“L’ Abate Antonio Genovesi si ispirava agli ideali della tolleranza, della libertà ed eguaglianza e non condivideva, anzi contestava i privilegi dell’aristocrazia e del clero del quale comunque faceva parte. Egli ricercava un modello economico con l’intento di affermare una società più equa, più giusta, capace di consolidare gli spazi di libertà di tutti i suoi componenti. Una società incline al mutuo soccorso, dove l’arricchimento non deve realizzarsi contro qualcuno. Si può affermare che il pensiero del Genovesi si accosti alla filosofia giapponese Zen del “limite dell’essenziale” ovvero vivere una vita nella quale se aggiungi una cosa di troppo è di troppo, ma se manca diventa povera”. A ricostruire e contestualizzare il pensiero dell’Abate Antonio Genovesi, il famoso economista, filosofo e sacerdote italiano, nato nel 1713 a Castiglione del Genovesi, considerato il fondatore dell’economia civile, figura chiave dell’illuminismo napoletano, è stato l’economista giffonese Generoso Andria, già europarlamentare, in occasione della presentazione del libro “Lezioni di commercio o sia d’economia civile” dell’Abate Antonio Genovesi, commentate e annotate da Generoso Andria, edito da “D’Amato Editore”, organizzata presso l’Hotel Mediterranea di Salerno dal “Rotary Club Salerno Est” presieduto da Ermanno Lambiase, in interclub con il “Rotary Club Salerno Picentia”, presieduto da Lucio Bojano, e “Rotary Club Cava de Tirreni, presieduto da Pasquale Montuoro. L’ingegnere Lambiase ha ricordato il ruolo del dottor Andria nell’ambito del Club rotariano: “E’ stato socio fondatore del “Rotary Club Salerno Est” e Presidente nell’anno sociale 1984-1985”. Il dottor Andria ha “tradotto” il testo originale del volume secondo del Genovesi, del 1759, che è in suo possesso, scritto in italiano arcaico, inserendo le sue note profonde ed articolate:” Le “Lezioni di commercio o sia di economia civile” di Antonio Genovesi, ci consentono di ripercorrere l’itinerario dell’economia, della politica e della teologia di quei tempi”- ha spiegato il dottor Andria – “Antonio Genovesi può essere considerato il grande esponente dell’illuminismo dell’epoca, antesignano del pensiero liberale e sociale di oggi”. Il “banchiere” di Giffoni Valle Piana ha spiegato che Antonio Genovesi non è mai eccessivo nelle sue posizioni:” Cerca sempre il modo di dialogare e di trovare una soluzione”. Il dottor Andria nelle sue ricerche presso l’Archivio del Banco di Napoli, ha consultato dei documenti molto interessanti:” In essi vi è la storia delle banche; delle Società di Mutuo Soccorso; dei Monti di Pietà”. Andria, che ha dedicato la sua vita alle problematiche economiche e finanziarie, ha spiegato che per il Genovesi il denaro depositato in Banca non produce ricchezza:” Diventa per il proprietario una rendita parassitaria. Il paragone che lui fa è quello delle acque che si raccolgono negli stagni e che, rimanendo ferme, imputridiscono e ammorbano l’aria. Spetterà al sistema bancario rimettere in moto produttivo queste risorse, ma i vincoli di Basilea 2 e Basilea 3 freneranno gli investimenti progettuali perché legati al rating aziendale”. Andria ha anche analizzato l’aspetto sociale del Genovesi:” Riteneva che la ricchezza eccessiva crea solo problemi sociali, ma anche economici. Quando l’uomo diventa “soverchiamente” agiato si allontana dal travaglio del lavoro, consegnandolo a qualche altro più povero. Gli artigiani e i contadini forniscono i “comodi” della vita ai ricchi che si accaparrano beni e prodotti per distribuirli a piccoli commercianti o manifattori, rimpinguando le loro ricchezze ed aumentando le diseguaglianze delle famiglie che provocano anche spopolamento dei territori, non essendoci mezzi sufficienti per il sostentamento. Bisognerebbe capire che la popolazione è utile e rende più forte il e sicuro il paese e che l’eccessiva ricchezza alimenta le classi meno utili a spese di quelle che più lo sono. Il Genovesi anteponeva l’interesse della comunità a quella personale differenziandosi, in questo, da Adam Smith, il filosofo ed economista scozzese, che mette al centro del panorama economico l’individuo, al quale si chiede prudenza negli affari ma allo stesso tempo di badare ai propri interessi personali”. Il professor Giuseppe Acocella, Magnifico Rettore dell’Università “Giustino Fortunato” di Benevento, che ha curato la presentazione del libro, ha ricordato che Antonio Genovesi è stato il primo titolare di una cattedra di economia politica in Europa: “Nel 1754 presso l’Università di Napoli” e spiegato che Generoso Andria non ha inteso curare una edizione critica del volume secondo di Antonio Genovesi:” Andria ha perseguito lo scopo civile e pedagogico di rendere attuale la lettura di un’opera complessa quale è quella di Antonio Genovesi che è stato uno degli innovatori principali degli sudi economici in Europa, insieme ad Adam Smith. Leggendo le annotazioni di Andria, reso vigile anche dalla esperienza di parlamentare europeo, si comprendono ancor più le valutazioni genovesiane”. Il professor Acocella ha spiegato il pensiero etico – politico che fa da sfondo all’economia secondo Genovesi:” Pur conscio dei difetti che la natura umana porta con sé (ignoranza, passioni, discordia, ritrosia), l’Abate Genovesi non nasconde che, grazie alla Divina Provvidenza, il peccato primitivo possa e debba essere affrontato dalla volontà di relazione con gli altri esseri umani”. Acocella ha ricordato che il Genovesi, riconosciuto come custode dell’Illuminismo napoletano, riteneva che:” Chi lavora, chi fa economia, deve sposare l’assioma secondo cui l’utile privato è inscindibile dalla felicità pubblica: in una società priva di felicità pubblica anche l’utile privato rischia di essere soffocato”. Nel corso della serata è stato presentato, dal Past President Antonio Sannino, un nuovo socio del Club: il dottor Michele Ammirati. A portare i saluti del Governatore del “Distretto Rotary 2101”, Angelo Di Rienzo, è stato l’Assistente del Governatore Tony Ardito che ha ricordato una celebre frase dell’economista statunitense, Warren Buffett: “Cerca tre cose in una persona: intelligenza, energia e integrità. Se manca l’ultima, le prime due ti uccideranno”. Aniello Palumbo


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