La storia del ” Gastaldato di Rota” raccontata  al “Rotary Club Salerno Nord dei Due Principati” dalla professoressa Teresa Colamarco

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“Le terre del Gastaldato di Rota sono state molto importanti per tutta l’età medievale ed anche oltre .  Il Gastaldato di Rota, che era un’unità politico amministrativa,  comprendeva un vasto territorio a Nord di Salerno e a Sud di Avellino, confinante a est con i ducati nominalmente bizantini di Amalfi e Napoli, costituito almeno inizialmente dagli attuali comuni di Mercato San Severino, Fisciano, Pellezzano, Siano,  Montoro, Forino e Solofra. Il nome del centro, deriva probabilmente da “rotaticum”, pedaggio imposto a chi volesse transitare per lo snodo viario posto sull’antico asse consolare Capua – Regium”. A raccontare la storia del Gastaldato di Rota, è stata la professoressa Teresa Colamarco, storica, paleografo diplomatista, ricercatrice indipendente che si occupa di scritture antiche, in particolare della documentazione medievale, durante la serata conviviale organizzata dal “Rotary Club Salerno Nord dei Due Principati”, presieduto dalla dottoressa Antonella Cocurullo, in interclub con il “Rotary Club Avellino Est Centenario”, presieduto dalla dottoressa Lidia Grappone, rappresentata dal Prefetto Paola Bonnanzio.  Attraverso delle slide, proposte dall’avvocato Nicola De Girolamo, la professoressa Colamarco, Socio Onorario del “Rotary Club di Avellino”,  autrice del  volume “Il complesso monumentale del Corpo di Cristo di Borgo-Montoro nella storia. Sec. XII-XVIII”, che  ha studiato in modo approfondito le  fonti storiche, soprattutto i testi conservati presso l’Abbazia di Cava De’ Tirreni, ha spiegato che i dati archeologici sulla Rota romana sono relativi ad alcuni sporadici ritrovamenti:” Ai resti di un acquedotto in località Curteri  e agli scavi tardoimperiali presso la locale chiesa di San Marco a Rota, sita a Curteri, dove probabilmente sorgeva il centro altomedievale “Secondo il De Meo, l’oppido di Rota intorno al 633 sarebbe stato raso a suolo  dai Longobardi beneventani, poiché i suoi abitanti avrebbero ostacolato l’avanzata longobarda e la conquista di Salerno. In età preromana e sannitica le terre del Gastaldato di Rota erano collegate all’area dell’Agro Nocerino – Sarnese, da una via naturale costituita dal fiume Solofrana. Nel II secolo d.C. venne costruita la strada Annia – Popillia che collegava Capua a Reggio, passando per Nocera e Salerno e che secondo studi recenti, sembra attraversasse il territorio di Rota.  Con l’arrivo dei Normanni le terre del Gastaldato di rota divennero feudo di Troisio un milite normanno giunto nell’Italia Meridionale tra il 1046-47 al seguito di Roberto il Guiscardo. Egli depredò i beni della Chiesa Salernitana a nord dell’ex Gastaldato di Rota e per tale motivo, nel 1057, venne scomunicato da Alessandro II che poi, nel 1067, lo perdonò.  Dal 1098 i figli di Troisio si qualificano come de castro Sancti Severini de loco Rota e dopo il 1105 il toponimo Rota non viene più menzionato; gli eredi di Troisio si qualificheranno come signori  del castrum Sancti Severini”. A portare i saluti del Governatore Costantino Astarita è stato l’Assistente del Governatore Ciro Senatore. Il Maestro Vittorio Villari, Past President del “Rotary Club Salerno  Nord dei Due Principati”, ha omaggiato la professoressa Colamarco di un’opera in rame, da lui realizzata,  su cui era  inciso l’albero genealogico della famiglia Sanseverino. Presente il Past Governor Marcello Fasano.

Aniello Palumbo.

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