Dialoghi Mediterranei, Cilento esperienziale a Centola

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Un ‘neverending tourism’ che accompagna i visitatori anche nei periodi dell’anno non tradizionalmente dedicati alle vacanze e che offra soprattutto ‘esperienze’ da ricordare con nostalgia quando si torna a casa. È questo l’obiettivo di ‘Dialoghi Mediterranei’, presentato a Centola-Palinuro, nella splendida cornice de “Il Castello di San Sergio”, un intervento cofinanziato dal POC, il Programma Operativo Complementare della Campania 2014-2020 per la rigenerazione urbana, le politiche per il turismo e la cultura. Il Programma promuove la realizzazione di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico. L’intento è quello di realizzare un’esperienza pilota tra il mare e i monti nel Cilento per il miglioramento e la modernizzazione dell’offerta turistica che risulta strettamente e sinergicamente integrata alla storia e alla cultura del territorio.

Per noi è un momento di partenza, il progetto non è fine a se stesso ma tende a sviluppare una rete territoriale, quindi a strutturare tra i comuni del nostro entroterra cilentano e quindi della costa un partenariato concreto, un filo conduttore che possa veramente permetterci dare un’offerta culturale e turistica di altissimo livello così come merita il nostro territorio, cercheremo di creare dei percorsi delle iniziative stabili che possano crescere nel tempo.” dichiara Rosario Pirrone, Sindaco di Centola – Palinuro, Comune Capofila del progetto Dialoghi Mediterranei.

Centola – Palinuro è l’ente capofila di ‘Dialoghi Mediterranei’ di cui fanno parte anche i comuni a corona del Monte Sacro ‘Gelbison’ come Cannalonga, Ceraso, Moio della Civitella, Novi Velia, Vallo della Lucania.

La scelta di puntare su questo progetto attraverso un’alleanza tra i Comuni del territorio è già vincente nei numeri e nelle prospettive di un turismo esperienziale.

“Se il nuovo trend del turismo è quello delle passioni, lo sarà ancora di più nel 2024 con l’Anno del Turismo delle Radici” fa sapere Domenico Nicoletti, coordinatore del progetto. “In occasione delle principali fiere nazionali e internazionali gli operatori turistici potranno presentare pacchetti turistici integrati alla scoperta dei nostri borghi con la caccia al tesoro digitale, un’app tematica sulle principali iniziative di fidelizzazione territoriale per estendere l’esperienza turistica prima e dopo il viaggio con iniziative ed eventi emozionali” conclude Nicoletti.

‘Dialoghi Mediterranei’ nasce nel 1991 tra i primi festival di musica etnica in Italia. Nel 1996 trova il suo approdo definitivo a Palinuro, suggestivo porto della costiera cilentana. Il progetto si è, poi, ampliato ad altri comuni e alle risorse di un territorio di valore eccezionale, patrimonio Unesco, al fine di sostenere l’attuazione di interventi di riqualificazione e diversificazione dell’offerta turistica regionale, con particolare riguardo a percorsi turistici esperienziali. Il risultato è un viaggio immersivo di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico che ripercorre le tradizioni, la storia, i riti e le leggende dei pellegrinaggi nei luoghi sacri del Cilento.

“Con l’edizione di quest’anno, il festival compie il suo quindicesimo compleanno ma è pur vero che la sua continuità ha subìto una brusca rottura. L’edizione di quest’anno, quindi, è una sorta di numero zero, come un’occasione per ricordare l’importante festival che è stato e provare a riprendere da dove eravamo rimasti. Credo che la mission di questa edizione sia proprio quella di ricucire col passato e costruire, da oggi, il futuro festival che verrà” dichiara Antonello Mercurio Direttore Artistico ‘Dialoghi Mediterranei’.

Rispetto al passato, quindi, il Festival diventa sempre più itinerante, un progetto che ha nel proprio DNA e come punto di forza la musica e la ritualità popolare. Gli itinerari di ‘Dialoghi Mediterranei’ sono tappe, narrativamente collegate tra loro, tra cultura, natura ed enogastronomia.

Come i ‘borghi invisibili’, evocati dalla letteratura calviniana al fine di intercettare un dialogo con uno dei più potenti simboli identitari del nostro Paese, e il ‘viaggio’ verso la Madonna del Monte ‘Gelbison’, antica tradizione comune delle realtà locali, intrisa di riti e tradizioni millenarie da recuperare e reinterpretare attraverso l’arte, la musica e la natura, orgoglio delle terre cilentane.