L’Antartide raccontata dal professor Giancarlo Spezie al “Rotary Club Salerno”.

A spiegare il ruolo che svolge l’Antartide nel sistema climatico globale è stato il Professore di Oceanografia Giancarlo Spezie, Direttore della Scuola di Dottorato in Scienze del Clima e del Dipartimento di Scienze Ambientali che, oltre ad essere stato il Governatore del “Distretto Rotary 2100”, nel 2014, è socio e Past President del “Rotary Club di Sorrento” e futuro presidente della Rotary Foundation. L’oceanografo napoletano, presentato dal socio rotariano del Club di Salerno Giacomo Gatto, è stato ospite della conviviale rotariana a lui dedicata organizzata al “Circolo Canottieri Irno” di Salerno dal “Rotary Club Salerno” presieduto dall’architetto Umberto Maria Cioffi.

Spezie ha raccontato che dal 1989 è entrato in un contesto di programmazione scientifica italiana sulla oceanografia dell’Antartide:” Dal 1985 ho guidato dieci spedizioni, in un ambiente molto estremo: la prima volta che sono stato in Antartide è stato nel 1990, l’ultima nel 2013”. Il professore rotariano ha spiegato il ruolo dell’Antartide oggi:” Lì è concentrato il 92 % dei ghiacci di tutto il mondo ed è conservato il 68% dell’acqua dolce di tutto il pianeta. In un sistema climatico come quello che stiamo vivendo, essendo l’Antartide il cuore freddo, l’unico produttore di freddo del nostro pianeta che si trasmette attraverso le correnti marine, se dovesse mancare questa produzione di freddo, che bilancia il “Global Warming”, cioè il riscaldamento globale, andremo verso una fase di estremizzazione del fenomeno”. Secondo il professor Spezie, il cambiamento climatico è nato a partire dall’inizio del secolo scorso con la Rivoluzione Industriale:” C’è stata un’impennata del consumo di carbone, di petrolio, che ha aumentato in maniera enorme la presenza di anidride carbonica nella nostra atmosfera che ha poi scatenato tutto ciò che stiamo vivendo”. Il professore napoletano ha spiegato che siamo ancora in una fase di reversibilità del fenomeno: “Con una attenta programmazione e con un adeguamento dell’attività umana siamo ancora in tempo per mitigare le conseguenze di questo fenomeno: dobbiamo riappropriarci del controllo del territorio, delle coste, dei torrenti, dei fiumi per evitare disastri incredibili che spesso accadono”. Spezie ha spiegato che l’Antartide, che è l’unico continente circondato dal mare, è un pezzo del nostro pianeta antichissimo:” È grande due volte l’Europa, ed è venuto a conoscenza degli umani nel 1820. Il primo uomo che, il 14 dicembre del 1911 con il suo equipaggio, raggiunse il cuore dell’Antartide, il Polo Sud, fu l’esploratore norvegese Roald Amundsen, che arrivò il 14 dicembre del 1911, prima dell’inglese Robert Scott che raggiunse il Polo Sud il 17 gennaio del 1912 e che morì, tra i ghiacci dell’Antartide, insieme agli uomini del suo equipaggio, durante il viaggio di ritorno: i loro corpi furono ritrovati nel novembre del 1912 dopo la fine dell’inverno antartico”. Il professor Spezie ha spiegato che questa terra inospitale è un archivio d’informazioni incredibile: “In quei ghiacci è conservata la storia del mondo che man mano sta venendo fuori. Attraverso il ghiaccio ad oltre tremila metri stanno venendo fuori dei laghi subglaciali che vivono ancora allo stato fluido, che con dei crio robot che stanno prelevando dei campioni di acqua che hanno dei contenuti molto interessanti che si stanno analizzando e che contengono dei DNA di natura sconosciuta”. Spezie ha anche ricordato che in Antartide ci sono due basi italiane:” Quella denominata “Mario Zucchelli” in prossimità della costa, aperta da ottobre a febbraio e la “Concordia” sul plateau, gestita in collaborazione con i francesi e aperta tutto l’anno”. A portare i saluti del Governatore del “Distretto Rotary 2101”, il dottor Ugo Oliviero, è stato l’Assistente del Governatore Ciro Senatore.

Aniello Palumbo