“Dantedì” al Comune di Salerno grazie alla “Società Dante Alighieri”. Don Roberto Piemonte:” Dante è un rapper del 1300!”

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“Possiamo definire Dante un rapper del 1300! I giovani ascoltano molto questo genere musicale che evidenzia molto la parola rispetto all’aspetto strumentale e Dante è uno che con le parole ci sa fare: è l’inventore della lingua italiana”.  In questo modo Don Roberto Piemonte, Vicario Episcopale per la Pastorale, Rettore della Chiesa di San Giorgio, ha parlato ai tantissimi giovani delle scuole salernitane presenti nello storico “Salone dei Marmi” del Comune di Salerno, che sono stati i veri protagonisti del “Dantedì”, la giornata dedicata al Sommo Poeta che  dal 2020 si celebra ogni anno il 25 marzo. “Non chiamatelo “Danteday”: sarebbe un ‘offesa a Dante, padre della lingua italiana” ha consigliato ai ragazzi la professoressa Pina Basile, Cavaliere della Repubblica, Presidente della Società Dante Alighieri di Salerno che ogni anno organizza a Salerno anche il Festival “Dante Senza Frontiere”, con il professor Massimo Arcangeli, docente di Linguistica dell’Università di Cagliari. Dopo l’Inno Nazionale eseguito magistralmente dai componenti dell’orchestra  dell’Istituto Comprensivo “Nicola Monterisi” (Dirigente Scolastica Vitalba Casadio), diretti dal Maestro Giuseppe Scala, l’Assessore alla Pubblica Istruzione  del Comune di Salerno, la dottoressa Gaetana Falcone, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa:” Ogni anno la professoressa Pina Basile con la sua “Società Dante Alighieri” ci consente di creare un ponte di collegamento, lungo centinaia di anni, con Dante che ancora oggi, attraverso le sue opere, ci ricorda i valori importanti come quello della libertà”.  Dono Roberto Piemonte ha spiegato anche quanto sia  ancora attuale il messaggio di Dante, anche per i giovani:” Il Purgatorio è il Canto che più si avvicina ai giovani, è quello più umano, quello dove si evidenziano tre aspetti: quello del desiderio, quello della malinconia e quello dell’amicizia che sono comuni ai giovani adolescenti”. Il  professor Marco Di Matteo , Presidente dell’associazione culturale “Veritatis Splendor” ha parlato del tradimento del nome da parte dei dannati dell’Inferno nella Divina Commedia:” Non pronunciano il loro nome o sono restii  a farlo nonostante nel Medioevo si desse molta importanza ad esso: il giorno del battesimo era anche più importante, ai fini della scelta del nome, del giorno della nascita; rappresentava il progetto di vita cristiano e, avendo tradito questo progetto, le anime dannate non riescono  a riconoscersi nel proprio nome, ad associare il proprio nome alla loro condizione presente”.

È stato presentato in anteprima, dal gruppo teatrale “Amici di Titina”, lo spettacolo “Appunti dall’Inferno” liberamente tratti dalla I^ Cantica della Divina Commedia, con la regia di Maurizio Ugo Palascandalo, (assistente alla regia Mirella Isernia) ambientato sul Lungarno fiorentino nel giovedì santo del 1300 che racconta della nascita della Divina Commedia.” Dante inizia a scrivere la sua opera più importante proprio il 25 marzo del 1300”, ha ricordato la professoressa Basile che ha partecipato alla rappresentazione teatrale, indossando un costume d’epoca di pregevole fattura, insieme agli altri protagonisti: Margherita Rago, Renato Rescigno, Patrizia De Bartolomeis, Carmine Di Candia, Anna Di Filippo, Michele Di Filippo senior, Michele Di Filippo di Antonio, Michele Di Filippo di Francesco, Alessia Grimaldi, Enzo Oddo, Enrico Santoro e la ballerina Roberta Puorro.  Alessia Annechiarico e Maya Milite, due studentesse del Liceo Classico “Torquato Tasso” di Salerno (Dirigente Scolastica Carmela Santarcangelo), docente referente professoressa Gabriella Carrano, hanno presentato una rilettura pasoliniana del I Canto dell’Inferno. Gli studenti dell’Istituto” Basilio Focaccia” di Salerno, (Dirigente Scolastica Maria Funaro): Luca Di Gennaro, Gaetano Aprile, Francesco Cinitiempo, Antonia Sepe, Pietro Franzese, Gerardo Alfano, Cristian Della Monica;  docente referente la professoressa Adriana Pecoraro, con la professoressa  Giovanna Napoli, con i versi di Dante, letti su un’antica versione del 1880 de “La Divina Commedia” illustrata da Gustave Dorè, hanno trattato tre tematiche di grande attualità: il cinema, la parità di genere e la ludopatia. Gli studenti del Liceo “Regina Margherita” di Salerno, (Dirigente Scolastica Angela Nappi): Silvana Castellano, Miriam Cammarota, Carla Romano, Giovanni Crescenzo, Camilla Novelli, Salim Amaida, Gemma Montesanto, Noemi Oliva, Carmen Galdi, Gemma Paolucci, Martina Domini, Simona Fiumara, Silvia Merola,  si sono esibiti in una performance musicale e teatrale intitolata “ Dantedissing” basata sulla contaminazione della Tenzone tra Dante e Forese Donati con le liti canore contemporanee tra rapper, con la regia della professoressa referente Marzia Zacometti. (Presente la professoressa Natalia Marsilia). Gli studenti dell’Istituto “Galilei- Di Palo” di Salerno, (Dirigente Scolastico Emiliano Barbuti), docente referente Antonia Panebianco, (Presenti i professori Stefania Fontanella e  Nunzio Margiotta), con la professoressa Antonella Mazzeo, che ha recitato alcuni versi del Canto V dell’Inferno, hanno introdotto, con Giorgia Sirico,  la tematica ”L’amore non uccide – Violenza di genere” e letto e commentato, con Giovanni Dragone,  il testo del brano di Gianna Nannini “Dolente Pia” dedicato a Pia de’ Tolomei. Ad analizzare la visione politica nella Divina Commedia sono stati gli studenti: Vincenzo Donniacuo, Luca Carso, Paolo Ciao, Diego Pio Russo, Floris Giuseppe Valisena ed Emanuele Galdi che ha recitato a memoria tutto il I Canto dell’Inferno.  La professoressa Emilia Persiano, già Dirigente Scolastico, ha parlato di  “Dante intellettuale”. “Il Sommo poeta era un uomo che lavorava con la parola e con la mente: un intellettuale puro”. (Foto Giuseppe Carabetta).

Aniello Palumbo