Le nuove sfide sociali, fisiche ed emotive per la salute presentate dai Club Rotary alla Provincia di Salerno.

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Ad analizzare i vari aspetti della salute  e quelle che sono le nuove sfide sociali, fisiche ed emotive per la salute,  sono stati gli importanti relatori che hanno partecipato al convegno “Le sfide per la salute” organizzato  nella “Sala del Consiglio” della Provincia di Salerno dal “Rotary Club Salerno Picentia”, presieduto dal dottor Vincenzo Capuano, in interclub con i Club rotariani salernitani: “Rotary Club Salerno”, presieduto dall’architetto Umberto Maria Cioffi, “Rotary Club Salerno Est”, presieduto dall’avvocato Camillo De Felice, “ Rotary Club Salerno Duomo” presieduto dall’ingegner Sabatino Cuozzo, “ Rotary Club Salerno Nord dei Due Principati”, presieduto dal professor Antonino Sessa,  e con il “Rotary Club Cava De’ Tirreni”, presieduto dall’avvocato Ugo Sorrentino.  A coordinare gli interventi dei relatori è stato il Governatore del “Distretto Rotary 2101”, il dottor Ugo Oliviero, che ha ricordato che l’acqua è inserita nelle sette aree d’intervento del Rotary international:” L’acqua è uno degli aspetti fondamentali sui quali investiamo le nostre risorse per garantire l’accesso di acqua a tutti. Anche nell’ambito della salute vi sono due aree d’intervento: la prevenzione e cura delle malattie, la salute materna e infantile. Un aspetto su cui ha posto l’attenzione quest’anno il Presidente Internazionale del Rotary Gordon R. McInally è quello della salute mentale”. A portare i saluti del Presidente della Provincia Francesco Alfieri è stato il dottor Francesco Morra, Consigliere Provinciale con Delega alla Cultura, che ha ricordato che la sede della Provincia di Salerno è la casa dei cittadini:” Palazzo Sant’Agostino è aperto anche al mondo dell’associazionismo con il quale siamo pronti a collaborare per portare avanti iniziative culturali e sociali. Tanti sono i siti della nostra provincia che stiamo valorizzando e che sicuramente   potremmo continuare a valorizzare insieme ai Club Rotary della Provincia di Salerno”.  Dopo i saluti ai presenti del segretario del “Rotary Club Picentia”, l’avvocato Raffele Tesauro Olivieri, l’avvocato Ugo Sorrentino, presidente del “Rotary Club Cava De’ Tirreni”, a nome di tutti i presidenti rotariani ha sottolineato l’importanza dell’incontro. Ad introdurre il tema del convegno è stato il dottor Vincenzo Capuano che ha spiegato quali sono le sfide per la salute nelle opposte realtà del mondo:” Tra i paesi occidentali più ricchi e i paesi più poveri: il Rotary interviene spesso nei paesi più poveri, come quelli africani, dove c’è necessità di acqua e di cibo. Nei paesi occidentali invece bisogna cercare di modificare le cattive abitudini di vita come ad esempio seguire un’alimentazione dal punto di vista qualitativo e quantitativo non corretta, il fumo di sigaretta e la mancanza di attività fisica, che favoriscono i fattori di rischio come l’ipertensione e il diabete”.

Il professor Danilo Ercolini, Direttore del Dipartimento di Agraria all’Università Federico II di Napoli, ha spiegato quelli che sono gli elementi fondamentali che ci porteranno verso un futuro più sostenibile nel comparto agroalimentare:” Dobbiamo produrre e agire nel rispetto dell’ambiente: ogni comparto deve fare la sua parte.  La ricerca deve andare avanti per cercare nuove soluzioni che permettano delle produzioni sostenibili; nel campo della formazione bisogna formare giovani professionisti che siano esperti di sostenibilità, dei manager della sostenibilità. È importante anche coinvolgere i cittadini, sensibilizzare la popolazione ad avere dei comportamenti sostenibili che vanno dal seguire una sana alimentazione, in modo da tutelare la propria salute e quindi avere un minore impatto sul sistema sanitario, ad una riduzione degli scarti della propria economia domestica”. Il professor Gabriele Riccardi, già Ordinario di Endocrinologia all’Università Federico II di Napoli e Past Presidente della Società Italiana di Diabetologia ha spiegato come mangiare bene sia importante per la promozione della salute, per la salvaguardia dell’ambiente e della prevenzione delle malattie cronico – degenerative:” Sicuramente la Dieta Mediterranea è utile a prevenire le malattie cardiovascolari, almeno del 30%; quella metabolica del diabete e il cancro.  Bisogna tornare alle tradizioni gastronomiche dei nostri nonni: la carne una volta a settimana, e il pesce, soprattutto il pesce azzurro, come le alici, le sarde, lo sgombro, ricco di Omega 3 tre, quattro volte a settima. Bisogna consumare anche cereali integrali, ortaggi, legumi, frutta e frutta secca, olio di oliva e uno o due bicchieri di vino al giorno. È importante cercare di privilegiare i cereali integrali invece di quelli raffinati: questa scelta ci permette di ridurre del 30% il rischio di malattie cardiovascolari e anche di avere un impatto benefico sulla salute dell’ambiente È importante anche la stagionalità degli alimenti della Dieta Mediterranea: non possiamo mangiare peperoni e melanzane nel periodo di dicembre. Ognuno di noi può fare qualcosa per sé e per l’ambiente facendo delle scelte semplici, ma mirate”.  Il professor Andrea De Bartolomeis, Ordinario e Direttore di Psichiatria all’Università Federico II di Napoli ha parlato di salute mentale:” Non c’è salute se non c’è salute mentale che rappresenta una parte essenziale della salute generale dell’individuo. La prevenzione rappresenta un elemento cardinale che dovrebbe interessare sin dall’infanzia tutti gli individui. Avere la possibilità di un intervento psicologico in maniera precoce è importante”.  Il professor Vincenzo Belgiorno, Ordinario di Ingegneria Sanitaria – Ambientale all’Università di Salerno, ha spiegato che a causa della crescita della popolazione mondiale le risorse idriche non sono sufficienti:” Per effetto dei fenomeni di inquinamento e dei cambiamenti climatici   la risorsa idrica è sempre più decrescente. Nei paesi in via di sviluppo vi è una gravissima condizione derivante da rischio microbiologico delle acque: la diarrea è la principale causa di morte nei bambini al di sotto dei cinque anni che non potendo avere accesso ad acqua trattata, disinfettata, bevono acqua contaminata e si ammalano. Non essendoci un sistema ospedaliero adeguato muoiono circa 800mila persone l’anno a causa di malattie correlate alla contaminazione microbiologica dell’acqua. Nei paesi sviluppati invece abbiamo la capacità di gestire gli agenti patogeni di natura microbiologica presenti nell’acqua, ma   vi è un eccesso di sostanze chimiche nell’ambiente che producono dei rischi per la salute dell’uomo che siamo in grado di rilevare, ma non sempre siamo in grado di abbattere nelle acque destinate al consumo umano. Bisogna migliorare i sistemi impiantistici e adeguare il sistema dei controlli. Salerno e la Campania in generale sono in una condizione favorevole perché non utilizziamo acque superficiali, ma profonde, che godono di processi di filtrazione naturali e quindi l’acqua è di buona qualità. C’è da dire però che molti comuni integrano la propria dotazione con acque di pozzo e quindi in questi casi c’è bisogno di maggiore attenzione e verifica sui problemi di inquinamento”. Nel corso della mattinata il dottor Vincenzo Capuano ha annunciato che sarà inviato un assegno di ventimila euro all’Arcidiocesi di Koupéla, sede metropolitana della Chiesa cattolica in Burkina Faso:” Stiamo creando in quel territorio un centro di allevamento di animali e coltivazioni di verdure. Già in passato abbiamo costruito un’infermeria e un pozzo per la gente del posto che va a prendere l’acqua a oltre 15 chilometri da casa”.

Aniello Palumbo