“Ho una panoramica abbastanza ampia di ciò che accade a Salerno e in provincia e sicuramente posso dire che Salerno ha tutte le caratteristiche di una città sicura, nonostante ci siano degli episodi che turbano la collettività, come i furti notturni e gli assalti ai bancomat. Con le Forze di Polizia, con i Carabinieri, con la Guardia di Finanza e con l’operazione “Strade Sicure” dell’Esercito, mettiamo in atto ogni giorno un impegno notevole riuscendo a garantire una vivibilità dignitosa, sia nella città di Salerno, sia in provincia”. Lo ha affermato con fermezza il Questore di Salerno Giancarlo Conticchio, in occasione della conviviale rotariana a lui dedicata, organizzata al “Circolo Canottieri Irno” di Salerno dal “Rotary Club Salerno”, presieduto dal dottor Francesco Caggiano, che ha invitato il Questore, con la collaborazione del Past President Tony Ardito, per parlare di sicurezza. Il dottor Conticchio, che da primo giugno del 2022 ricopre la carica di Questore a Salerno, ha spiegato che negli ultimi quattro anni la sicurezza nella nostra città si è evoluta positivamente:” Non c’è l’insicurezza che si percepisce. Lo dimostra anche l’arrivo di molte navi da crociera: le compagnie di navigazione scelgono di venire a Salerno anche perché i turisti si sentono sicuri, non subiscono scippi”. Il Questore ha spiegato cosa andrebbe fatto per garantire maggiore sicurezza nelle città:” Dovrebbero essere potenziate l’illuminazione pubblica e la videosorveglianza. Anche la collaborazione dei cittadini dovrebbe essere maggiore. Le Forze di Polizia non possono essere presenti in ogni angolo della città, pertanto è importante che il cittadino segnali ciò che accade, sia chiamando al 112, sia utilizzando l’App “YouPol”, che invito a scaricare sul proprio telefonino, per segnalare, in forma anonima, episodi sospetti. Bisogna abbattere il muro della cultura dell’indifferenza: i cittadini devono sentirsi parte integrante in un sistema di sicurezza”. Il Questore, che ama definirsi uno “sbirro”, ha spiegato che la sicurezza delle città deve essere demandata allo Stato e non alle ronde formate dai cittadini:” Costituiscono più un pericolo che una sicurezza: alcune teste calde potrebbero sentirsi autorizzate a fare gli sceriffi. Come Questore non le consento. Sono invece utili strumenti di sicurezza i gruppi di vicinato che, uniti su Whats App, in una chat possono segnalare al loro referente del gruppo, una persona che noi formiamo, se vedono delle anomalie nel loro quartiere o se qualcuno sta commettendo un reato”. Il Questore, di origini baresi, ha anche spiegato il fenomeno per cui una persona che commette un reato viene arrestata e quasi subito liberata:” Noi dobbiamo rispettare quello che le leggi ci dicono: il nostro lavoro si completa con la messa a disposizione all’Autorità Giudiziaria. Poi ci sono dei procedimenti che portano anche alla reimmissione in libertà di chi commette il reato. Il nostro compito è anche quello di cercare di mettere sulla strada del buon cammino chi sbaglia cercando di fagli capire che non deve più sbagliare. Sotto la divisa di un poliziotto c’è un cuore”. Il Questore Conticchio ha concluso il suo intervento ricordando il sequestro e la morte di Aldo Moro e dei cinque poliziotti della scorta, e con una frase di Papa Francesco che diceva sempre quando incontrava i poliziotti:” La sicurezza è la prima forma del bene”. Aniello Palumbo


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