“Il Microbiota: l’equilibrio invisibile della salute”. Il dottor Corrado Marino alla “Fidapa” di Salerno.

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“Ognuno di noi ha il “proprio” Microbiota, che è l’insieme di tutte le specie batteriche, virali, che vivono nel nostro organismo: sulla pelle, negli occhi, nell’apparato genito-urinario e soprattutto nell’apparto digerente che quotidianamente entrano in contatto con il nostro sistema immunitario. È una sorta di impronta digitale che manteniamo tutta la vita. Il Microbiota può contribuire a un buono stato di salute, ma può anche avere un ruolo in molte malattie gastrointestinali”.   Ad analizzare il Microbiota intestinale umano, spiegandone le caratteristiche è stato il dottor Corrado Marino, Biologo, Specialista in Microbiologia ed Analisi Chimico Cliniche, Presidente dell’ECBA ( European Countries Biologists Association) con sede in Utretch, nei Paesi Bassi, e Vice Presidente della CBE – Confederazione Biologisti Europei, con sede a Parigi, durante l’incontro organizzato dalla “Fidapa” Sezione di Salerno, presieduto dalla professoressa Roberta D’Amato, presso la sede dell’Associazione Lucana “Giustino Fortunato”, di Via Principessa Sichelgaita, presieduta dalla dottoressa Dina Oliva, in collaborazione con le associazioni: “Soroptimist International Sezione di Salerno”, presieduta dall’avvocato Alma Alfano, e  “Lions Club Salerno Duomo”, presieduto dalla dottoressa Rosa Guariniello. Il dottor Marino, che da cinquantadue anni è titolare del laboratorio di analisi “LIR”, in Via Madonna di Fatima 21, a Salerno, ha spiegato le principali funzioni del Microbiota Intestinale:” Svolge funzioni Metaboliche: aiuta la digestione; Trofiche: sviluppo delle cellule; Immunologiche: sviluppo del sistema immunitario; Protettive: protezione dai patogeni. Il nostro organismo è collegato all’attività del Microbiota. In un essere umano le cellule di origine umana costituiscono solo il 10% del numero totale di cellule viventi mentre il Microbiota rappresenta il restante 90% delle cellule”. Per avere un Microbiota sano è importante curare l’alimentazione: “È possibile modulare il Microbiota umano attraverso la dieta, che deve essere ricca di fibre, e alcuni farmaci detti “probiotici “in modo da migliorare il profilo microbiologico dell’individuo e ridurre il rischio di sviluppare alcune patologie I probiotici sono batteri in grado di ridurre la risposta infiammatoria e irrobustire la barriera intestinale. È anche importante cercare di non prendere antibiotici”. Il dottor Marino ha spiegato che è anche possibile disporre di una immagine concreta del proprio ecosistema intestinale: “Attraverso il test del DNA del microbiota intestinale”. Marino ha spiegato come si forma il microbiota:” Nel momento in cui si nasce il corpo umano è sterile, attraverso il canale vaginale il bambino acquisisce i batteri del microbiota vaginale e fecale della madre. Nei bambini nati con taglio cesareo il microbiota contiene una minore presenza di batteri. Il parto vaginale e l’allattamento al seno sono eventi ottimali per il mantenimento di un microbiota intestinale sano. Successivamente il bambino acquisisce anche il Microbiota della cute, attraverso il contatto con i parenti, con le altre persone e anche da animali presenti in casa: è un continuo arricchimento”. Marino ha spiegato cosa sono i Mitocondri:” Sono organelli citoplasmatici fondamentali, presenti nelle cellule eucariotiche, sia animali, sia vegetali, definiti “centrali energetiche”, dotati di un proprio DNA, che svolgono un ruolo chiave nel metabolismo e nell’invecchiamento”. Marino ha parlato anche del trapianto fecale e spiegato che gli alimenti ultra – processati possono avere effetti negativi sulla salute del cervello: “I moderni alimenti ultra- processati contengono grandi quantità di grassi saturi, zuccheri aggiunti, sale e additivi alimentari che influenzano seriamente l’intestino e la salute fisica, causano cambiamenti nelle funzioni del microbiota intestinale e possono quindi influenzare la rete neurale”. Il dottor Marino ha spiegato che esiste un legame bidirezionale, strettamente interconnesso, tra cervello e intestino:” L’intestino è considerato la sede del secondo cervello. Il collegamento tra cervello enterico e cervello superiore è il nervo vago che è il nervo più lungo dell’organismo le cui fibre neurologiche nella quasi totalità (80 /90%) vanno dall’intestino al cervello. Quando è alterato il collegamento fra intestino e cervello, mediato dal nervo vago, si va incontro al malessere psicofisico e al decadimento cognitivo cerebrale. Si ritiene che l’Autismo, il Parkinson, l’Alzheimer e la Depressione, possano essere legati anche a sintomi gastrointestinali”.

Aniello Palumbo

 

 


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