che ti apre alla vita bella, fatta di normalità, almeno di una ormai passata normalità nelle case, nelle strade, nelle scuole, nelle chiese di Natale, mortificate nelle orazioni che gridano miracoli di vita; “Adda passà ’a nuttata” in questa falsa, illusoria normalità che ci costringe alle distanze, all’isolamento, alle paure per condividere felici lacrime liberatorie e trovarci “pubblico salito sul palco” per cantare l’inno alla vita, dopo un già troppo lungo racconto di morte.  Questa la storia, una delle più recenti, che strappa il cuore di tutti. Si tratta di una bambina della provincia di Salerno, di Cava dei Tirreni. Qualcuno l’ha voluta raccontare sul suo gruppo fb: “Stamattina, forte e assordante è il pensiero di quanto ho appreso ieri. Bimba cavese di 12 anni, mal di gola, collo che cominciava a storcersi. Portata in ospedale, nessuno ha pensato che forse la piccola poteva aver contratto il Covid. Potevano rimandarla a casa, sierologico effettuato, presenti gli anticorpi, ma, il mostro ha fatto danni. Piano piano è arrivato al cuore, scatenando miocardite e pericardite ormai brachicardica la piccola oggi sarà sottoposta a risonanza cardiaca. Oggi occorre una preghiera speciale, il Covid colpisce tutti, anche i bambini e se vi dico che l’hanno presa per i capelli, credeteci. In tutta questa storia, la piccola, ha avuto la fortuna di incontrare una dottoressa del nostro nosocomio che non si è fermata al mal di gola. Per tutti i negazionisti: la bambina è un vulcano ed era in ottima salute. Preghiamo per te piccola”.  Dove, dunque, si è trovato e si trova, da parte di una politica senza scrupoli, il coraggio di obbligare alla frequenza i bimbi dell’Infanzia e delle prime classi della primaria?! E’ inaudito che tanto possa accadere in un momento di grave allarme contagio. Tutti risponderanno, in coscienza, del proprio operato! Non si può accettare che vengano messi a rischio bambini, i ragazzi e anche gli anziani indifesi; abbiamo la responsabilità, il dovere di tutelare diffusamente la vita umana, tutti, indistintamente, a qualsiasi livello e in ogni settore, nei nonni e nei giovani risiede la nostra storia e il nostro futuro, rispettivamente, unitamente al valore umano, vanno tutelati come prezioso beneIntanto non ci resta che sperare nella prossima campagna vaccino Covid19,se pure da molto lontano, giunge qualche preoccupante notizia: “..donna rischia la vita dopo forte reazione allergica. E’ accaduto in Alaska”. Una operatrice sanitaria statunitense cui è stato somministrato il vaccino contro il coronavirus di Pfizer e Biontech ha sviluppato una grave reazione allergica, ma le sue condizioni sono ora stabili. Lo riferisce il “New York Times”, che cita fonti sanitarie del Barlett Regional Hospital di Juneau, in Alaska, dove l’operatrice sanitaria lavora e dove ha ricevuto il vaccino. E trattasi del vaccino contro il coronavirus di Pfizer, lo stesso che sarà distribuito in Italia. Avanti a una tragedia che solo a chi non la vive e partecipa direttamente rischia di cosa riduttiva, di irrilevante entità, ecco le parole di Walter Ricciardi: ”Siamo in guerra, più morti oggi che nel 1944…Ci sono medici che non ce la fanno più e stanno pensando di dimettersi, infermiere che si mettono il pannolone per fare la pipì perché non vogliono lasciare i propri pazienti da soli…” In Campania i positivi al Covid-19 sono saliti a 177.527 per 927 nuovi casi su 15.130 tamponi (1.860.023 dall’inizio della pandemia). La crescita del contagio è in leggera risalita rispetto ai 900 nuovi positivi del giorno precedente e ai 647 di martedì, anche per l’aumento dei tamponi processati. L’Unità di crisi, ieri, ha comunicato 48 vittime. I casi registrati positivi al coronavirus nelle province della nostra regione sono: a Napoli 109.017 (+596), a Caserta 32.679 (+131), a Salerno 23.103 (+93), ad Avellino 8.356 (+57), a Benevento 4.298 (+75). Acceso risulta intanto il dibattito in queste ore in relazione alla ipotesi di una stretta nei giorni festivi e prefestivi, a partire dal 24 dicembre al 6 gennaio, per contenere il rischio di assembramenti familiari. Resta di fatto, al momento,  un calo contagio in Campania rispe tto alle altre territorialità della penisola. Diffusi dubbi intanto intorno al ritorno a scuola, in presenza a gennaio. Resi manifesti specialmente da Vincenzo De Luca, Governatore della Regione Campania: “In queste settimane stiamo ascoltando tutta una serie di frottole, di affermazioni assolutamente demagogiche, tasso di occupazione dei pullman al 50%, 60, 80, 30. La verità è che non controlla niente nessuno. Noi iniziamo a dotarci dei mezzi per consentire di avere un trasporto scolastico meno affollato, sempre se riprenderà l’anno scolastico, come si prevede. Cosa per la quale io ho i miei dubbi, ma decideremo a inizio gennaio”:  Facendo ancora ritorno a Eduardo sovviene un suo verso: “Io vulesse truvà pace; ma na pace senza morte”, uno spunto del maestro che vogliamo indirizzare a Lucia Azzolina, anche come augurio per il prossimo Santo Natale. Possa godere, in questo momento di una certa serenità, evitando ansiogeni stati d’animo, dovuti alla mancata frequenza scolastica in presenza di tutti i figli d’Italia.  E speriamo che la pace, il ritorno se pur graduale alla normalità, alle parole senza pezze, agli abbracci senza scudi, possa accadere dietro l’angolo di Natale e mostrarsi dono a tutti noi.. Sarà il vaccino il nostro trionfo, nostro complesso naviglio vittorioso in questa guerra contro il Covid19. E così finalmente anche la nostra ministra Lucia Azzolina, con buona pace sua e di tutti, potrà gioire dei suoi auspici, senza  rischiare il respiro strozzato da un sogno irrealizzato nelle sue tormentate e gelide notti dicembrine.

Emilio La Greca Romano

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