DMO, il paradosso della Costa d’Amalfi

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Mentre in molte aree della Campania la nascita delle nuove Destination Management Organization (DMO) prende forma attraverso tavoli di lavoro che coinvolgono amministrazioni locali, associazioni di categoria, fondazioni, istituti di credito e operatori del settore, in Costa d’Amalfi il percorso sembra seguire una strada diversa.

Proprio nel territorio che rappresenta una delle destinazioni turistiche più riconosciute al mondo, il sistema turistico organizzato segnala infatti la difficoltà ad avviare un confronto con le istituzioni locali sul processo di costruzione della futura governance della destinazione.

A sottolinearlo, a poche settimane dalla scadenza della presentazione delle proposte di costituzione delle Dmo alla Regione Campania fissata per il 31 marzo 2026, sono il Distretto Turistico Costa d’Amalfi col suo braccio operativo Rete Sviluppo Turistico Costa d’Amalfi, realtà che rappresentano il comparto turistico privato della Costa d’Amalfi e che da oltre dodici anni operano sul territorio con progetti dedicati allo sviluppo e alla promozione della destinazione.

Una realtà autorevole e consolidata che è elencata come DMO della Costa d’Amalfi dall’ENIT, Agenzia Nazionale del Turismo, e dal Ministero del Turismo già dal 2020, prima ancora che il tema delle DMO entrasse stabilmente nel dibattito sulle politiche turistiche e nascessero esperienze simili ma di raggio territoriale molto più ridotto.

In dodici anni di attività, il lavoro del Distretto e della Rete ha contribuito alla costruzione di un sistema territoriale strutturato per lo sviluppo e la promozione della destinazione, attraverso un insieme di azioni che oggi rappresentano, nei fatti, molte delle funzioni tipicamente attribuite a una Destination Management Organization. In questi anni sono stati promossi progetti di marketing territoriale e di promozione sui mercati internazionali, iniziative di destagionalizzazione che hanno esteso la stagione turistica fino al periodo natalizio, programmi di formazione e aggiornamento dedicati agli operatori del comparto, attività di raccolta e analisi dei dati turistici e lo sviluppo di strumenti digitali per migliorare l’accoglienza e l’informazione dei visitatori. A queste si affiancano progetti dedicati alla sostenibilità e alla mobilità del territorio, alla gestione e qualificazione dell’offerta turistica, oltre alla costruzione di reti di collaborazione tra imprese, istituzioni e partner nazionali e internazionali.

Nonostante questo percorso, il Distretto segnala come, ad oggi, non si sia ancora aperto un tavolo di lavoro territoriale sul tema della DMO. O, almeno, un tavolo che coinvolga chi è realmente il turismo.  Una prima comunicazione formale in tal senso era stata inviata alla Conferenza dei Sindaci nel luglio 2025, senza esiti, seguita da una seconda PEC inviata alla Conferenza e a tutti i sindaci del territorio nel mese di settembre. Si è arrivati ad un incontro a novembre 2025, al quale il Distretto non è stato fisicamente presente per un imprevisto al delegato, e dal quale si attendeva la convocazione di un tavolo di lavoro. Mai arrivata. In vista della scadenza del 31 marzo per la presentazione delle proposte alla regione, il Distretto/Rete ha sollecitato la composizione del tavolo di lavoro con una ulteriore Pec ad inizio febbraio 2026.

Ad oggi non è pervenuto alcun riscontro.

Il tema riguarda uno dei pilastri economici del territorio e non può essere affrontato senza il territorio. Secondo dati parziali, il comparto turistico privato della Costa d’Amalfi genera infatti un valore stimato di oltre 387 milioni di euro, sostenuto da imprese che rappresentano eccellenze riconosciute a livello internazionale e che contribuiscono in modo determinante al posizionamento globale della destinazione.

Proprio per questo appare difficile immaginare che la costruzione della governance turistica della Costa d’Amalfi, tanto attesa in un territorio così frammentato, possa prescindere dal coinvolgimento del sistema imprenditoriale e professionale che, da anni, opera nella promozione e nello sviluppo della destinazione, e che dal Distretto e dalla Rete è rappresentato.

Un’esperienza maturata nel tempo da Distretto e Rete insieme agli operatori del territorio e senza alcun costo per le casse dei Comuni della Costa d’Amalfi, anzi portando in dote al territorio circa 30 milioni di euro finanziati per progetti di sviluppo turistico, che rappresenta oggi un patrimonio di competenze, relazioni e progettualità costruite sul campo. Un patrimonio che, nel momento in cui si avvia il percorso di definizione della futura DMO della destinazione, appare naturale considerare e valorizzare.

Il presidente Andrea Ferraioli dichiara: “Il Distretto Turistico Costa d’Amalfi ribadisce ancora una volta, stavolta anche attraverso i media e ponendo questa vicenda all’attenzione pubblica, la propria piena disponibilità ad avviare un confronto con le amministrazioni locali. Perché una Destination Management Organization, per definizione, nasce dall’incontro tra pubblico e privato. E proprio in un territorio come la Costa d’Amalfi, dove il turismo rappresenta identità, economia e prospettiva di futuro, questo incontro appare non solo auspicabile, ma naturale. La Costa d’Amalfi è una delle destinazioni più conosciute al mondo. Proprio per questo sorprenderebbe scoprire che la sua DMO nasca senza la destinazione, senza chi il turismo lo rappresenta e senza chi lo fa vivere giorno per giorno.”


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