“Nascette lu messia”: Storie, aneddoti, musiche e canti del magico Natale napoletano,  proposti dal Maestro Rino Napolitano al “Parco Storico Sichelgaita” di Salerno.

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“E doppe ca lu Bambine se salvaje cu la manella santa lu carezzaje. Pignuole tu puozz’esse beneritte ca reparaste a Die zitto zitto. Si ogge bbuone tu aviste lu core de ‘ncienze sante purtarraje l’addore. E donna e lu Bambino se salvajeno ‘na mane peccerella ‘nce lassajeno. Pignuole tu che a Dio t’arapiste ‘nce purtarraje la mane ‘e Giesù Criste”.  Questi versi tratti dalla “Leggenda del lupino” raccontano della fuga della Sacra Famiglia in Egitto per scappare dalla strage ordinata da Erode. Durante la fuga la Madonna chiese aiuto a un albero di lupino per riparare Lei e suo Figlio. Ma il lupino si rifiutò. Così per il suo rifiuto il lupino fu condannato a dare per sempre frutti amari. Un pino, invece, permise a Maria e Gesù di nascondersi e, in  segno di ringraziamento, il Figlio di Dio ad ogni pinolo lasciò in dono la sua manina e l’odore inconfondibile dell’incenso”.  A raccontare questa famosa leggenda è stato il Maestro Rino Napolitano nel corso del suo recital natalizio, per chitarra e voce, proposto dal cantante e attore napoletano nella storica Villa Wenner di Pellezzano che è stata, dalla seconda metà del XIX secolo, residenza della famiglia Wenner, la principale promotrice degli insediamenti industriali tessili nella Valle dell’Irno . La serata è stata organizzata dall’associazione “Parco Storico Sichelgaita”, presieduta dalla professoressa Clotilde Baccari Cioffi e dalla dottoressa Rosa Scarpa, proprietaria della storica dimora e socia del sodalizio salernitano. Dopo i saluti della giornalista e scrittrice Claudia Izzo, che ha presentato il suo libro “La Primavera Fuori”, e dell’editore Francesco D’Amato, che ha presentato le sue nuove proposte editoriali, la  professoressa Clotilde Baccari Cioffi ha tracciato un bilancio dei primi sei mesi dell’anno sociale e augurato un anno di rinascita:” La rinascita  è nell’apprezzare le piccole cose come l’amicizia e la famiglia”.   La professoressa Clara Mattia Cuoco  ha  ricordato le origini pagane del Natale:” Nell’antica Roma, il 25 Dicembre, si celebrava la nascita del Sol Invictus”,  e recitato alcuni  brani  dedicati al presepe e  alla  tradizione del  Natale.

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Il maestro Rino Napolitano, fondatore del gruppo teatrale “Lazzari e Briganti”, ha raccontato che la nonna, come da tradizione napoletana, aveva l’abitudine di bruciare una pigna nel braciere di casa durante le giornate di Natale e Capodanno. Napolitano ha anche ricordato che Roberto De Simone scrisse nel 1974 una splendida melodia per raccontare in musica la meravigliosa “Leggenda del lupino”. Rino Napolitano dopo aver  raccontato la tradizione del  presepe:” Il Presepe napoletano rappresenta un sogno: quello del Benino”, ha ricordato che nel presepe ogni mese è rappresentato da un venditore di cibo:”  Gennaio è rappresentato dal macellaio;   febbraio dal  venditore di formaggi; marzo dal  venditore di polli;  aprile dal venditore di  uova e maggio dalla donna che vende ciliegie; giugno è personificato dal panettiere mentre luglio dal venditore di pomodori. Per agosto c’è il venditore di cocomeri e a settembre il contadino.  A ottobre il vinaio e a novembre il venditore di castagne.  Infine dicembre è raffigurato dal pescivendolo”.  Dopo aver intonato vari canti tradizionali dedicati al Natale, ricordato le antiche sonorità degli zampognari, interpretando ‘O Ciaramellaro a Napoli, di Raffaele Viviani, il Maestro Napolitano ha concluso interpretando la canzone regina del Natale: “Quanno nascette Ninno” scritto da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. (Foto di Luciana Cardone).

Aniello Palumbo

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