“Per un Antico Amore”: il nuovo libro di Giuseppe Esposito presentato alle socie del “Parco Storico Sichelgaita”.

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“Il passato non muore, ma continua a vivere dentro di noi, spesso impedendoci di vivere il presente. Tuttavia nessuno torna indietro. Non può, anche volendo. Se i sogni non si avverano, la seduzione ed il rimpianto del passato ci affliggono tuttavia sempre. La giovinezza lontana è la perdita irrimediabile che induce il nugolo dei ricordi, la nostalgia ed il rimpianto. Il tempo ecco cosa ci manca. Sfugge tra le dita come l’acqua del mare e non possiamo trattenerlo. È il tempo la nostra condanna, la nostra maledizione”. Con queste parole, significative e profonde, si conclude il nuovo romanzo dell’ingegnere napoletano Giuseppe Esposito intitolato “Per un Antico Amore”, che è stato presentato alla libreria “Imagine’s Book” di Luca Morra e Rosario Casolaro, dalla presidente dell’associazione culturale “Parco Storico Sichelgaita”, la professoressa Clotilde Baccari Cioffi, e dall’onorevole Tino Iannuzzi. Il libro è ambientato a Napoli che Esposito definisce:” Una città matrigna, una città che ti avvince di un amore viscerale e poi ti respinge. Una città da cui fuggire, come consigliava Eduardo ai giovani napoletani dicendo” Fuitevenne.”  Via da questo luogo infernale con le sembianze di paradiso”. La professoressa Baccari Cioffi ha sottolineato questo aspetto:” Esposito nel suo libro, che è molto intimo, racconta i luoghi che sono la sua anima e, attraverso i personaggi protagonisti del romanzo, riesce a portare una parte di sé”. L’onorevole Tino Iannuzzi ha raccontato in parte la trama del romanzo:” In poche pagine Esposito, con stile fluido, scorrevole, accattivante, ricostruisce i contesti storici, sociali e di costume che caratterizzano la città di Napoli. A differenza degli atri libri di Esposito, nei quali racconta di indagini giudiziarie, in questo libro l’indagine c’è, ma è un’indagine sull’animo umano: sul tumulto dei pensieri, delle passioni, delle debolezze, delle contraddizioni del protagonista”. Iannuzzi ha raccontato che il libro è ambientato anche in due industrie conserviere di Angri e Sarno:” Nel microcosmo delle due fabbriche si rappresentano tutte le varie sfaccettature dei sentimenti, siano essi buoni o cattivi”. Secondo Iannuzzi un altro elemento che assume un ruolo importante nel libro è il tempo:” Ha caratteristiche bellissime e affascinanti, ma il tempo non si arresta, procede, e per ognuno di noi viene il momento di porsi di fronte al tempo e quasi di desiderare di avere il potere di arrestarlo o di tornare indietro. Il romanzo ci porta a riflettere sul rapporto delicato tra il tempo che fluisce; il valore profondo della vita, la necessità di viverla con pienezza, sapendo che è un dono impagabile che non ritorna, e il proprio presente, guardando verso il futuro, senza farsi bloccare, paralizzare: è questa la molla del progresso umano”.  L’autore ha ricordato che le tracce che il passato lascia dentro di noi sono indelebili:” Ci sono dei momenti, a volte intrisi di tristezza e nostalgia, in cui i fantasmi del passato tornano prepotentemente e cercano di influenzare la nostra vita presente”. Alcuni brani del libro sono stati letti con bravura dalla professoressa Clara Mattia Cuoco. Il giovane tenore lirico napoletano Marco Di Fiandra, ha interpretato, con grane passione e professionalità, alcuni brani classici della Canzone Napoletana e romanze famose. (Foto di Luciana Cardone).

Aniello Palumbo