Amatruda e Gatto “Il bonus professionisti sia esteso a giovani avvocati senza partita Iva”.

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“La Regione Campania ad alcuni tende una mano, ad altri volta le spalle. Serve garantire tutti e soprattutto chi ha più bisogno” così il giornalista Gaetano Amatruda e l’avvocato Manuel Gatto che, sulle pagine social personali e della Associazione ‘Andare Avanti’, hanno raccolto diverse sollecitazioni.
“Il bando pubblicato sul Burc Campania il 15.04.2020, che prevede l’erogazione di un bonus di € 1.000 ai liberi professionisti ed autonomi, provvisti di partita Iva, esclude – dicono rilanciando le preoccupazioni- molti professionisti. C’è, infatti, una vera e propria discriminazione ed ingiustizia ai danni di tutti quei liberi professionisti, nella specie Avvocati, sprovvisti di partita Iva perché magari con un’ancora acerba attività che non permette di aprirne una”.
“Eppure – ricordano- si tratta di liberi professionisti iscritti ad un Albo che pagano, con molti sacrifici, la Cassa previdenziale a cui appartengono.
Se la Regione Campania avesse mantenuto i criteri nazionali non sarebbero stati ingiustamente esclusi e penalizzati migliaia di soggetti in legittima attesa del necessario beneficio”.
“Dopo la pubblicazione del bando, numerose sono state le segnalazioni e le proteste indirizzate con una pec alla Regione Campania la quale è stata invitata a tornare sui suoi passi. La Regione – dicono – non ha ascoltato ed ha, invece, introdotto altre restrizioni in relaziona alla apertura delle partite Iva”. I problemi, però, sono anche altri “gli avvocati con partita Iva si ritrovano ad essere penalizzati, infatti, la normativa nazionale, giustamente, fa riferimento, come parametro per l’erogazione del bonus, al reddito che deve essere inferiore o pari a 35.000 mila euro, invece la Regione Campania parla di fatturato e nascono altre contraddizioni”.“Sono tanti, purtroppo, gli avvocati che aspettano dallo Stato le retribuzioni professionali per aver svolto – sottolineano Amatruda e Gatto -la propria attività in regime di gratuito patrocinio, risorse che non arrivano. I professionisti devono però dichiarare aumentando il fatturato anche se il reddito reale è di gran lunga inferiore”
“Inoltre – concludono – la norma nazionale prende in riferimento l’annualità 2018 e relativo reddito, la previsione regionale parla di fatturato per l’anno 2019, costringendo così a fare una sorta di previsione ai contribuenti poiché la stagione fiscale con relative dichiarazioni si aprirà a fine maggio, inizio giugno“.

 

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