“Il Brigante e il Generale”: il nuovo libro  del professor Carmine Pinto presentato  a “La Congrega Letteraria” di Vietri Sul Mare.

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“ Il vittimismo è una delle cose peggiori per il Mezzogiorno”. Con queste parole ha concluso il suo intervento il professor Carmine Pinto, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’ Università degli Studi di Salerno,  che, nell’Aula Consiliare del Comune di Vietri Sul Mare, ha presentato il suo nuovo saggio storico “Il Brigante e il Generale. La guerra di Carmine Crocco e Emilio Pallavicini di Priola”,  edito da “Laterza Editore”, che racconta di due uomini, due personaggi storici lontanissimi per origine e formazione: un brigante, Carmine Crocco, spavaldo erede del mondo feudale, e un generale, Emilio Pallavicini di Priola, baldanzoso aristocratico di spada, che ,nel primo decennio dell’Italia unita,  furono i protagonisti più conosciuti della guerra per il Mezzogiorno e  che rappresentano due modi diversi di raccontare la storia del diciannovesimo secolo e della fondazione dell’Italia unita. Lo storico Pinto ha raccontato le “vite parallele” di questi due uomini e, attraverso queste, gli episodi, i luoghi, le battaglie e le leggende, la guerra, fino allo scontro finale e al sorprendente epilogo delle loro esistenze, durante l’incontro organizzato dai direttori artistici de “La Congrega Letteraria” Antonio Gazia e Alfonso Vincenzo Mauro, in collaborazione con il Comune e della Pro Loco di Vietri sul Mare. Il Sindaco, del Comune di Vietri Giovanni De Simone,  ha ricordato le tante iniziative intraprese, negli ultimi  dieci anni, dagli organi direttivi  della  “Congrega Letteraria” :” Sono degli eroi culturali :fanno promozione culturale sul nostro territorio, ma anche a livello nazionale ed internazionale con il “Premio Poesis”.

il professore  Antonio Gazia, già docente di  Italiano e Latino  nei licei salernitani, da dieci anni Direttore Artistico de “La Congrega Letteraria”, ha introdotto  la tematica trattata nel libro :”Il professor Pinto ,che ha la cultura della ricerca, attraverso i due personaggi protagonisti di questo saggio storico racconta gli avvenimenti del tempo. Una novità che potrebbe far pensare alla possibile  pubblicazione di un suo  romanzo storico”.  Il dottor Vincenzo Pedace, Dottore di Ricerca in Studi Storici presso il Dottorato in Studi Linguistici, Letterari e Storici dell’Università di Salerno, ha parlato di come sono presentate nel libro le biografie  dei due protagonisti:” Il brigante Carmine Crocco,  e il  generale, Emilio Pallavicini di Priola, sono due uomini che provengono da due mondi completamente distanti,  con opposte aspirazioni sociali: la figura di  Carmine Crocco viene associata, soprattutto negli anni 70, a  quella di un brigante che fa una rivolta sociale;  Pallavicini, invece, viene messo un po’ in ombra”.  Nel libro,  che si legge come un romanzo, ma è un saggio storico, Carmine Pinto spiega che “Crocco non si sognò mai di proporre rivolte  oppure occupazioni di terre demaniali: questa rappresentazione leggendaria è frutto di miti e invenzioni  pubblicistiche recenti; non è realtà storica. Il Generale Pallavicini è una figura che nel racconto pubblico del Risorgimento passa in secondo piano rispetto a Mazzini e Garibaldi, anche se rappresentò tanto nella lotta al brigantaggio e nella composizione dell’unità nazionale. Crocco e Pallavicini costruirono due strategie militari: Carmine Crocco costruì un primo “cartello” criminale della storia: mette insieme 40 bande di briganti  per seminare terrore nel Mezzogiorno facendo seguito al  mandato  politico ricevuto dai Borbone . Pallavicini costruisce invece una controguerriglia che  non rientra tra le tattiche militari consuete ”. Il professor Carmine Pinto ha spiegato  che nel libro si racconta di come si faceva la guerra nel XIX secolo :” Crocco rappresenta  la cultura della guerra dell’antico regime: l’idea che la violenza  non fosse monopolizzata dallo Stato, ma che potesse essere organizzata da attori diversi”. Pinto ha anche   chiarito qual è il contesto politico di cui si parla nel saggio storico:” E’ quello della fondazione della Nazione , un momento fondamentale della storia dell’Europa e dell’Italia  contemporanea. Il contesto è anche quello del nazionalismo italiano come forza decisiva nella  costruzione dello stato italiano”. A proposito del brigante  Crocco, il professor Pinto ha spiegato che: “Negli ultimi trent’anni  questo personaggio storico è  stato funzionale a coloro che volevano fare una rappresentazione vittimistica  del Mezzogiorno; una rappresentazione  che non ha nulla a che vedere con la realtà storica, ma serve a coloro che, facendo del vittimismo la  cifra del proprio essere meridionali, ottengono spesso  un applauso sul palcoscenico. Io ritengo che il  vittimismo sia una delle cose peggiori per chi lo fa, ma soprattutto  per il Mezzogiorno ”.   Durante la serata alla cui organizzazione ha collaborato anche la “Mondadori Bookstore”, rappresentata da Domenico Salenti, è stato possibile  visitare, nella galleria comunale, la mostra permanente “Viaggio attraverso la ceramica” curata dalle ceramiste vietresi Daniela Scalese ed Elisa D’Arienzo. (Foto di Alfonso Vincenzo Mauro).

Aniello Palumbo

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