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Grand Hotel Salerno, Tar sospende chiusura. Cortazzi (Cisl): non siano i lavoratori a pagare

Grand Hotel Salerno
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Il Tar Campania ha sospeso il provvedimento con cui il Comune di Salerno aveva disposto la sospensione per 90 giorni della licenza del Grand Hotel Salerno, consentendo alla struttura di proseguire l’attività in attesa della discussione del ricorso. Una decisione arrivata nel giro di poche ore, dopo un serrato botta e risposta tra amministrazione e proprietà.

La sequenza dei fatti

Scaduto l’ultimatum imposto dal Comune, il settore Suap ha notificato alla società che gestisce l’albergo – la Immobiliare Panoramica srl – la sospensione della licenza e la conseguente chiusura dell’hotel.

La proprietà ha reagito immediatamente, presentando ricorso al Tar tramite l’avvocato Lorenzo Lentini, chiedendo l’annullamento del provvedimento.

Nel primo pomeriggio è arrivata la decisione dei giudici amministrativi: accoglimento dell’istanza cautelare e sospensione del provvedimento comunale.

Le motivazioni del Tar

Secondo il Tribunale amministrativo, la sospensione della licenza non pregiudica in modo irreversibile le ragioni dell’amministrazione comunale e può essere riesaminata nel merito nelle successive fasi del giudizio.

Di fatto, il Tar ha ritenuto prevalente l’esigenza di consentire la prosecuzione dell’attività ricettiva, evitando la chiusura immediata della struttura. Una decisione che salva, almeno per ora, il Ferragosto del Grand Hotel, dove soggiornano circa 400 ospiti.

La politica si muove: chiesto Consiglio comunale urgente

Parallelamente, undici consiglieri comunali hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale per discutere della vicenda.

Nella richiesta, i firmatari evidenziano: la sospensione della gestione affidata alla Immobiliare Panoramica srl; la chiusura dell’albergo e le ricadute sui livelli occupazionali; la mancata accoglienza di centinaia di turisti in piena stagione; il possibile impatto negativo sugli introiti della tassa di soggiorno.

A firmare la richiesta sono stati: Adalgiso Amendola, Gennaro Avella, Gabriele Casaburi, Ciro Giordano, Sarel Malan, Franco Massimo Lanocita, Gherardo Marenghi, Corrado Naddeo, Claudio Russolillo, Ersilia Trotta, Armando Zambrano.

Scenario ancora aperto

La decisione del Tar è solo il primo passo: il ricorso dovrà essere discusso nel merito e il Comune potrà far valere le proprie ragioni. Nel frattempo, la struttura resta aperta e la vicenda entra ufficialmente nel dibattito politico cittadino.

Rischia di travalicare i confini del contenzioso amministrativo tra il Comune di Salerno e la proprietà della struttura la vicenda del Grand Hotel Salerno. Nonostante il recente intervento del Tar, che ha disposto la sospensione cautelare del provvedimento di chiusura consentendo la prosecuzione delle attività, resta altissima la tensione sul futuro dell’albergo.

Al centro della vertenza si trovano oggi i dipendenti e il rischio concreto che una complessa disputa aziendale e tributaria possa trasformarsi in una crisi occupazionale, con pesante impatto sull’indotto e sull’intera economia cittadina nel pieno della stagione turistica.

Cisl Salerno: bene Tar ma è misura temporanea

Sulla vicenda interviene la Cisl di Salerno, evidenziando come il pronunciamento del Tribunale Amministrativo rappresenti una tregua fondamentale per evitare l’immediata paralisi dell’attività, ma non risolva le criticità di fondo che minacciano i livelli occupazionali. «Accogliamo il provvedimento di sospensiva del Tar come un elemento importante che evita, in questa fase cruciale, il blocco delle attività e l’immediata perdita di lavoro per decine di dipendenti», dichiara Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno.

«Tuttavia, la decisione del giudice amministrativo offre una tregua temporanea, non la soluzione. Le responsabilità devono essere accertate, gli obblighi rispettati e le eventuali pendenze affrontate nelle sedi competenti, ma il rischio d’impresa e le conseguenze di una controversia giudiziaria non possono e non devono essere scaricati sui lavoratori. Parliamo di persone che non hanno determinato le condizioni del contenzioso e che non possono ritrovarsi, da un giorno all’altro, a pagare con il proprio salario e con il posto di lavoro le conseguenze di decisioni, ritardi o difficoltà gestionali».

 

Serve dialogo costruttivo tra parti

La segretaria generale sottolinea come la continuazione temporanea delle attività debba essere l’occasione per avviare un dialogo costruttivo e responsabile tra le parti. «Attorno a una struttura di queste dimensioni ruota una fitta rete di fornitori, manutentori, trasporti e attività commerciali», prosegue la Cortazzi.

«Un’eventuale chiusura definitiva trasmetterebbe un messaggio estremamente negativo sulla capacità del nostro territorio di garantire continuità economica e governare le criticità prima che possano degenerare. La sospensiva del Tar ci concede il tempo necessario per agire: non chiediamo deroghe né corsie preferenziali, ma una soluzione strutturale capace di coniugare legalità, responsabilità e tutela del lavoro».

 

Appello a proprietà e istituzioni: non siano i lavoratori a pagare per tutti

La Cisl Salerno rivolge un appello accorato sia alla proprietà aziendale sia alle istituzioni locali per cogliere la finestra di tempo offerta dal giudice amministrativo. «Alla proprietà chiediamo massima chiarezza sulle prospettive dell’azienda e garanzie precise per il personale: la continuità occupazionale deve essere la priorità assoluta di qualsiasi strategia procedurale o finanziaria», incalza la segretaria della Cisl Salerno.

«Alle istituzioni chiediamo invece di cogliere questa fase per aprire senza indugio un tavolo di confronto con l’azienda e le organizzazioni sindacali. Non possiamo attendere l’esito finale dei giudizi per occuparci delle famiglie coinvolte: il sindacato deve essere coinvolto da subito per monitorare lo stato delle cose e mettere in sicurezza tutti i posti di lavoro. Quando un’impresa entra in difficoltà o si scontra con le istituzioni, il lavoro non può diventare l’ammortizzatore di tutte le contraddizioni», conclude Marilina Cortazzi.

«Le controversie si risolvono, i debiti si affrontano e le responsabilità si accertano, ma i lavoratori non devono pagare il conto di una crisi che non hanno causato. La Cisl seguirà ogni fase del percorso giudiziario e amministrativo con la massima attenzione, affinché la salvaguardia dell’occupazione resti al primo posto».

 


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