La Procura della Repubblica di Salerno ha aperto tre distinti procedimenti penali per una serie di incendi boschivi ritenuti di natura dolosa che, tra il 13 e il 16 settembre, hanno colpito la Costiera Amalfitana e il versante dei Monti Lattari, provocando ingenti danni ambientali e mettendo sotto forte pressione il sistema di protezione del territorio.
Gli investigatori stanno lavorando per individuare i responsabili e, sulla base dei primi accertamenti, non escludono che dietro i diversi roghi possa esserci una regia comune.
I roghi tra Amalfi, Agerola, Positano e Vico Equense
Gli incendi più devastanti si sono verificati nei territori di Amalfi, Agerola, Positano e Vico Equense.
13 settembre Vettica di Amalfi
Il primo rogo è divampato nella notte del 13 settembre in località Vettica, ad Amalfi. Alimentate dal vento, le fiamme si sono estese nei giorni successivi verso Tovere di Amalfi, San Lazzaro di Agerola e fino alla località Grado, nel comune di Conca dei Marini. Nonostante il fronte del fuoco si sia avvicinato ad alcune abitazioni, non è stato necessario evacuare i residenti.
San Pietro di Positano
Nelle stesse ore un secondo incendio è stato appiccato nei pressi della Statale 163 Amalfitana, in località San Pietro. Il rogo si è propagato rapidamente verso la frazione di Nocelle, a Positano, devastando circa quattro ettari di macchia mediterranea.
Vico Equense
Un ulteriore vasto incendio si è sviluppato la sera del 13 settembre in località Acquata, nel comune di Vico Equense, interessando anche la porzione ricadente nel territorio di Positano.
Indagini a carico di ignoti
Dopo la segnalazione del Comando Stazione dei Carabinieri Forestali di Tramonti, la Procura ha avviato le indagini, al momento a carico di ignoti, per il reato di incendio boschivo.
Le attività investigative sono condotte con il supporto della Task Force del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo dei Carabinieri Forestali, struttura specializzata nell’analisi delle dinamiche dei roghi e nella ricerca degli autori.
Zabatta: trovati ordigni
Si rafforza l’ipotesi della matrice dolosa dietro la lunga sequenza di incendi che nei giorni scorsi ha colpito la Costiera Amalfitana, la Penisola Sorrentina e i Monti Lattari. A fornire nuovi elementi è l’assessora alla Protezione civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, che ha riferito del ritrovamento di ordigni dai quali sarebbero partite le fiamme.
«Sono stati trovati gli ordigni da cui è partito tutto. E sono esplosi nel pomeriggio-sera, quando Canadair ed elicotteri non possono volare. C’è stato un piano preciso», ha dichiarato Zabatta, come riportato da Magazine Pragma.
Secondo l’assessora, chi ha agito avrebbe scelto con attenzione orari e condizioni meteorologiche, attendendo l’arrivo di forti raffiche di vento in grado di favorire la rapida propagazione dei roghi: «Siamo di fronte a criminali che hanno atteso i venti forti per agire e distruggere l’ambiente».
Incendi in serie tra Amalfi, Positano, Agerola e Vico Equense
Le parole dell’assessora assumono particolare rilievo alla luce di quanto accaduto nei giorni dell’emergenza, quando i fronti di fuoco si sono sviluppati anche in orari serali e notturni, rendendo impossibile l’impiego dei mezzi aerei e complicando le operazioni delle squadre a terra.
Le fiamme hanno distrutto ampie porzioni di vegetazione, lambito abitazioni e strutture ricettive, reso necessarie evacuazioni precauzionali ad Agerola e provocato danni ingenti al patrimonio ambientale dei Monti Lattari, con conseguente preoccupazione per le ripercussioni idrogeologiche in vista delle piogge autunnali.
Movente e autori: capitolo ancora aperto
Resta completamente aperto il capitolo relativo al movente e all’identificazione degli autori. Zabatta invita alla prudenza: «Aspettiamo le indagini della Magistratura».
Saranno dunque gli accertamenti investigativi a stabilire chi abbia materialmente appiccato gli incendi, se i diversi episodi siano riconducibili a un’unica regia, quali possano essere state le finalità dell’azione.
I sospetti dei sindaci
Le dichiarazioni dell’assessora si inseriscono in un quadro che già durante l’emergenza aveva alimentato forti sospetti. La sindaca di Positano Gabriella Guida aveva parlato apertamente di ipotesi dolosa, mentre il sindaco di Amalfi Daniele Milano aveva escluso che quanto osservato sul territorio potesse essere ricondotto a semplici roghi naturali.
Sorveglianza ancora alta
Secondo Zabatta, il pericolo non può considerarsi superato: il territorio dovrà essere sorvegliato con particolare attenzione fino all’arrivo delle piogge, quando il rischio incendi diminuirà ma aumenterà quello di frane e dissesti.
Dopo giorni trascorsi a combattere le fiamme, si apre ora la seconda fase: quella delle indagini. Occorrerà comprendere chi abbia colpito uno dei territori più delicati della Campania e, soprattutto, perché.
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