Cilento: la Cultura del Silenzio.

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di Pasquale Martucci

Nell’area cilentana si integrano alla perfezione bellezze paesaggistiche, naturali e luoghi che hanno visto il passaggio e l’alternarsi di civiltà e vicende storiche. È la cultura che si coniuga con le sue caratteristiche naturali, proprio dove prevale il silenzio e la tranquillità.

Proprio in questo contesto, nel periodo estivo si cerca di dare voce a quel silenzio, con iniziative che diventano ogni anno più numerose ed importanti.

Il primo dicembre del 2014 è nata un’associazione, che si è data il nome di “La Via Silente”, per volontà di un gruppo di ragazzi cilentani impegnati nel progetto di valorizzazione e promozione della loro terra. Lo scopo è di realizzare, monitorare e promuovere un Ciclopercorso che attraversi l’intero territorio del Cilento, degli Alburni, fino al Vallo di Diano. Quel percorso è circolare, lungo 600 chilometri, che consente di salire sui rilievi e scendere nelle valli, tra le montagne e il mare.

L’Associazione evoca nel nome il silenzio, anche se a ben vedere un’antica etimologia del termine vedeva il Cilento riconducibile al territorio compreso tra la città di Pesto, sulle sponde del Sele, e di Velia, su quelle dell’Alento: la zona che congiunge i due fiumi Sele e Alento: Silento. Anche se ora l’area dell’intera zona è più estesa.

Hanno fatto bene quei giovani cilentani a portare avanti l’iniziativa che fa rumore nella pubblicizzazione dell’evento e nei riscontri informativi e partecipativi. Si tratta della proposizione di 15 tappe, con una opzionale, difficile, che raggiunge la vetta del monte Cervati (a 1.898 metri s.l.m.), partendo da Castelnuovo Cilento, a pochi chilometri dalla stazione di Vallo della Lucania. Il tratto collinare, assai panoramico, ritorna presto sulla costa; segue quella linea per una quarantina di chilometri per poi inoltrarsi verso l’interno, risalendo in direzione di Castellabate. Si attraverserà una terra meravigliosa, tra le acque limpide del Fiume Calore, il fascino delle Grotte di Castelcivita e di Pertosa; si raggiungeranno pianure, boschi di faggio, valli punteggiate di orchidee, incantevoli borghi contadini; si farà una passeggiata in località caratteristiche e di rilevanza storica, per poi ritornare dalla costa al punto di partenza.

Il tempo si fermerà e il percorso non sarà privo di ostacoli, perché attraverserà una terra aspra, selvaggia ma molto autentica. Il percorso in bici, seguendo le indicazioni degli organizzatori, prevede le seguenti tappe: 1) Castelnuovo Cilento – Pollica; 2) Pollica – Vatolla; 3) Vatolla – Cicerale; 4) Cicerale – Felitto; 5) Felitto – Petina; 6) Petina – Roscigno; 7) Roscigno – Teggiano; 8) Teggiano – Sanza; 9) Sanza – Monte Cervati – Sanza; 10) Sanza – Casaletto Spartano; 11) Casaletto Spartano – San Giovanni a Piro; 12) San Giovanni a Piro – Palinuro; 13) Palinuro – Ceraso; 14) Ceraso – Monte Gelbison; 15) Monte Gelbison – Castelnuovo Cilento. Tutto in circolo, attraversando natura, archeologia, architettura, storia e cultura.

Riporto l’indicazione delle risorse disponibili lungo quel percorso: tra i rilievi, il Monte Cervati, il Monte Gelbison, il Monte Stella; la natura presenterà le Gole di Felitto, la Grotta dell’Angelo, le Grotte di Castelcivita e Pertosa, le Grotte e la Baia degli Infreschi a Palinuro, la Cascata dei Capelli di Venere a Casaletto Spartano, l’Antèce a Sant’Angelo a Fasanella; l’architettura offrirà la Torre del Castello Talamo-Atenolfi a Castelnuovo Cilento, il Palazzo Vinciprova a Pioppi (dove è presente il Museo del Mare), il Palazzo de Vargas a Vatolla, il Castello Macchiaroli a Teggiano. Tra le chiese: la Certosa di San Lorenzo a Padula e il Santuario della Madonna del Monte Sacro a Novi Velia. I siti e i luoghi di interesse culturale sono: il Parco Archeologico di Elea-Velia, il Museo Paleontologico di Magliano Vetere, il Museo Etnografico di Morigerati.

Nel territorio, ci sono anche altri luoghi di evidente importanza, che lambiscono e potrebbero essere raggiunti da curiosi meno portati a muoversi entro i limiti fissati: i fiumi Alento, Bussento, Lambro, Mingardo, Calore, Tanagro; le gole, le oasi e i percorsi naturalistici; il monte Bulgheria e gli Alburni; gli scavi e le aree archeologiche; i musei della civiltà contadina; i conventi, le chiese e i santuari; i monumenti e i palazzi gentilizi.

Queste bellezze sono alla portata di coloro che amano immergersi nelle atmosfere e nei silenzi della storia e della cultura del territorio cilentano.

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