La Corte di Appello di Salerno ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura locale contro l’assoluzione in primo grado del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Con la decisione emessa nelle scorse ore, si chiude la complessa vicenda giudiziaria che vedeva imputato per scambio politico mafioso il primo cittadino, confermando l’assoluzione con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. L’accusa aveva impugnato la precedente sentenza favorevole al sindaco, ma il giudice ha ritenuto non ammissibile la richiesta formulata dal Pubblico Ministero, rendendo di fatto irrevocabile l’esito di primo grado. I legali di Aliberti, Silverio Sica e Giuseppe Pepe, hanno espresso la loro soddisfazione per una pronuncia “giuridicamente corretta e assunta con grande onestà intellettuale da parte della Corte”.
“Si ricorderà – si legge nella nota dei legali – che Pasquale Aliberti ha sofferto per circa un decennio, durante il quale ha patito lunghi mesi di custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari lontano dalla sua città e ulteriori misure restrittive. Ha poi vissuto anni e anni di processo vedendosi riconosciuta la piena e totale innocenza. Sotto tale profilo, pur riconoscendo il legittimo esercizio delle prerogative della Pubblica Accusa, la pronuncia della Corte di Appello ha fermato le ulteriori sofferenze di un uomo e di tutta la sua famiglia”.
“In questi anni ho combattuto una battaglia silenziosa per difendere non solo la mia libertà, ma la mia dignità e quella della mia famiglia, contro il peso delle accuse”, ha affermato Aliberti, che ha aggiunto: “Oggi questa vicenda si chiude. Avrei voluto gridarlo a mia madre che nei suoi ultimi giorni si chiedeva “Perché? Perché ti fanno tutto questo?”…a mio padre che ha sempre cercato di darmi forza. Ma sono2morti prima di vedermi libero. Tredici anni non si cancellano con una sentenza, restano le cicatrici, restano le ferite profonde che ancora sanguinano. Oggi è il tempo degli affetti, della mia famiglia, dei miei figli, di chi ha creduto in me, in noi, di chi ha resistito quando tutto sembrava crollare”. Sul verdetto si è espresso anche il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli: ““È una decisione che restituisce serenità a un amministratore e alla sua comunità, confermando la fiducia nella magistratura e nel principio fondamentale della presunzione di innocenza. In questi anni, il sindaco Aliberti ha continuato a svolgere il proprio ruolo con determinazione e senso di responsabilità verso la città di Scafati, nonostante il peso di una vicenda giudiziaria complessa. Oggi questa assoluzione rappresenta un punto fermo e consente di guardare avanti con rinnovato slancio nell’interesse esclusivo dei cittadini. Questa sentenza richiama tutti a una riflessione più ampia sul rispetto delle garanzie e sulla necessità di riforme che rendano il sistema giudiziario più efficiente e giusto. In questo senso, ribadisco il mio convinto sostegno al Sì al referendum sulla giustizia, affinché si possano rafforzare i principi di equilibrio, responsabilità e tutela dei diritti”.
“Oggi siamo felici per l’amico Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati. Con la pronuncia della Corte d’Appello di Salerno per lui e per la sua famiglia finisce un incubo iniziato oltre 13 anni fa con un’accusa infamante per un amministratore che è sempre stato punto di riferimento fondamentale per la comunità scafatese. In tutti questi anni ha dovuto combattere per affermare ciò che era ovvio: la sua innocenza. Anche per questo il 22 e il 23 marzo sarà necessario votare “Sì”, per evitare che errori come questo restino impuniti grazie allo strapotere delle correnti”.
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