Nuovi incontri di preghiera a Roccadaspide e a Laureana Cilento.

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Un Vescovo nel suo territorio per crescere e far crescere nella fede è chiamato a trovare le giuste strategie di contatto. L’opera pastorale necessita spesso, nel nostro tempo, di una nuova modalità operativa. Per essere presenza significativa in ogni famiglia della nostra Chiesa locale si è fatto ricorso, nella Chiesa del Cilento, alla figura dei “missionari del territorio”.

Alla base della maturazione di questa scelta del Vescovo Miniero vi è stato l’anno della fede. Miniero si è sentito spinto a sollecitare fortemente i laici in virtù della dinamica della missionarietà locale.

Il “passa parola” mediatico dei giovani è stato attuato da laici corresponsabili che hanno raggiunto in modo capillare la nostra gente, indirizzandola ad interrogarsi sulla conoscenza e sul rapporto con Gesù ai giorni nostri, comunicando la propria esperienza di fede.

“Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce del sole; quello che vi è stato detto all’orecchio, predicatelo sui tetti” (Mt.10,27). “Le modalità di comunicare le notizie nel nostro tempo sono molteplici e, grazie alla multimedialità, sostiene il Vescovo, ci consentono di raggiungere in un brevissimo arco di tempo innumerevoli destinatari. Eppure, nelle nostre parrocchie, sperimentiamo quotidianamente la difficoltà di coinvolgimento della gente sia nell’annunciare che nel ricevere il messaggio del Vangelo. Per una nuova evangelizzazione, così urgente e caldeggiata dagli ultimi Papi, la Diocesi di Vallo della Lucania mette in campo due nuove risorse: le “Piccole Comunità di Fede e di Testimonianza” e i “Missionari del territorio”. Questi ultimi, nello specifico, raggiungeranno le singole famiglie per consegnare messaggi ed illustrare iniziative. E’ evidente che i missionari del territorio non saranno semplici “portalettere”: il loro entusiasmo e la consapevolezza di trasmettere la “Notizia che reca gioia” crea una relazione speciale con i diversi destinatari”.

La figura del Missionario del territorio, come è noto, svolge il ruolo di congiunzione e informazione tra tutti i battezzati residente in un dato territorio parrocchiale, rendendoli, così, partecipi della vita della Comunità, manifestando la sollecitudine pastorale della Chiesa che si rivolge a tutti, indistintamente.

Le Piccole Comunità di Fede e Testimonianza, invece, sono gruppi di persone per essere e divenire «chiesa» e «chiesa domestica». Essi si radunano nelle case e sono costituiti da poche persone, in modo da permettere autentici rapporti interpersonali nella fede. Ognuno può vivere e sperimentare la dimensione comunitaria della chiesa nella grande comunità parrocchiale.

Il Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania ha fatto visita lo scorso 10 giugno a Roccadaspide ad una Piccola Comunità di Fede e Testimonianza, presso una famiglia della Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria, accompagnato dal parroco Don Cosimo Cerullo, in occasione del IV incontro sul tema dell’Amicizia nel Nuovo Testamento, “Non vi chiamo più servi ma amici (Gv. 15)”, tenuto dalle animatrici dei gruppi che operano sul territorio parrocchiale. L’assemblea ha evidenziato come sia sempre più importante e fondamentale l’ascolto della Parola: l’amicizia di Gesù non è solo verso i singoli ma è una proposta di Amore universale, riservata a tutti, che si apre anche agli esclusi e disprezzati della società. Al termine dell’incontro, caratterizzato da vivaci interventi, S.E. il Vescovo ha invitato tutti i presenti a non scoraggiarsi e a perseverare nel cammino di fede e testimonianza.

“L’incontro del mese di maggio u.s. delle Piccole Comunità di Fede e Testimonianza della Parrocchia “S. Maria del Paradiso” in Laureana Cilento, riferisce Don Giovanni Di Napoli, tenutosi, a gruppi riuniti, nel pomeriggio di giovedì 28, nell’abitazione della famiglia Magna, si arricchì della preziosa presenza di Mons. Ciro Miniero. La lettura di un brano dell’AT, riguardante l’amicizia tra Davide e Gionata (1 Sam 20), aprì la riflessione sulle esperienze di ognuno e pose un nuovo tassello al nostro percorso di fede, sotto la guida dello Spirito Santo. Ciascuno diede il braccio all’altro con la propria testimonianza e il nostro Vescovo ascoltò tutti, arricchendo quel momento con preziosi spunti di riflessione sull’importanza delle PCFT per “fare fraternità”, per potenziare la nostra identità di credenti, mettendo in comune la diversità e, quindi, la ricchezza di ognuno. Tutti, ribadisce Mons. Giovanni Di Napoli, siamo chiamati ad essere testimoni di fede di una Chiesa in movimento”.

Siamo veramente convinti che la promozione dell’approfondimento dei contenuti di un cammino di catecumenato e di evangelizzazione, così come rappresentato dal senso delle Comunità di Fede e di Testimonianza, alla luce della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa, sia necessario e urgente nella nostra realtà ecclesiale locale. Mons. Miniero, in tal modo, ha centrato di certo un importante obiettivo permettendo alla Chiesa del Cilento di sperimentarsi ancora meglio nella fede.

Emilio La Greca Romano

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