“Ogni cittadino salernitano dovrebbe donare un euro per cercare di salvare l’Acquedotto Medievale di Salerno”. È questa l’idea lanciata dalla professoressa Rosa Fiorillo, Professore Associato di Archeologia Cristiana e Medievale presso il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, nel corso della conviviale rotariana organizzata, presso il “Circolo Canottieri Irno “di Salerno, dal “Rotary Club Salerno” presieduto dal dottor Francesco Caggiano che ha spiegato le finalità dell’incontro:” Rientra nell’ambito di un percorso di approfondimento dell’affascinante storia di Salerno attraverso i suoi monumenti”. La professoressa Fiorillo, presentata dal socio del Club rotariano, il dottor Michele Scarpa, che ha letto il suo curriculum, ha spiegato che l’acquedotto salernitano è divenuto nel tempo un simbolo identitario della città:” La struttura è parte di un complesso sistema idraulico che serviva ad approvvigionare di acqua le parti basse della città di Salerno. In effetti l’acquedotto è costituito da più bracci che si incrociano tra loro, costruiti in epoche diverse: partono dal X secolo fino ed arrivano all’epoca normanna. I tratti superstiti della struttura idraulica che sopravvivono tra Via Arce, Via Velia, Via Fieravecchia e Via Leopoldo Cassese, hanno subito una aggressione biologica rappresentata, in primis, dalla crescita della cosiddetta “vegetazione ruderale” che ha fortemente contribuito ad accelerare i processi di aggregazione fisico – chimica ai quali il monumento è andato incontro nel corso del tempo. Con i docenti di archeologia medievale ed ingegneria civile dell’Università di Salerno abbiamo realizzato una carta del degrado che mette in luce le alterazioni antropiche del monumento che hanno determinato anche la caduta di pietre di piccole dimensioni”. La professoressa Fiorillo ha spiegato che bisognerebbe intervenire con una pulizia sui comparti murari dell’Acquedotto: “In collaborazione con la Soprintendenza e con i professori Luigi Petti e Salvatore Barba del Dipartimento di Ingegneria dell’Università, abbiamo presentato un piano di recupero e restauro del bene. Bisognerebbe risolvere anche il problema di parti dell’acquedotto che sono inglobate in porzioni di terreni di proprietà di privati cittadini che utilizzano in maniera poco ortodossa una parte di bene pubblico”. La professoressa salernitana ha ricordato che in passato era stata intrapresa, con il Comune, una iniziativa di Art Bonus, ancora attiva, per raccogliere fondi destinati al recupero e alla valorizzazione dell’Acquedotto detto anche: “Il Ponte dei Diavoli”:” L’Acquedotto si lega alla nascita della “Scuola Medica Salernitana” e alla leggenda dell’alchimista Pietro Barliario che lo avrebbe costruito in una sola notte con l’aiuto dei diavoli da lui evocati”. La docente universitaria ha anche proposto di illuminare l’Acquedotto Medievale durante il periodo delle Luci d’Artista”:” Proposi l’idea, qualche anno fa, all’Assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno, ispirata dal progetto realizzato dall’artista Edoardo Tresoldi che ha ricostruito con una struttura in fili di ferro, poi illuminata di sera, la Basilica paleocristiana del “Parco Archeologico di Siponto”, nel Comune di Manfredonia (Foggia). Si potrebbero anche coinvolgere gli operatori culturali per organizzare eventi di arte visive: mostre, performance, allestimenti. Alcuni artisti: Fausto Lubelli, Alessandro Mautone e Antonio Petti, su mia proposta, hanno già realizzato delle opere dedicate all’Arco Medievale”. L’architetto Anna Onesti, Dirigente della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, ha sottolineato l’importanza di tutelare il nostro patrimonio culturale:” C’è la necessità di condividere con le diverse forze della città la tutela di monumenti come l’Acquedotto Medievale che è un bene fortemente identitario: Soprintendenza, Università, Comune, l’imprenditoria e le associazioni del territorio, insieme possono intraprendere un percorso di tutela e valorizzazione che questo monumento merita. I cittadini salernitani dovrebbero essere consapevoli dell’importanza di questo monumento”. La dottoressa Rosa Carafa, Storico dell’Arte, Presidente dell’Associazione “Italia Nostra” Sezione di Salerno, già funzionaria della Soprintendenza, ha spiegato che è importante sviluppare un’idea progettuale per valorizzare i monumenti della nostra città:” Oltre all’esposizione di opere di artisti locali dedicate al monumento e all’Art Bonus bisognerebbe attivare altre iniziative, che coinvolgano anche le scuole del territorio, che consentano di raccogliere fondi necessari per restaurare un monumento di fondamentale importanza per la nostra città”. Aniello Palumbo


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