Salernitana, obiettivo solidità difensiva ma l’organico non aiuta

Matteo Lovato

Una squadra che, con due distinti allenatori, continua a subire la media di due gol a partita porta a interrogarsi sulla qualità degli interpreti più che sui sistemi di gioco. Certo, sia con Nicola che con Sousa la Salernitana ha giocato quasi sempre con la difesa a 3 (solo sabato scorso con l’Inter il passaggio alla linea a 4). Se si analizzano i gol che la Salernitana ha subito in questa prima parte di campionato viene fuori che, nel 90 per cento dei casi, si è trattato di errori individuali. Ed è abbastanza clamoroso che, con 6 centrali difensivi in rosa, si avverta la mancanza di un centrale di esperienza. I giovani, nonostante i costi elevati dei cartellini (Daniliuc 5 milioni, Lovato 8 milioni, Pirola 5 milioni) non hanno fin qui reso secondo le aspettative. I giocatori di esperienza sono per lo più fuori dalle scelte tecniche, come nel caso di Fazio (contratto molto oneroso) e Bronn (pagato quasi 4 milioni e, ad oggi, del tutto deprezzato), oppure vivono un momento di scarsa brillantezza, ed è il caso di Gyomber. In altre parole si può dire che la costruzione della squadra, negli ultimi due anni, non ha prodotto gli effetti sperati. Ad oggi l’investimento di 40 milioni fatto un anno fa da Iervolino non è stato ripagato, di qui forse il ridimensionamento nella campagna acquisti 2023, che pure è costata quasi 25 milioni tra riscatti e commissioni.