L’odore della luna, sabato 19 al Teatro Genovesi.

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Sabato 19 febbraio 2022, alle ore 21.15, al Teatro Genovesi a Salerno debutta in prima assoluta L’odore della luna”, lo spettacolo scritto da Marco De Simone, ventinovenne autore salernitano. La sua è un’anima in costante tensione tra la musica (diplomato in chitarra classica ha scritto diverse colonne sonore per il teatro) e le parole (sarà per la laurea in filosofia che ha in tasca). Dar voce e anima ai personaggi è un altro “luogo” nel quale Marco De Simone si muove con grande disinvoltura, ad oggi sono due i lavori a sua firma e sono il musical “Una piuma è fatta per volare”, tratto da La piuma di Giorgio Faletti (produzione Campania Danza, 2018); e “Noi, pupazzi”, selezionato al festival InScena! di New York (VIII edizione) e al Roma Fringe Festival 2021.

 

Dopo il fermo forzato di questi mesi, Marco De Simone ha scelto di scrivere ancora per il teatro ed ha realizzato un lavoro che osserva con delicatezza e rispetto la vita di una donna, ne segue i cambiamenti e ne afferra ogni singolo passaggio. Dopo la prima di sabato, lo spettacolo sarà replicato domenica 20 febbraio 2022 ed il fine settimana successivo (26-27 febbraio).

IL CAST. Lo spettacolo, prodotto da Campania Danza in collaborazione con la Compagnia dell’Eclissi, vede in scena come protagonista l’attrice Elena Starace, già affermata in fiction e film di successo (Gomorra, I bastardi di Pizzofalcone, I fratelli De Filippo…). Il cast si completa con Roberta Greco e lo stesso De Simone alla chitarra classica, per il commento musicale affidato a opere di Albéniz, Barrios, Tárrega. L’azione si arricchisce con le voci di Elio Amedeo, Chiara De Vita, Lina Vizzini e Lillo Zarbo. I movimenti scenici sono coreografati da Antonella Iannone, la scenografia è di Rosario Memoli. La regia è di Marcello Andria.

L’intera vicenda appare sospesa fra realtà e sogno, fra narrazione e vita vissuta, simbolicamente incastonata in un paesaggio spoglio, privo di dettagli, quasi desertico come potrebbe immaginarsi il suolo di quella Luna che fin da piccola Maria ha vagheggiato di raggiungere e di annusare. L’atmosfera evocativa è sottolineata dalle sonorità appassionate e dolenti di un repertorio spagnolo e ibero-americano di chitarra classica, che innerva e commenta lo sviluppo della storia, arricchendolo di inflessioni poetiche e radicandolo nel chiaroscuro di un meridione ora assolato ora cupo e impenetrabile.

SINOSSI. Gli astronauti che sono stati sulla luna riferiscono che l’odore della polvere lunare sia simile a quello della polvere da sparo. Maria proviene da un mondo arcaico, governato da leggi ferree, che relegano le donne a una ineluttabile marginalità, entro confini angusti dove sono fragili prede del desiderio maschile e dei pregiudizi sociali. La sua purezza innata le offre riparo nel contatto con la natura incontaminata che la circonda e in quel frammento di nucleo affettivo – una nonna brusca, ma protettiva – che la sorte le ha rimediato. Per ragioni che non le è dato di comprendere Maria dovrà abbandonare quel suo piccolo nido e affrontare le asperità di un percorso di emancipazione che le riserverà la sorpresa di un amore intenso, vissuto nella pienezza fiduciosa dettata dall’innocenza, ma anche delusioni brucianti. Una crescita, la sua, che esige un riscatto esoso da pagare e comporta un’ardua prova finale: il salto nel cerchio di fuoco di una scelta estrema, un passaggio che potrà segnare la conquista di una consapevolezza matura e moralmente solida.

A cura di Luigi Mario Meazza