“Il mio cuore è granata!”. La Salernitana raccontata dall’avvocato Raffaele Brescia Morra.

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2003

La prima partita vista dall’avvocato Raffele Brescia Morra , manager, responsabile commerciale di un noto network di corrieri espressi internazionale, Consigliere alla Casa del Circolo Canottieri Irno e Segretario del Rotary Club Salerno, è stata Salernitana – Pescara, del Campionato di Serie C 1970 -71, giocata   allo Stadio Vestuti:” Era il 23 maggio del 1971. Avevo sei anni. Portavo i pantaloni corti. Allora si giocava solo di domenica e le partite iniziavano alle 14,30. Dopo aver pranzato con la famiglia a casa, emozionatissimo andai allo stadio, in tribuna, lato Curva Sud, con mio padre , Alberto, tifosissimo della Salernitana. La partita finì 2-0 per noi. Segnarono Mauro Pantani, a inizio partita, e Roberto Gambero quasi alla fine della stessa. Era la Salernitana allenata da Tom Rosati, con calciatori come Fulvio De Maio e Giuseppe Valsecchi, i due portieri; i centrocampisti Fausto Daolio e Giancarlo Bianchini, gli attaccanti Mauro Pantani e Roberto Rigotto. Il Presidente era l’avvocato Giuseppe Tedesco. La Salernitana finì il Campionato al secondo posto, a un punto dal Sorrento che andò in Serie B”. All’epoca il dottor Brescia Morra frequentava la prima elementare alla Scuola Vicinanza :”Abitavo al Corso Garibaldi, dopo la Pasticceria Romolo, dove c’erano il Ristorante “Al Gattopardo” e la SIP. Giocavo a pallone con i miei amici nello spazio davanti ai portoni dei due palazzi. Il mio mito era Gianni Rivera che aveva segnato il gol del secolo contro la Germania che battemmo 4- 3 a Città del Messico, nei Mondiali del ’70. Ricordo che quando segnò, nel secondo tempo supplementare, su passaggio di Boninsegna lanciai un urlo pazzesco. Quando giocavo nel cortile sotto casa  cercavo di imitarlo”. Della Salernitana invece gli piaceva Mauro Pantani:” Quando toccava il pallone era animato da una classe sopraffina. Mi piacevano anche i due portieri De Maio e Valsecchi che oltre ad essere bravi sapevano incitare il pubblico e tenere alta la tensione dei tifosi”. Brescia Morra ha ricordato che in quel campionato lo Stadio Vestuti era sempre pieno:” Tanto da non riuscire a vedere il gol di Pantani: tutti i tifosi si erano alzati in piedi per seguire l’azione del gol e io, che ero piccoletto, vedevo solo le schiene dei tifosi. Poi, quando la palla finì in rete, ci fu il grande boato dei tifosi. Mi spaventai un po’ perché non avevo mai sentito diecimila persone che urlavano all’unisono per l’entusiasmo. Vidi invece il secondo gol perché mio padre, quando capì che Gambero stava andando a segnare, mi prese in braccio, prima che tutti i tifosi si alzassero, consentendomi di vedere tutta l’azione che portò al gol. Il mio entusiasmo era alle stelle. Nel tornare a casa quasi volavo invece di camminare. Raccontai le emozioni della partita a mia madre Francesca che condivise la mia gioia. Il giorno dopo a scuola raccontati la partita ai miei compagni di classe, scimmiottando un po’ i cronisti sportivi”   Da quella partita è nato il mio amore per la Salernitana che non mi ha mai più abbandonato. Il dottor Brescia Morra ha seguito negli anni quasi tutte le partite della Salernitana, anche in trasferta:” Ricordo la prima partita del campionato, di Serie C1 1978 -79, Empoli – Salernitana che finì 1 -1 con rete di Gabriellini. A Empoli sembrava di passeggiare per Corso Vittorio Emanuele tanti erano i salernitani che seguirono la squadra. Ricordo anche una partita a Vasto, quando a seguito di un’invasione di campo ci furono incidenti dentro e fuori dallo stadio. Con mio padre, i miei zii e mio cugino dovemmo scappare sulle colline lì attorno per non rimanere coinvolti. Ricordo anche che nel Campionato di serie C1 1989 – 90,dopo la sciagurata sconfitta in casa con il Palermo,   andammo a Brindisi dove la Salernitana, allenata da Giancarlo Ansaloni, vinse 1- 0 con un bel gol di Agostino Di Bartolomei che ci diede modo di affrontare con maggiore tranquillità il Taranto, in casa , col quale pareggiammo 0-0 , risultato che consentì ad entrambe le squadre di andare in Serie B. Come dimenticare poi la partita dei play off, al San Paolo di Napoli, nel campionato di Serie C1 1993 – 94 con la Juve Stabia che battemmo 3- 0 , risultato che ci consentì di tornare in Serie B”. Tra i tanti calciatori che il dottor Brescia Morra ha visto giocare c’è sicuramente Agostino Di Bartolomei:” Un campione ancora ineguagliato: aveva una classe e una calma serafica con la quale riusciva a stare in campo e che trasmetteva anche ai suoi compagni”. Anche l’attaccante Lucio Mujesan che ha giocato con la Salernitana negli anni dal 1976 al 1978 è rimasto impresso nella memoria di Brescia Morra:” Era un vero regista. Un geometra del centrocampo della Salernitana. Ricordo anche il bomber Giovanni Zaccaro: era potente, massiccio, il classico centravanti da area di rigore, e calciatori come Giovanni Pisano, Di Vaio, Di Michele e Breda che hanno dato tanto alla Salernitana”. Brescia Morra ha visto, con il fratello Marcello, anche tutte le partite giocate dalla Salernitana in serie A:” Una delle più grandi emozioni è stata quella di vedere il gol segnato da Di Vaio contro la Juve. E’ stato uno di quei momenti in cui ti senti orgoglioso di essere salernitano. Quando capiterà più di vincere contro la Juve che è la Regina del calcio italiano?”. Anche la partita con il Vicenza in Serie A è stata raccontata con emozione dal dottor Brescia Morra: ” Al gol di Vannucchi all’88’ che con il gol di Di Michele, ci consentiva di vincere 2-1 contro il Vicenza, nella penultima giornata di serie A, lanciai forse l’urlo più forte che abbia mai lanciato nella mia vita Quel gol ci dava la speranza di rimanere in serie A”. L’allenatore che più ha entusiasmato Brescia Morra è stato Delio Rossi:” Io ero tra quei diecimila tifosi che, all’alba del Campionato di Serie B1997-98, lo accolsero osannanti al Vestuti dopo che Aliberti decise di riportarlo sulla panchina della Salernitana. Quel campionato ci vide primeggiare, andammo in Serie A. Spero nel suo ritorno”. Il presidente della Salernitana che secondo Brescia Morra, ha trasmesso la maggiore emozione ai salernitani è stato Peppino Soglia:” E’ stato il presidente – tifoso numero uno in assoluto. Dal punto di vista delle statistiche però il migliore è stato Aniello Aliberti che ci ha fatto vedere tanti campionati di serie B e addirittura un campionato di Serie A”. Parole di apprezzamento anche per Lotito e Mezzaroma:” Hanno avuto il merito di riportare la squadra in Serie B. Io però sono per il presidente – tifoso. Penso che per essere un buon presidente di una squadra di calcio bisogna coniugare due elementi: il cuore e il portafogli. A Lotito sicuramente il portafogli non manca, anche se forse non lo mette completamente a disposizione della Salernitana. Per quanto riguarda il cuore solo lui può dirci se è granata o biancazzurro”. Come tutti i tifosi Brescia Morra sogna di vedere di nuovo la Salernitana in serie A:” Lotito o non Lotito, o magari con un presidente dagli occhi a mandorla che potrebbe accorgersi della Salernitana e investire su questa squadra, l’importante è andare in Serie A”. Per Brescia Morra non si può fare a meno della Salernitana:” Spesso per andare in trasferta ho rinunciato a stare con la famiglia. Mia moglie Paola non è tifosa, segue qualche partita della Salernitana con me solo quando la vedo in tv :” La Salernitana è il mio cuore. Il mio cuore è granata!”.

Aniello Palumbo

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