In occasione della Giornata internazionale dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro, Federcepicostruzioni ha lanciato un allarme riguardo l’aumento del 13,4% delle denunce di infortunio mortale nel settore edile nei primi sette mesi del 2026. Il presidente nazionale Antonio Lombardi ha sottolineato l’inefficacia dell’attuale sistema di sicurezza, caratterizzato da una burocrazia eccessiva e da procedure complesse che non garantiscono la prevenzione degli incidenti. Lombardi ha dichiarato: «Le imprese sono sommerse da adempimenti, certificazioni e costi, ma le tragedie continuano. La sicurezza non si misura dalla quantità di carte prodotte».
Con 76 denunce di infortunio mortale, il settore edile ha registrato un incremento di nove casi rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il dato nazionale complessivo mostra una leggera diminuzione. In particolare, la Campania si distingue per un numero elevato di incidenti, con 41 vittime, e continua a essere classificata in zona rossa per la mortalità sul lavoro. Lombardi ha evidenziato che la regione presenta un tessuto imprenditoriale composto principalmente da piccole e medie aziende, che necessitano di supporto per investire in sicurezza e prevenzione.
Federcepicostruzioni ha proposto sei misure operative per migliorare la situazione, tra cui la semplificazione normativa, l’incentivazione delle imprese virtuose e la revisione degli apparati di prevenzione. Lombardi ha concluso affermando che è necessario un cambiamento radicale nel modo di affrontare la sicurezza nei cantieri, con un focus sulla prevenzione reale piuttosto che sulla burocrazia. La Federazione chiede che ogni euro investito nella sicurezza produca risultati concreti e misurabili.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “Morti nell’edilizia +13,4%. Lombardi: «Basta poltrone e burocrazia, il sistema ha fallito»” ricevuto tramite email da “Federcepicostruzioni” in data 12/10/2026.











































