Montecorvino Pugliano, Di Meo: Di Giorgio usa il Comune come fosse casa sua.

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Teresa Di Meo“Il Comune non è la casa del sindaco, è la casa dei cittadini. Ma il sindaco Di Giorgio sembra essersene dimenticato”.

L’attacco al primo cittadino uscente di Montecorvino Pugliano arriva da Teresa Di Meo. La giovane candidata al consiglio comunale accanto a Gianfranco Lamberti contesta all’amministrazione un uso “personale” di strumenti e fondi che sono di tutti. “Quando da troppo tempo un’amministrazione è sul territorio, gli interessi personali, politici e amministrativi si confondono generando imbarazzanti defaiances”.

Diversi i punti critici evidenziati da Di Meo: “Negli ultimi mesi sono andate in onda su un’emittente locale una serie di trasmissioni dal titolo Verso le amministrative 2016 – 10 anni per il territorio. Chi ha commissionato queste trasmissioni, il Comune di Montecorvino Pugliano o la lista candidata alle prossime amministrative?”. I conti non tornano, perché “il logo fa capire che il Comune ha patrocinato il tutto, ma l’attuale vicesindaco viene presentato come candidato sindaco, i cittadini come elettori e, peggio ancora, i 10 anni per il territorio vengono descritti a vario titolo da persone che con l’attuale amministrazione hanno poco a che fare: si tratta, infatti, di candidati alle prossime elezioni. Come si giustificano queste presenze?”, la domanda di Di Meo. “Di certo – incalza – non si tratta, come il sindaco ha tentato di far credere, di comunicazioni istituzionali”.

La giovane candidata pone un altro importante quesito: “Chi ha pagato questi spot? Il Comune, e quindi i cittadini, o c’è qualcuno che è in vena di fare regali. E se c’è, chi è?”.

Nel mirino di Di Meo c’è anche l’App Municipium, un’applicazione nata per informare i cittadini “e non gli elettori, utilizzata dal Di Giorgio per attaccare con un linguaggio da bar i consiglieri di opposizione”. Infine, c’è un altro elemento che, per Di Meo, è “l’ennesimo esempio dell’incapacità di scindere la campagna elettorale dall’amministrare il Comune: il sondaggio commissionato e quindi pagato dall’ente. Se, come dice il sindaco uscente, si tratta di ‘una verifica servita non solo a capire se fosse gradita l’attività amministrativa ma anche a comprendere quali fossero gli elementi di criticità sui quali nel prossimo futuro intervenire’, perché è stato commissionato a scadenza di mandato? Dopo dieci anni, un sindaco che si definisce ad alto gradimento le criticità su cui intervenire dovrebbe conoscerle”.