Salernitana, pari d’orgoglio in casa della Juve, palla della vittoria mancata nel recupero

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Juventus e Salernitana pareggiano 1-1 nel match valido per la 36esima giornata della Serie A. I campani, ultimi in classifica e da tempo retrocessi in Serie B, passano in vantaggio al 27′ con il colpo di testa di Pierozzi.

La Juventus pareggia al 91′ con Rabiot, su azione da corner.

La formazione allenata da Allegri dopo il quinto pareggio di fila sale a 67 punti, terza con il Bologna, e spreca l’occasione di centrare autonomamente la qualificazione aritmetica alla Champions League. L’obiettivo viene centrato in serata, quando l’Atalanta batte la Roma e regala il pass ai bianconeri e al Bologna.

Il primo tiro della partita è degli ospiti al 6′ con Pierozzi, che da fuori area fa partire destro centrale che Szczesny blocca senza particolari problemi. Dopo due minuti arriva la prima grande occasione del match se la procura Dusan Vlahovic con un gran tiro di sinistro da oltre venti metri che Fiorillo riesce a deviare sulla traversa. Al 20′ proprio l’attaccante serbo è il primo ammonito del match, l’arbitro lo punisce per un duro intervento su Coulibaly a centrocampo. Poco dopo finisce sul taccuino dell’arbitro anche Rabiot per un intervento in ritardo ancora su Coulibaly.

Al 27′ i granata passano sorprendentemente in vantaggio. Pierozzi trova il primo gol in Serie A con un colpo di testa su assist di Sambia: Szczesny tocca ma non riesce a respingere. Al 32′ punizione pericolosa di Sambia col destro dai 25 metri: Szczesny vola in tuffo e mette in corner. Al 35′ gran tiro di Bremer da circa 30 metri con la palla larga di un soffio. Passa un minuto e la Salernitana sfiora il raddoppio: Ikwuemesi viene lanciato tutto solo in area da posizione centrale, il nigeriano si allunga la palla e Szczesny lo chiude in uscita, c’è anche un contatto ma per l’arbitro è tutto regolare. Al 43′ grande chance per i padroni di casa, mancino a giro dal limite dal centro sinistra di Cambiaso e palla a scheggiare il palo.

Allegri rivoluziona la Juve nell’intervallo inserendo Chiesa, Miretti e Iling Jr per Kean, McKennie e Kostic. Al 7′ check Var per un possibile tocco di mano di Rabiot in area. Angolo dalla destra: tentativo di anticipo ancora di Pierozzi sul primo palo come sul gol e anticipo del francese, forse col braccio. Nessun on field review e si continua a giocare. All’11’ Fazio svetta di testa su una punizione dalla tre quarti di sinistra ma la conclusione è di poco alta. Al 12′ proteste bianconere per un intervento in area di Vignato su Locatelli. Arbitro e Var fanno giocare. Al quarto d’ora grande accelerazione di Chiesa e lancio per Vlahovic che arriva a tu per tu contro Fiorillo in uscita, decentrato sulla destra: tocco morbido col destro in diagonale, ma palla è larga.

Al 17′ tiro cross di Chiesa dal centro sinistra dell’area: Vlahovic deve solo mettere in rete a porta vuota, ma Pirola è bravo nel posizionamento per l’anticipo, la palla rimbalza su Rugani che, per poco, non trova casualmente la porta. Alla mezz’ora Allegri si gioca le ultime due carte inserendo Milik e Yildiz per Vlahovic e Rugani. Al 35′ proprio l’attaccante polacco ci prova di testa su cross dalla sinistra, conclusione precisa ma non potente: Fiorillo vola in tuffo e mette in corner. Al 38′ Salernitana pericolosa in contropiede: Tchaouna viene lanciato sulla destra e sfida Gatti nell’uno contro uno, il difensore della Juve fa a spallate e lo chiude.

Al 43′ terzo legno per la Juventus: fa tutto Miretti, recupero palla e destro da 20 metri da posizione centrale, ancora una volta traversa beffarda che sbatte sul terreno di gioco ma fuori dalla linea di porta. Al primo minuto di recupero arriva il pari. Corner dalla sinistra: Locatelli prolunga di tacco sul primo palo e Rabiot gira in rete. Al 97′ clamorosa chance in contropiede per gli ospiti: cinque contro tre, il tiro della vittoria è di Basic che può calciare di mancino dal limite dell’area con grande spazio, ma manda alto. Sipario.

“Ci dispiace non aver vinto. Abbiamo subito qualcosa nel secondo tempo, ma devo dire che i calciatori a disposizione hanno fatto una grandissima partita. Oggi mancava gente come Bradaric, Candreva, Gyomber, Ochoa, Maggiore e tanti altri che potevano fornire un contributo in corso d’opera. Devo fare un plauso ai ragazzi, il primo tempo è stato di livello e siamo ripartiti brillantemente sfiorando il colpaccio clamorosamente a pochi secondi dalla fine. Rimpianti? Parlo del mio percorso, che è stato abbastanza breve. Una retrocessione ci può stare, non è una tragedia, a patto che non manchi mai il rispetto per una società che non ci fa mancare nulla e per un pubblico che ci segue dappertutto. Ho incontrato sei squadre di primissima fascia, ora arriverà il Verona che è alla nostra portata ma dovranno vincere per salvarsi. Avremmo meritato qualcosa in più già contro Fiorentina e Atalanta. Non è facile motivare un gruppo e fissare un obiettivo quando purtroppo non hai più la possibilità di salvarti.

Devi inventarti qualche stratagemma, lavorare tatticamente senza stravolgimenti e provando a calarci nel tipo di partita. Sapevamo che ci sarebbe stato da soffrire, ci siamo difesi bene e credo che a volte non serva un pressing esasperato se poi ti fai attaccare alle spalle. Chiunque viene allo Stadium pensa principalmente a non prenderle, noi qualche problemino alla Juventus lo abbiamo creato. Il mio ruolo? Ho un rapporto importante con la società e con la tifoseria. Sto bene a Salerno, sono legato a questi colori e, dopo tre cambi di guida tecnica, il presidente Iervolino mi aveva chiesto di guidare la squadra fino al termine della stagione. Non potevo dire di no”. Questa l’analisi del tecnico della Salernitana Stefano Colantuono ai microfoni di DAZN.