La rete può ridurre la disoccupazione nel Mezzogiorno?

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Il problema della disoccupazione nel Sud Italia è vecchio almeno quanto il nostro paese. Fin dall’Unità, la “questione meridionale” – come veniva chiamata, con un certo paternalismo e disprezzo – è stata croce e delizia per politici e imprenditori venuti dal più ricco Nord. E a quasi 160 anni dalla nascita dell’Italia come stato, la “questione” è ancora tutt’altro che risolta.

Parlano chiaro gli ultimi dati sulla disoccupazione nel Mezzogiorno: se la media italiana è del 9,7% (in discesa di un punto percentuale rispetto a un anno fa, ma comunque quasi 3 volte il dato tedesco), il tasso di disoccupazione delle regioni meridionali è del 19,4%. Appena sopra quello della disastratissima Grecia, al 21,5%.

La lista dei perché è lunghissima e ha radici che affondano nella storia economica, politica e sociale del nostro paese. Un discorso troppo lungo da affrontare qui. Oggi invece vogliamo parlare di qualcos’altro, cioè dei nuovi lavori digitali che si stanno diffondendo in tutto il paese grazie a internet. Possono dare un contributo a risolvere il problema della disoccupazione nel nostro Mezzogiorno?

 

Di cosa parliamo quando diciamo “lavori digitali”?

Per lavori digitali o lavori su internet intendiamo tutti quei compiti retribuiti che possono essere svolti online, via computer o addirittura via cellulare. Significa che il datore di lavoro può trovarsi negli Stati Uniti e il lavoratore qui in Italia, ma possono essere in contatto in tempo reale.

È facile immaginare come una simile possibilità di comunicazione abbia anche creato una marea di nuove opportunità lavorative. Tra queste ci sono moltissimi lavori tecnici: dal web designer al grafico, dal programmatore all’analista di dati, e via dicendo. Ma ci sono anche lavori legati a discipline umanistiche, come il traduttore, lo scrittore freelance, il voice over artist e molti altri.

 

Quali competenze occorrono per lavorare online?

Come potrete capire, le competenze che possono servire per farsi strada in questo mondo sono diverse, come sono diversi i lavori che si possono trovare. Per fare lo scrittore freelance, ad esempio, non sarà necessario possedere grandi competenze tecniche, ma ci vorranno soprattutto un’ottima conoscenza della lingua italiana e un po’ di creatività. Un programmatore, invece, dovrà avere una preparazione specifica e approfondita.

Dato che si tratta di lavoro autonomo, poi, occorrono disciplina e una certa capacità di auto-imprenditoria. “Essere un freelance è fantastico”, dice Raffaele, che lavora come scrittore freelance ormai da due anni. “Lavori da casa e hai un controllo assoluto sul tuo tempo. Ma per farlo devi avere molta disciplina, altrimenti non farai nulla.”

 

Il salario è abbastanza?

“Questo dipende davvero dalla fortuna e dalla tua capacità di ottenere dei buoni progetti”, dice Francesco, un esperto di marketing che lavora online full time. “Visto che avevo alcune conoscenze precedenti nell’industria del gioco, sono riuscito ad avere un progetto stabile e continuativo nel portale sulla roulette roulette-on-line.it. Ma prima di cominciare questo progetto dovevo lavorare su molti progetti più piccoli che pagavano meno, erano più difficili e prendevano molto più tempo.”

Tutto questo potrà ridurre la disoccupazione al Sud?

Non c’è dubbio che lavorare in rete sia un’ottima opportunità per giovani e meno giovani con un ampio spettro di competenze. Tuttavia, i numeri per ora sono piuttosto bassi ed è difficile pensare che questo tipo di lavori possano impiegare grandi numeri di persone e retribuirle abbastanza per consentire loro di avere un futuro e una famiglia. Insomma, la rete potrà aiutare a diminuire un po’ la disoccupazione, ma per risolverla occorrono serie politiche industriali e di sviluppo.

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