“I Falsi nell’Arte”: il libro del Comandante Massimiliano Croce presentato alla Pinacoteca Provinciale di Salerno

” In ogni area del mondo un prodotto su dieci viene contraffatto. Il falso, come ammontare economico, segue solo al mercato delle armi e precede il mercato della droga. A livello mondiale, nel 2019, il commercio dei prodotti contraffatti ha raggiunto i 412 milioni di euro, in Italia gli 8,7 miliardi di euro. In Campania, nel 2020, sono stati effettuati 1007 sequestri, per un importo pari a 15 milioni di euro di danni. Nel 2021, invece, sono stati effettuati 1593 sequestri con 7 milioni di danni. I Carabinieri dal 2011 al 2021 hanno sequestrato circa 69mila oggetti falsi per un valore economico di 5 miliardi: nel solo 2022, sono state 84 le persone denunciate e 86milioni di euro sarebbe stato il valore delle opere se fossero state messe sul mercato. Durante il periodo della pandemia c’è stato un incremento della vendita di falsi attraverso la commercializzazione online. I falsi provengono prevalentemente dalla Cina, da Hong Kong e anche dalla Turchia, dagli Emirati Arabi e anche dalla Grecia.  Il mercato mondiale della contraffazione danneggia soprattutto il Made in Italy”. Sono questi alcuni dati presentati dal professor Sabato Aliberti, docente Sociologia dei Processi Economici e del Lavoro al Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università di Salerno, che dal 1990 è collaboratore e membro del “Centro Studi sul Falso” dell’Università di Salerno, il cui Responsabile Scientifico è stato per anni il professor Salvatore Casillo. “L’obiettivo del Centro Studi sul Falso era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla pericolosità e sui danni provocati dal mondo del falso. Nel 1990 nacque anche il “Museo del Falso” dove si tenevano esposizioni monotematiche sui falsi. Il professor Aliberti ha parlato delle falsificazioni in vari campi: tecnologici, dell’abbigliamento, dei falsi d’arte, delle contraffazioni nell’alimentazione, nel campo farmaceutico e in quello dei ricambi per auto, che possono provocare danni alla salute e alla sicurezza di chi li compra, durante la presentazione del libro “I Falsi nell’Arte”       . Aspetti storico – artistici, criminologici e normativi. Il Caso Modigliani” scritto dal Capitano Massimiliano Croce, Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli che ha competenza su tutta la Regione Campania.  Il professor Aliberti ha spiegato che ci sono le imitazioni, i doppi, e anche i richiami confusori dei marchi:” Liquori, profumi, scarpe, che inducono il consumatore a comprare quei prodotti. C’è anche la contraffazione del marchio e la contraffazione totale”. Il professor Aliberti ha spiegato che la produzione di falsi implica la totale evasione fiscale:” Chi lavora nell’industria del falso non è assolutamente tutelato.  I prodotti contraffatti causano una perdita di circa centomila posti di lavoro nelle aziende che vendono prodotti originali”. Il professor Aliberti ha auspicato la riapertura presso l’Università di Salerno di un nuovo “Museo del Falso:” In deposito all’Università di Salerno ci sono oltre cinquanta quadri falsi di Schifano e alcuni di Guttuso, oltre ad altre opere che ci auguriamo possano esser esposte”. Il saggio sui Falsi d’Arte, scritto dal Capitano Croce, che affronta un tema che sta molto a cuore non soltanto agli addetti alla tutela ma al mondo dell’arte in generale e che recentemente è stato premiato dall’Accademia Italiana d’Arte e Letteratura di Roma, con menzione di “Alto merito per la Letteratura”,  è stato presentato presso la “Pinacoteca Provinciale” di Salerno, in Via Mercanti, in occasione dell’incontro organizzato dall’ “Associazione Stampa della Provincia di Salerno”, presieduta dal dottor Nunziante De Maio,  in collaborazione con la Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC)  Delegazione di Salerno, rappresentata dal Vice Presidente, l’avvocato Giuseppe Di Vietri; con l’ Associazione “Parco Storico Sichelgaita”, presieduta dalla professoressa Clotilde Baccari Cioffi; con  l’Associazione 50&PIU’,  presieduta dal professor Giulio Rocco Castello e con l’Associazione Contaminazioni, presieduta dalla giornalista e scrittrice Claudia Izzo, rappresentata dal Vicepresidente Sergio Vecchio.  A portare i saluti del Presidente della Provincia Franco Alfieri è stato il dottor Pasquale Sorrentino, Consigliere Provinciale con Delega al Turismo e alla Promozione del Territorio che ha lodato l’iniziativa:” Oggi più che mai c’è tanto bisogno di bellezza, di cultura, come mezzo per elaborare soluzioni”.

Il ricavato delle vendite del volume del Comandante Croce, che sta suscitando interesse non soltanto nel mondo accademico e istituzionale, ma anche tra i giovani e la gente comune, avendo ricevuto molti feedback positivi riguardo alla facilità di lettura e al coinvolgimento emotivo suscitato, è interamente devoluto in favore dell’ONAOMAC (Opera Nazionale Orfani Militari Arma Carabinieri) come ha evidenziato il dottor Nunziante De Maio.  Ad approfondire il tema del libro sono stati: la dottoressa Raffaella Bonaudo, Soprintendente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino (ABAP) che ha spiegato il ruolo della Soprintendenza nell’ambito del mondo del falso: “Abbiamo sempre collaborato con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli e con il Capitano Croce. Non è facile capire quando un oggetto d’arte sia originale o falso perché i falsari sono molto bravi e anche perché molto spesso il falso è un originale falsato: ciò accade soprattutto nel caso dei vasi antichi che, soprattutto nel ‘700, sono stati decorati con nuovi motivi. Ci sono dei falsi antichi che nel tempo sono divenuti falsi d’autore. Quando esaminiamo un oggetto d’arte dobbiamo porci anche il problema di se e quanto questo possa essere il prodotto di una tendenza di mercato”; il professor Luca Cerchiai, docente  di Etruscologia e di Archeologia Italica preromana all’Università di Salerno, ha ricordato alcuni famosi casi di falsi come quello del papiro di Artemidoro di Efeso:” Si riteneva un originale del I secolo a.C. contenente un testo attribuito al geografo Artemidoro di Efeso e alcune immagini di animali e parti del corpo umano, e avrebbe rappresentato in tal senso un caso unico nella storia della papirologia: per questo nel 2004 fu acquistato a caro prezzo dalla Compagnia di San Paolo, che per aggiudicarselo pagò 2 milioni e 750 mila euro al mercante Serop Simonian che cedette la preziosa opera all’istituto torinese. Nel 2013 lo studioso Luciano Canfora, storico e filologo classico, espresse dubbi sull’autenticità del Papiro di Artemidoro che riteneva un falso attribuibile al noto falsario dell’800 Kostantinos Simonidis. Nel 2018, la Procura di Torino ha giudicato un falso ottocentesco il Papiro e la trasmissione televisiva Report di Rai Tre, lo ha confermato anticipando i risultati delle analisi condotte dall’Istituto Centrale di Patologia del Libro, istituto in seno al Ministero dei Beni Culturali”. Cerchiai ha ricordato anche il caso del quadro “Salvator Mundi”:” Il il dipinto attribuito alla mano di Leonardo da Vinci, databile al 1499 circa, pagato oltre 450 milioni di dollari da Christie’s nel 2017, che oggi si trova in una collezione privata di Abu Dhabi e che ancora non si sa se sia falso o vero”. Cerchiai ha ricordato anche lo scherzo dei tre studenti universitari di Livorno che, nel 1984, scolpirono tre sculture con i tratti tipici di Modigliani e le gettarono in un canale:” Fu una beffa colossale di risonanza mondiale: importanti esperti e critici d’arte attribuirono le sculture allo scultore Amedeo Modigliani che è parte importante di questo libro”. Secondo il professor Cerchiai per riconoscere un falso è importante anche avere un buon occhio artistico:” Oltre alle analisi chimico – fisiche, ci vuole una capacità che deriva dalla conoscenza, dalla simpatia nei confronti dell’opera d’arte: è l’occhio che coglie qualcosa di discorde. Bisogna amare il nostro patrimonio artistico”. Il Capitano Massimiliano Croce, ha raccontato che il suo libro affronta l’argomento dei falsi d’arte sotto molteplici aspetti:” Dal punto di vista storico-artistico, indagando sul significato stesso di Arte e raccontando fatti e misfatti di alcuni celebri falsari; scientifico, spiegando le analisi di laboratorio che vengono effettuate per smascherare le tecniche utilizzate dai falsari; legislativo e criminologico, richiamando significativi casi giudiziari”. Il Capitano Croce nel suo libro si sofferma sulla figura di Modigliani, ripercorrendone la storia personale e artistica:” È uno dei pittori più contraffatti di tutti i tempi e le cui vicissitudini racchiudono emblematicamente le dinamiche fraudolente di molti artisti passati alla storia”.  Il Capitano Croce, che a seguito dell’uscita del saggio è stato chiamato a relazionare sul tema del suo libro presso il “Senato della Repubblica”, alla   Commissione parlamentare “Antimafia”, ha spiegato che le opere riconosciute false vengono confiscate e distrutte:” Solo in alcuni casi vengono donate in favore di istituzioni pubbliche o a laboratori del falso per farne oggetto di studio”. Il Comandante Croce ritiene che ognuno di noi può avere una propria concezione di arte:” L’arte è la più intima visione estetica dell’animo umano, proposta in un momento unico e irripetibile dall’artista, capace di veicolare sensazioni attraverso una sua creativa riproposizione del mondo che lo circonda: raccontando un cammino, una realtà, un sogno, un’utopia, una storia che il fruitore farà propri, ammaliato dalle sensazioni che percepisce”. Croce ha anche parlato delle organizzazioni criminali che ci sono dietro il mercato delle opere d’arte:” Da sempre investono in questo settore e anche in quello dei falsi” e fatto cenno alla problematica legata alle autenticazioni e certificazioni delle opere d’arte:” In Italia non c’è un soggetto preposto a certificare un’opera d’arte se l’autore non è in vita. Gli Archivi e le Fondazioni d’artista ricoprono un ruolo determinante nel circuito artistico-commerciale che però possono essere minate da altri interessi. Sarebbe importante affidare la certificazione di un’opera d’arte ad un ente preposto, ad una commissione creata in seno alle Soprintendenze che non hanno interesse privato, ma tutelano l’interesse pubblico dello Stato”. Prima dell’inizio del convegno tutti i partecipanti hanno visitato l’interessante mostra antologica dell’architetto e designer Deborah Napolitano intitolata “Differenza e Ripetizione” curata dalla dottoressa Anna Lisa Verdecchia. (Foto di Luciana Cardone).

Aniello Palumbo