Scuola, Azzolina propone alle regioni di prolungare l’attività didattica fino a fine giugno.

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La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, il 28 luglio 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA
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In Campania nelle ultime 24 ore: 1.552 nuovi casi di Coronavirus e 32 morti. Dal 9 dicembre si torna a scuola. In Campania restano aperte, con la  didattica in presenza, l’Infanzia e le prime classi della Scuola Primaria. Salerno, una rappresentante di classe: “Non rischio la salute di mio figlio alla vigilia di Natale”. A gennaio ritorno in classe “graduale e sicuro”, solo per il 75% della popolazione scolastica. In attesa di un nuovo protocollo per il rientro. I Prefetti, coordineranno l’organizzazione del sistema del trasporto legato all’attività scolastica. Azzolina: “La didattica digitale non è utile solo nell’emergenza ma, fatta in classe, dovrà essere uno degli elementi della scuola di domani”. A scuola in estate o quasi.. ”Potrebbe essere possibile, ha confermato Lucia Azzolina, lo abbiamo proposto alle Regioni, perché saranno loro a dover decidere… “

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In Campania nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 1.552 nuovi casi di Coronavirus, a seguito di 19.313 tamponi effettuati. I morti sono 32 (6 deceduti nelle ultime 48 ore e 26 deceduti in precedenza, ma registrati ieri​). Il numero complessivo si conferma 1.990. I guariti sono stati 1.638 (totale a 62.060). In terapia intensiva si trovano ricoverati 155 pazienti, negli altri reparti sono, invece, 1.916. Questo il quadro più recente nella nostra regione. In questo drammatico scenario si riaprono le nostre scuole. E sia, per volontà di una politica incauta, il 9 dicembre si tornerà in presenza. Lezioni in presenza per gli alunni della scuola dell’infanzia e della prima elementare. Destinati alla DAD gli alunni dalle classi della seconda elementare alla terza media. Tanto è deciso a Salerno. Il Sindaco Vincenzo Napoli con una recente ordinanza destina il ritorno prenatalizio in classe. «Non rischio la salute di mio figlio alla Vigilia di Natale», dichiara sostenuta, una mamma rappresentante di classe della zona orientale. Il provvedimento del Sindaco di Salerno è un po’ diffuso nella nostra regione, a seguito  della nuova cromatura arancione disposta in prossimità delle feste natalizie, anche se nei sogni di Conte resta una “Italia in giallo..” Gli alunni delle altre classi della scuola di ogni ordine e grado  rientreranno, in misura del 75%, a partire dal 7 gennaio 2021. In tal modo, in fase di definizione conclusiva, fu modificata la bozza del Dpcm, a seguito di una intesa Conte-Azzolina. Precedentemente si prevedeva un ritorno esclusivamente per il 50% della popolazione scolastica. Un quarto del numero complessivo degli alunni resterà a casa con la DAD anche all’inizio del nuovo anno. Azzolina sta predisponendo un «ritorno in classe graduale e in sicurezza». Il premier Conte ha fatto intravedere, in seno a un recente incontro con i Governatori delle regioni, l’arrivo di un nuovo protocollo per il rientro. Un provvedimento utile a fare il punto intorno alle  regole sui trasporti, sulla gestione del tracciamento, dei tamponi per lo screening, il ritorno in classe e anche per stabilire, per tutti i Dirigenti, la necessità di adottare uno scaglionamento maggiore degli orari di ingresso e di uscita. «Non vogliamo escludere nessuna opzione di flessibilità – ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte -, se ci saranno scuole che si renderanno disponibili a turni pomeridiani ben vengano. Non possiamo da Roma governare la situazione della differenziazione degli orari di ingresso delle scuole e i trasporti. Siamo disponibili a un supporto, ma alcune scelte chiedono modulazioni territoriali». Saranno, dunque, nella specificità le singole scuole a gestire il rientro a gennaio, in base alle criticità delle specifiche zone. I Prefetti, nei singoli territori, coordineranno l’organizzazione del sistema del trasporto legato all’attività scolastica. Il supporto delle Prefetture potrebbe velocizzare la riorganizzazione dei trasporti col fine di una riapertura a regime del 100% delle scuole superiori. E, se pure in previsione di un ritorno a gennaio prossimo,  Lucia Azzolina, nel corso degli  Stati generali della scuola digitale 2020,  ha dichiarato: «La didattica digitale non è utile solo nell’emergenza ma, fatta in classe, dovrà essere uno degli elementi della scuola di domani». Resterà, dunque, la didattica digitale anche fuori dall’emergenza. «Questo momento difficile – ha dichiarato Azzolina – è stato un motore di accelerazione enorme per la scuola, in pochi mesi è stato fatto quello che negli anni passati non si era potuto fare. Di ciò dobbiamo fare tesoro, affinché dall’emergenza possa nascere una scuola migliore. Oggi si parla di didattica a distanza, ma domani la didattica digitale dovrà essere fatta in classe, perché la didattica del XXI secolo vuole questo, perché i nostri studenti parlano anche quella lingua». «La scuola si è messa in gioco – riferisce Dianora Bardi, fondatore e presidente di Impara Digitale- trovandosi a dover affrontare una situazione completamente nuova: i docenti hanno fatto il possibile, permettendo al sistema scuola di fare passi da gigante grazie a un nuovo patto educativo con le famiglie». La scuola  del prossimo futuro, quello che scapolerà l’emergenza  Covid19,  rinascerà da queste condizioni di criticità: «Dovrà essere rifondata sulla base di tre elementi imprescindibili: un piano nazionale contro la dispersione scolastica, un piano per la formazione delle competenze digitali e un piano di recupero della funzione critica dei ragazzi nei confronti del mondo», ha sottolineato Patrizio Bianchi, già coordinatore della task force del Miur. Avanti alla necessità di recuperare giorni di lezione, ecco Azzolina come si è mostrata rispetto alla proposta di utilizzare il sabato e la domenica: andare a scuola la domenica, Lucia Azzolina la considera una soluzione non percorribile, nè per personale e studenti, nè per le famiglie. Sul sabato, invece, la Ministra ha ricordato che molte scuole già fanno lezione il sabato. Intanto prefigura, nel suo immaginario, ( le single regioni a valutare) la permanenza a scuola in estate, o quasi, risparmia ferragosto, ma soltanto per cause d’impedimento forza maggiore…. «Potrebbe essere possibile, ha confermato la ministra all’Istruzione, Lucia Azzolina, lo abbiamo proposto alle Regioni, perché saranno loro a dover decidere. Certo, dobbiamo pensare alle strutture che abbiamo: ad agosto non si può fare scuola, ma a giugno sì». Marita il pensiero di Azzolina, il Segretario della Uil Scuola, Pino Turi: “Ho proposto da tempo di andare avanti per tutto il mese di giugno –dichiara Turi, di fronte ad un pericolo grande come questo che stiamo vivendo, servono azioni straordinarie: non ritengo sia sbagliato modificare il calendario scolastico per recuperare il vero diritto allo studio. Le lezioni di solito si chiudono i primi di giugno, intorno al 10 in base ai calendari regionali, ma il personale va a scuola fino al 30 giugno: si potrebbe fare lezione fino a quella data. Servono comunque decisioni uguali per tutti, poi penseremo anche al rinnovo del contratto e a come sta cambiando il ruolo del docente in questa fase, a cominciare dallo strumento della didattica a distanza». In merito al prolungamento delle lezioni nel periodo estivo o fino a giugno, Marcello Pacifico, Presidente ANIEF, fa sentire la sua voce. Commentando la possibilità di un allungamento del calendario didattico,  resa nota da Lucia Azzolina, prende le  distanze: “Non esiste. Sarebbe rinnegare il lavoro fatto a distanza. O si interrompono le lezioni in presenza o a distanza oppure ogni altra soluzione renderebbe vano il grande lavoro portato avanti da migliaia di insegnanti…..Non stiamo giocando, dichiara, ma stiamo cercando di garantire il diritto allo studio pur nei limiti di lezioni non in presenza“. Ne vedremo delle belle. E specialmente se torneremo a scuola in estate, rispolverando e canticchiando in coro la bella canzone di Edoardo Vianello del lontano 1962, sotto il sole feroce, nel torrido caldo, senza mascherine … “con le pinne, fucile ed occhiali / quando il mare è una tavola blu / sotto un cielo di mille colori / ci tuffiamo con la testa all’ingiù!”/

Emilio La Greca Romano

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1 COMMENTO

  1. Prolungare le lezioni fino a fine giugno significa non considerare per niente l’impegno dei docenti nella didattica a distanza, durante la quale si svolge il normale programma scolastico. Quindi o completamente fermi quando la scuola chiude in presenza, oppure nessun ulteriore impegno a giugno.

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