La “Questione Meridionale” è stata ampiamente approfondita dal professor Carmine Pinto, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno; professore Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Ateneo salernitano, nel corso dell’incontro intitolato “Il Mezzogiorno contemporaneo, una questione del nostro tempo? “organizzato presso il “Circolo Canottieri Irno” dal “Rotary Club Salerno Duomo”, presieduto dal dottor Gaetano Cuoco. Lo storico salernitano, originario di Padula, considerato uno dei massimi studiosi contemporanei dell’800, ha dato un senso profondo a quella che è la storia del Mezzogiorno, parlando anche dei grandi sovrani del Mezzogiorno, delle forme dello Stato che assume negli anni questa parte d’Italia e di come diventa parte di una Nazione, senza pensarlo come un immaginario negativo, sfatando alcune interpretazioni della storia meridionale:” In Italia è in atto da alcuni anni una sorta di fascinazione neoborbonica secondo la quale i meridionali sarebbero stati scippati del loro potere, delle loro ricchezze e quindi si parla di una sorta di risarcimento da parte del Nord. Sono tutte sciocchezze. Negli ultimi trent’anni sono stati inventati dei miti storici, creati senza alcuna conoscenza storica, che non fanno bene alla storia né al Mezzogiorno”. Il professor Pinto ha raccontato il Mezzogiorno attraverso i contrasti:” I grandi contrasti che, in un tempo storico abbastanza lungo, hanno determinato una forma dello Stato, della società, della cultura civile, che oggi ci fa riconoscere il Mezzogiorno che è una realtà storica che prende una forma unitaria attraverso un sistematico trasferimento di sovranità esterne”. Il professor Pinto ha spiegato che la “Questione Meridionale” viene inventata come idea dai grandi nazionalisti italiani della destra nazionalista:” Prevalentemente uomini di Cavour che prendono atto del fatto che la costruzione di una grande Nazione, pur essendo riuscita a fare in modo che il Mezzogiorno non fosse più la periferia del mondo, non è riuscita però a fare in modo che l’eredità feudale ed ecclesiastica del vecchio Stato riuscisse a fare i conti con il nuovo Stato e che il Mezzogiorno , cofondatore della Nazione, è però, dal punto di vista degli standard culturali, civili, infrastrutturali, molto più debole rispetto ad altre parti d’Italia”. Pinto ha spiegato che il vittimismo è una delle cose peggiori per il Mezzogiorno: “Il Mezzogiorno è sempre stato parte di grandi fenomeni e anche oggi è parte di una delle aree più sviluppate del mondo”. Dopo la lettura del ricco curriculum del professor Pinto ad opera del Prefetto Giuseppe Cimmino, il Presidente del Club Gaetano Cuoco ha apposto sul bavero della giacca del professor Carmine Pinto lo spillino di Socio Onorario del “Rotary Club Salerno Duomo”. Presentato dal socio Carlo Frasca il nuovo socio del Club, l’avvocato penalista Andrea Vagito che ha ricevuto lo spillino dal Past Governor Marcello Fasano, Presidente della Commissione Distrettuale per l’Effettivo. La presidente del “Rotaract Club Salerno Duomo” Federica Romano ha portato i saluti di tutti i soci del sodalizio composto dai giovani rotariani.
Aniello Palumbo




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