Il Comitato di Difesa e Valorizzazione del Demanio Marittimo e del Turismo Costiero della Città di Salerno, presieduto dall’avvocato Alfonso Mignone, esprime forti perplessità sui criteri posti alla base della procedura avviata dall’Ente di Piazzale Carlo Pisacane per l’affidamento di aree e specchi acquei destinati alla nautica da diporto nel Porto di Castellammare di Stabia.
La preoccupazione del Comitato riguarda soprattutto la possibilità che lo stesso modello venga successivamente applicato alle concessioni del Porto di Salerno.
Le principali criticità individuate
Durata di soli quattro anni. Una concessione così breve rischia di non essere coerente con gli investimenti necessari per pontili, impianti, attrezzature, sicurezza, assistenza e servizi ai diportisti. La durata dovrebbe essere rapportata alla possibilità concreta di ammortizzare e remunerare gli investimenti.
Tutela degli investimenti del concessionario uscente. Occorre garantire criteri chiari e conoscibili preventivamente per la determinazione dell’eventuale indennizzo relativo agli investimenti non ancora ammortizzati. L’incertezza su questo aspetto può incidere sulla convenienza economica dell’operazione e sulla partecipazione alla gara.
Canone demaniale e rischio di una gara al rialzo. Il canone non dovrebbe diventare l’elemento determinante della selezione. La scelta del concessionario dovrebbe valorizzare concretamente qualità del progetto, investimenti, servizi, esperienza e capacità gestionale.
Requisiti professionali. Il Comitato ritiene discutibile l’equiparazione, ai fini dell’esperienza richiesta, tra gestione di pontili e ormeggi per la nautica da diporto e attività diverse quali servizi tecnico-nautici o trasporto passeggeri. Servono requisiti realmente coerenti con l’attività da svolgere.
Accumulo di lotti. Parimenti risulta illegittimo che un operatore economico che risulti primo classificato in più lotti, possa ottenere d’ufficio il lotto per il quale il concorrente abbia offerto il maggior canone annuale in valore assoluto.
Modello che impedisce programmazione seria investimenti
«Non contestiamo la necessità delle gare – precisa il Comitato – ma contestiamo un modello che rischia di rendere difficile programmare investimenti seri e di lungo periodo. Una gara realmente concorrenziale deve mettere gli operatori nelle condizioni di conoscere con chiarezza costi, durata, criteri di valutazione e trattamento degli investimenti».
Il Comitato chiede pertanto all’AdSP di rivedere tali criteri al fine di non trasferirli automaticamente al Porto di Salerno e di aprire un confronto preventivo con operatori, associazioni e rappresentanze del territorio.
«Il Porto di Salerno ha bisogno di investimenti e di una strategia di lungo periodo – afferma Mignone – La nautica da diporto significa turismo, occupazione, servizi e sviluppo economico. Il demanio marittimo deve essere valorizzato attraverso regole che garantiscano contemporaneamente concorrenza, trasparenza, qualità dei servizi e tutela degli investimenti» che aggiunge “la tutela della libera concorrenza e del mercato non significa sostituire un operatore ad un altro, cosa che non genera un aumento della produzione economica dell’area costiera, ma la messa a gare di nuovi lotti al fine di poter davvero mettere in comparazione e concorrenza gli operatori nuovi e quelli esistenti anche al fine della produzione di un nuovo e reale flusso economico e altri posti di lavoro”.
“La gara deve esserci – continua Mignone – ma deve essere proporzionata, tecnicamente coerente, non espulsiva, non speculativa sul canone, e coordinata con i procedimenti pendenti.”
Scopri di più da Gazzetta di Salerno, il quotidiano on line di Salerno
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
























































