La famiglia al centro dell’azione pastorale. Gazzetta di Salerno intervista Mons. Ciro Miniero, Vescovo di Vallo della Lucania.

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vescovo_miniero1“L’anno pastorale in corso per le nostre comunità parrocchiali e per la nostra chiesa diocesana ci permette di continuare il cammino di fraternità e di stringere nuove relazioni nel nome della fede che è patrimonio vivo della nostra terra”. Così esordisce Mons. Ciro Miniero, il Vescovo di Vallo della Lucania, aprendo il nostro incontro intorno all’opera pastorale in atto nella Chiesa del Cilento.

Qual è, Eccellenza, il tema fondamentale intorno al quale si richiede l’impegno nel corso di quest’anno pastorale?

“Innanzitutto la Famiglia. Sarà proprio la famiglia il centro della nostra riflessione. Lo è già ovviamente in seno alla Chiesa universale. Il nostro impegno, con speciale riferimento alla Famiglia, si caratterizzerà con un itinerario di lavoro in due tappe: la prima, è “l’Assemblea Generale Straordinaria” svoltasi ad ottobre, volta a precisare lo “status quaestionis” e a raccogliere testimonianze e proposte dei
Vescovi per annunciare e vivere credibilmente il Vangelo per la famiglia; la seconda, è “l’Assemblea Generale Ordinaria” prevista nel corso del 2015, che dovrà indicare le linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia. La tematica del Sinodo, riflette molto bene la sollecitudine pastorale con la quale il Santo Padre desidera affrontare l’annuncio del Vangelo alla famiglia nel mondo attuale”.

Nel periodo d’Avvento Papa Francesco ha sollecitato l’attenzione alla “Vita Religiosa”. Come si è mossa la Chiesa del Cilento in tal senso?

“Si vi è poi il grande tema della “Vita Religiosa” annunciato da Papa Francesco, al quale la Chiesa dedicherà un anno, che è iniziato la prima
domenica di Avvento 2014 ed è terminato il 2 febbraio 2016. Famiglia e Vita Consacrata chiedono la nostra attenzione costante e il nostro sensibile ascolto di pastori e comunità. A tale riguardo ci sono stati e ci saranno diversi incontri di preghiera e riflessione”.

Quale sarà il filo conduttore che terrà unite le diverse  comunità parrocchiali nell’opera pastorale?

“Il filo che legherà le nostre Parrocchie, impegnate ciascuna nella crescita cristiana con le proprie liturgie e le proprie attività pastorali, sarà quello che abbiamo in quest’Agenda pastorale le “Azioni Comuni”. Quattro iniziative che, portate a conoscenza delle persone con una “Lettera” consegnata dai “Missionari del Territorio” ci aiuteranno a sentirci maggiormente uniti in un comune cammino di fraternità. Un
ulteriore momento importante di crescita comunitaria sarà costituito dagli  incontri delle “Piccole Comunità di Fede e Testimonianza” che, frutto dell’Anno della Fede, stanno aiutando tante persone a confrontarsi sui temi della vita alla luce della Parola di Dio. Altri momenti belli e significativi saranno quelli promossi dagli “Uffici Pastorali della Curia Diocesana” che dall’anno scorso hanno avviato per i singoli settori momenti di preghiera, di riflessione e di incontro per sostenere il generoso impegno dei tanti operatori pastorali delle nostre comunità
parrocchiali. Altre tappe significative saranno quelle che scandiranno il cammino di crescita fraterna dei “sacerdoti, dei religiosi e delle religiose”, guide e testimoni dei valori del Regno”.

E’ risultato possibile, Eccellenza, attivarsi nell’azione di una riflessione intorno alle problematiche sociali per attivarsi nell’opera
dell’evangelizzazione. Qual è l’elemento che consente una azione operativo-pastorale adeguata?

“Se è stato possibile avviare una riflessione sulla situazione attuale del mondo per una maggiore efficacia dell’annuncio del Regno di Dio nel nostro territorio diocesano, è grazie a questi uomini e al loro impegno. Il ritrovarsi insieme negli incontri mensili, pregando e confrontandosi particolarmente intorno ai temi della vita pastorale, sta alimentando l’impegno comunitario del servizio pastorale e diversi frutti
sono già sotto gli occhi di tutti. Un anno ricco di ogni bene si è aperto. La nuova Agenda Pastorale di quest’anno pastorale, in continuità con quanto abbiamo realizzato l’anno scorso con la revisione pastorale, ci indica i momenti salienti del nostro cammino comunitario che ci aiuterà, ne sono certo, a camminare come amici, fratelli e sorelle nell’edificazione della Comunità e nell’annuncio del Vangelo. Affidiamoci alla materna intercessione della Vergine Santissima, di San Pantaleone e San Costabile, perché aiutino a far crescere il  popolo cilentano nella fraternità e nella pace che Gesù Cristo ci ha donato”.

Quale ruolo hanno avuto “le azioni comuni” in seno all’anno pastorale 2013/14?

“Le azioni comuni tenute nel corso dell’anno pastorale 2013-2014 hanno permesso alla nostra Chiesa Locale di riscoprirsi sempre più nella sua dimensione di Popolo peregrinante nella  storia; non “nomadi” senza meta ma “viatori” che seguono la Via e che ben conoscono l’Orizzonte verso il quale orientarsi. La quasi totalità delle Comunità Parrocchiali, guidate dai presbiteri, si è impegnata a partecipare ai
gesti proposti, sperimentando la gioia dello stare insieme, del sentirsi convocati, essere Chiesa di Cristo”.

La Fede fa grande e piena la vita. Come si è articolata la celebrazione conclusiva dell’Anno della Fede?

“La celebrazione conclusiva dell’Anno della Fede si è così articolata: sabato 23 novembre, alle  ore 17.00, nella Chiesa Cattedrale di Vallo della Lucania, in forma solenne, è stata presieduta dal nostro Vescovo, insieme ai presbiteri, ai religiosi e alle religiose, ai fedeli laici. Al termine della celebrazione è stato conferito il mandato agli animatori delle Piccole Comunità di Fede e Testimonianza e
consegnati gli strumenti di lavoro. La celebrazione si è ripetuta nelle singole  Parrocchie, la domenica successiva, 24 novembre”.

La Giornata della Vita e della Famiglia.  Nella Diocesi di Vallo dove e come è stata celebrata?

“La giornata della Famiglia, lo scorso 4 maggio 2014, è stata ospitata dalla Parrocchia “S. Maria delle Grazie” di Agropoli, organizzata dall’Ufficio della Pastorale Familiare in collaborazione con le Parrocchie della Cittadina Cilentana. La relazione che ha dato il via alla manifestazione è stata tenuta dal dott. Antonio Diella, magistrato e già Presidente nazionale Unitalsi. Ho preso parte attiva a questo importante momento anche  con la celebrazione eucaristica in piazza della Repubblica, per permettere la partecipazione dei c.ca 1200 fedeli
presenti Le famiglie, dopo il pranzo insieme, hanno, nel pomeriggio, potuto vivere un momento di confronto sui temi di maggiore interesse per la vita delle stesse”.

Il Pellegrinaggio diocesano a Montevergine… Eccellenza, è stato un momento importante per la Chiesa del Cilento a chiusura  dell’anno pastorale 2013/2014. Qual è stata la peculiarità di questo gesto?

Sabato 24 maggio 2014, c.ca 754 pellegrini, provenienti da diverse Comunità Parrocchiali della nostra Diocesi, si sono recati in pellegrinaggio al Santuario della Beata Vergine Maria di Montevergine, sul Monte Partenio. La celebrazione eucaristica nella Basilica del Santuario, da me presieduta, ha costituito il fulcro di questo gesto, espressione di filiale devozione alla Vergine Maria e atto di ringraziamento al Suo Figlio, il Signore Gesù Cristo, per i benefici ricevuti e per il cammino precorso nell’anno pastorale 2013-2014.

Le Piccole Comunità di Fede e Testimonianza sono ormai una bella realtà della Diocesi di Vallo della Lucania, frutto della sua intuizione pastorale. Eccellenza, cosa ci può dire in relazione verifica con gli Animatori e i Coordinatori delle PCFT delle foranie “Gelbison – Cevati” e “Velia – Mingardo”?

“Nelle singole parrocchie delle due foranie “Gelbison – Cevati” e “Velia – Mingardo” sono state costituite in media 2/4 PCFT anche se in alcune di esse ne sono state attivate fino a 10. Nel corso degli incontri si è notato un graduale aumento dei partecipanti tanto da coinvolgere in totale circa 1600 persone.  In tutti gli interventi, durante l’incontro di verifica, è emersa la voglia delle persone di incontrarsi e parlare di Dio, il desiderio di capire di più la Parola e  di porsi in ascolto del Vangelo, di incontrare “l’altro”, confrontarsi, aprirsi e confidarsi. Nella maggioranza delle PCFT si è registrata la presenza di frequentatori abituali della parrocchia ma non sono mancati casi dei persone che pur essendo “lontane” dai sacramenti sono state presenti agli incontri affermando un rinato desiderio di frequentare la comunità o di leggere più
spesso il Vangelo durante la giornata. Unanime e concorde è stata la richiesta da parte dei presenti, a continuare in questa esaltante ed arricchente esperienza di fede”.

Oltre alla bella realtà delle Piccole Comunità di Fede e Testimonianza che operano nel territorio della Chiesa Locale Mons. Ciro Miniero ha creato la figura del “Missionario del Territorio”. Chi è il “Missionario del Territorio”, qual è il ruolo che svolge nelle piccole comunità della
Diocesi?

“La figura del Missionario del territorio, come ormai ben sappiamo, svolge il ruolo di collegamento e informazione tra tutti i battezzati residente in un dato territorio parrocchiale, rendendoli, così, partecipi della vita della Comunità, manifestando la sollecitudine pastorale della Chiesa che si rivolge a tutti, indistintamente. Le azioni che hanno coinvolto i Missionari del Territorio nello scorso anno pastorale
2013-2014 sono state la consegna dell’invito a partecipare alle Piccole comunità di fede e testimonianza, nel mese di ottobre; il ritiro delle schede di adesione e consegna del messaggio natalizio del Vescovo, in dicembre; l’invito al pellegrinaggio, in aprile”.

La Chiesa del Cilento, nel mese di giugno dello scorso anno, ha celebrato il Convegno Pastorale “Nessuno potrà togliervi la vostra gioia (Gv 16,22). Dall’incontro con Cristo alla gioia della missione ecclesiale”. Quale lo staff organizzativo e come si è preparata la comunità al Convegno?

“Il Convegno Pastorale Diocesano, celebratosi nel Cine-Teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania, nei giorni 16-17-18 giugno 2014, ha avuto come titolo “Nessuno potrà togliervi la vostra gioia (Gv 16,22). Dall’incontro con Cristo alla gioia della missione ecclesiale”. La preparazione del Convegno ha avuto inizio in gennaio in seno al Collegio dei Vicari, muovendo dalla proposta del Vescovo e del Vicario Episcopale per la Pastorale di accogliere l‘invito che papa Francesco ha rivolto a tutta la Chiesa di fare proprie le istanze pastorali presenti nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium. Si è proceduto alla nomina di una Commissione preparatrice, composta dal Vicario
episcopale per la pastorale, don Carlo Pisani, da don Bruno Lancuba, p. Lino Mela OSJ e la prof.ssa Concepita Sica. Dopo aver individuato delle chiavi di lettura dell’Esortazione,seguendo lo stile collegiale del Pontefice, si è ritenuto opportuno richiedere il parere dei presbiteri foraniali, i quali hanno proceduto alla scelta delle tematiche, contenute nella EG, considerate maggiormente attinenti alla vita della nostra Chiesa locale. Dall’esito delle consultazioni tenutesi nei presbiteri foraniali, poi, si è passato alla fase d’immediata preparazione del Convegno, con l’individuazione del relatore nella persona del Magnifico Rettore della Pontificia Università Urbaniana, p. AlbertoTrevisiol, e del programma più dettagliato”.

Quante persone hanno preso parte al Convegno?

“Gli iscritti al Convegno sono stati 432, dei quali 302 hanno utilizzato la forma di prenotazione on line e 127 quella cartacea; i reali partecipanti al Convegno sono stati 366, così ripartiti per Forania: 129 Gelbison-Alento,108 Velia-Mingardo, 78Cilento-Castellabate, 66 Paestum-Tresino, 44 Cervati-Calore. Nella seconda giornata, dopo una breve relazione del Vicario Episcopale per la Pastorale sulle attività dell’anno pastorale appena trascorso, si sono formati otto gruppi di lavoro, coordinati da quattro presbiteri e quattro laici.
L’ultima giornata ha visto l’intervento del Vicario Generale, mons. Guglielm Manna, le relazioni dei coordinatori dei gruppi e le mie conclusioni”.

In questo anno pastorale la comunità ecclesiale quali “azioni comuni”va compiendo?

“Per l’anno pastorale 2014-2015, in continuità con i precedenti, sono state previste effettivamente delle azioni comuni, vale a dire dei gesti che vedano coinvolta l’intera Chiesa Locale, le Comunità Parrocchiali, i membri del clero, i religiosi e le religiose, ogni fedele cristiano laico. Le azioni comuni, quindi, si configurano quali manifestazioni visibili di quel cammino unitario, sempre più dallo stile comunionale, che la nostra Chiesa Diocesana intende percorrere, sotto la guida del Pastore, Maestro e Liturgo, che è il Vescovo, segno del “Pastore Grande delle pecore” (Eb 13,20), il Signore Cristo Gesù. Tale cammino, quindi, comprende momenti celebrativi, di educazione alla fede e maturazione spirituale, perché possiamo avere in noi “gli stessi sentimenti di  Cristo Gesù” (Fil 2,20), partecipando all’edificazione dell’edificio spirituale, avente come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù (cfr 1Pt 2,5). Camminare, edificare: a questi verbi, secondo l’insegnamento di Papa Francesco, si aggiunge il confessare. Tanto dichiara, infatti, il Santo Padre nella Omelia pronunziata durante la Santa Messa con i Cardinali, nella Città del Vaticano, il 14 marzo 2014:

“….Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza
consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio…”

Le azioni comuni ci invitano a fare esperienza dell’essenziale:Cristo Gesù. L’esperienza di Cristo, la possibilità di un rinnovato incontro con Lui, il lasciarci cercare da Lui, può sempre riaccadere perché Lui continua a essere
presente nella storia attraverso quella modalità visibile e concreta che è la Sua Chiesa”.

La memoria della fede è così compagnia, appartenenza ecclesiale: ecco il secondo tratto del nostro profilo.

Riscoprirci compagni nel cammino di fede, incontrandoci fraternamente attorno a gesti comuni, nella gioia di saperci uniti dallo Spirito del Risorto, ci fa bene, fa bene al nostro cuore di credenti, fa bene a coloro verso i quali siamo mandati, i quali possono così esprimersi: Vedi come si amano!

“…Tra i “luoghi” in cui la vostra presenza mi sembra maggiormente necessaria e significativa – e rispetto ai quali un eccesso di prudenza condannerebbe all’irrilevanza – c’è innanzitutto la famiglia. Oggi la comunità domestica è fortemente penalizzata da una cultura che privilegia i diritti individuali e trasmette una logica del provvisorio. Fatevi voce convinta di quella che è la prima cellula di ogni società. Testimoniatene la centralità e la bellezza. Promuovete la vita del concepito come quella dell’anziano. Sostenete i genitori nel difficile ed entusiasmante cammino educativo. E non trascurate di chinarvi con la compassione del samaritano su chi è ferito negli affetti e vede
compromesso il proprio progetto di vita…”

Ecco, con queste parole, Eccellenza, il Santo Padre Francesco arricchisce il suo Discorso alla 66° Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, tenutasi a Roma il 19 maggio 2014. Il Santo Padre riserva una certa centralità alla Famiglia. La Diocesi di Vallo come intende orientarsi secondo questo fine?

“Già da tempo, promossa dalle Comunità Parrocchiali di Agropoli, è nata e ha assunto notevole rilevanza la “Giornata
della Famiglia” che, a partire dallo scorso anno, ha acquisito un carattere diocesano; anche quest’anno, le famiglie della nostra Comunità Diocesana saranno invitate a incontrarsi per testimoniare il valore irriducibile della famiglia, per la Chiesa e la società”.

Quali ulteriori momenti si pensa di riservare alla devozione mariana?

“La natura peregrinante, che raccoglie insieme la dimensione escatologica, penitenziale, comunionale, festiva cultuale del Popolo di Dio, si esprime anche attraverso il gesto antico e semplice della partecipazione ai pellegrinaggi. La nostra Chiesa Diocesana ha ricevuto in eredità un prezioso patrimonio di fede, la speciale devozione mariana e le diverse manifestazioni della religiosità popolare, di cui sono vestigia, ancora vive i numerosi santuari, le cappelle e edicole che costellano il territorio diocesano; tra queste, per la sua vetustà e per la particolare posizione, risalta il Santuario della Madonna del Sacro Monte, posto sulla vetta del Gelbison (1705 m s.l.m.). In quel luogo, “consacrato dagli angeli”, secondo l’antica leggenda, ci recheremo sabato 20 giugno 2015, per affidarci alla Madonna e rinnovare il nostro atto di consacrazione a Lei, Regina del Cilento”.

Quale ruolo avranno quest’anno le “Piccole Comunità di Fede e Testimonianza”?

La ripresa delle attività delle Piccola Comunità di Fede e Testimonianza è coincisa con la celebrazione inaugurale dell’anno pastorale; gli animatori e i coordinatori, in quella sede, come già avvenuto nel corso della celebrazione conclusiva dell’Anno della fede, hanno ricevuto le sette schede guida degli incontri. La formazione degli animatori e coordinatori continuerà a tenersi in ogni singola Forania, a cura del sacerdote individuato nello scorso anno. Sono previsti incontri con il Vescovo per raggruppamenti di Foranie. Lo schema degli incontri sarà il seguente: Novembre: L’amicizia nell’Antico Testamento; Dicembre: Abramo, amico di Dio; Gennaio:Davide, l’amicizia con Gionata; Febbraio: L’amicizia nel Nuovo Testamento; Marzo: Giovanni Battista, amico dello Sposo; Aprile: Il Discepolo amato; Maggio: Lazzaro. Per le  Piccole Comunità da attivare, invece, che nasceranno in quest’anno, pressappoco, si seguirà l’iter già percorso, vale a dire: in ottobre: consegna della lettera d’invito alle Piccole Comunità; in novembre, dopo la celebrazione inaugurale dell’anno pastorale:assemblee parrocchiali per la presentazione delle Piccole Comunità; in dicembre: ritiro delle adesioni alle Piccole Comunità; prima settimana di Febbraio: convocazione delle Piccole Comunità e primo incontro. Nelle Parrocchie si promuoveranno momenti previi di preghiera
per il buon esito degli incontri e, dopo il primo,si ringrazi il Signore per gli eventuali frutti”.

“I Missionari del Territorio” continueranno a svolgere il loro ruolo di collegamento e informazione?

“La figura del Missionario del territorio, sorta come risposta all’esigenza di un maggiore coinvolgimento di tutti i battezzati alla vita della Comunità, continua a svolgere il proprio ruolo di collegamento e informazione. Le azioni previste sono: la consegna dell’invito alla celebrazione inaugurale dell’Anno Pastorale. Nella Parrocchie dove saranno attivate la PCFT, si consegnerà anche l’invito a partecipare alle stesse; la consegna del messaggio natalizio del Vescovo e, dove fosse necessario ritiro delle adesioni alle PCFT; la convocazione PCFT; la consegna del messaggio pasquale del Vescovo e l’invito alla festa della Famiglia; la consegna dell’invito al Pellegrinaggio diocesano; l’incontro con il Vescovo per raggruppamenti di Foranie”.

Eccellenza, la Chiesa del Cilento è in cammino e si affida umilmente alla Sua paterna guida. Siamo ormai nel tempo di Quaresima.
Quali sono le linee guida del prossimo Convegno Pastorale? Le indicazioni che il Santo Padre Francesco ci ha fornito nell’Esortazione
Apostolica “Evangelii Gaudium”, saranno ancora al centro della riflessione della comunità ecclesiale della Diocesi di Vallo della Lucania?

“La celebrazione del Convegno pastorale diocesano, all’interno delle linee guida che il Vescovo Diocesano sta gradualmente tracciando, è destinato, sempre più a divenire: luogo in cui ci mettiamo a disposizione di Colui che edifica la Chiesa, impiegando le nostre capacità e condividendo le nostre esperienze, perché la Comunità Diocesana cresca nell’impegno missionario, si faccia prossima a ogni uomo e risponda alle sfide poste dalle circostanze attuali.8 La sua collocazione temporale, la seconda metà di giugno, lo rende, allo stesso tempo, termine di un dato cammino, quello dell’anno pastorale che si lascia alle spalle, e proiezione verso il futuro, raccogliendo le preoccupazioni, le ansie ma anche le tante gioie che i diversi operatori pastorali portano nel proprio cuore di credenti chiamati ad annunciare il Vangelo. Le indicazioni che il Santo Padre Francesco ci ha fornito nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, saranno ancora al centro della nostra riflessione perché possiamo recepirle e comprendere quali siano le modalità attraverso le quali incarnarle nel nostro particolare vissuto ecclesiale. Il Convegno pastorale diocesano, per l’anno 2014-2015, si terrà nel Cine-Teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania, dal 16 al 18 giugno 2015”

Emilio La Greca Romano

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