Tra un anno in commercio uno spray nasale per prevenire il Covid – 19. La ricerca all’Università di Salerno finanziata anche da nove  Club Rotary salernitani 

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“Per bloccare la capacità di replicazione del virus. SARS – CoV-2   abbiamo cercato dei rimedi e un primo rimedio,  che tra circa un anno   arriverà in commercio, deriva da due piccoli peptidi che sono dei pezzettini di proteine le quali compongono tutto il nostro organismo: stiamo creando uno spray nasale in grado di prevenire l’infezione  in caso di contatto casuale con il virus Sars – Cov -2 che potrebbe diventare anche una terapia specifica”. Ad annunciare questo importante risultato ottenuto grazie agli studi di un  gruppo di ricerca dell’Università di Salerno, capitanato dal  Professor Alessandro Weisz, è stato il  Professor Gianluigi Franci, Docente Associato di Microbiologia e Microchirurgia Clinica presso il Dipartimento di Medicina dell’Università di Salerno, durante l’incontro organizzato su piattaforma dal “Rotary Club Salerno a.f.1949”, presieduto dal dottor Rocco Pietrofeso  che, insieme al dottor Carmelo Orsi, Presidente del “Club Rotary Salerno Nord dei Due Principati”, ha coinvolto altri sette Club Rotary del territorio: “Rotary Salerno Est”, “Rotary Battipaglia”, “Rotary Eboli”, “Rotary Cava de’ Tirreni”, “Rotary Nocera Inferiore Apudmontem”, “Rotary Nocera Sarno”, e “Rotary Vallo della Lucania”  per raccogliere fondi a favore della ricerca avviata dal professor Alessandro Weisz, docente Ordinario di Patologia Generale presso l’Università di Salerno, Direttore del Centro di ricerca Genomica per la Salute, che è a capo di un gruppo di ricerca dell’Università di Salerno che  sta lavorando a un progetto di monitoraggio della diffusione e variabilità genomica del virus  Covid- 19 in Campania, mediante tecnologia  NGS di sequenziamento genomico. “Dagli ospedali di 187 comuni della Campania abbiamo ottenuto circa 1750 campioni di tamponi di soggetti positivi (553 dalla provincia di Salerno); 8 campioni da soggetti stranieri, 526 campioni da soggetti di altre regioni, usati per raffronti. A oggi sono stati sequenziati e analizzati 869 campioni distribuiti su tutto il territorio regionale, 55 sul territorio nazionale e 8 provenienti dall’estero, di cui uno di un giocatore del Napoli proveniente dalla Nigeria. Abbiamo identificato in Campania 3140 varianti nel gene che codifica la proteina Spike”. Il Professor Weisz ha spiegato che partecipano al progetto multidisciplinare oltre al Centro di Ricerca Genomica per la Salute (CRGS), una nuova realtà salernitana di valenza nazionale nata grazie all’impegno della Regione Campania e del Rettore dell’Università di Salerno Vincenzo Loia, altri centri di ricerca ed esperti di altri  atenei italiani.

Il professor Weisz ha anche spiegato che a settembre, con la riapertura delle scuole, potrebbe partire sul nostro territorio un progetto pilota:” Il virus del SARS – CoV-2 è presente nelle acque reflue e noi riusciamo a dosarlo e anche a identificare la presenza di eventuali varianti. Vorremmo proporre ad alcune scuole del territorio, soprattutto quelle con i bambini più piccoli, di effettuare,  per alcuni giorni,  un  test con dei prelievi  per un monitoraggio, attraverso un metodo rapido di identificazione delle varianti  che abbiamo messo a punto, per identificare se compare il segno  della presenza di positività nella scuola in modo da  poter avvisare chi di dovere di effettuare tamponi a tappeto su tutti gli alunni della scuola”.  All’incontro ha partecipato anche il Professor Pasquale Pagliano, infettivologo, Ricercatore del Dipartimento di Medicina dell’Università di Salerno e dell’Azienda Ospedaliera Ruggi di Salerno che ha spiegato la complessa problematica delle polmoniti virali come quelle causate dal  SARS – CoV-2:”Alcuni virus hanno  la capacità di innescare una insufficienza  respiratoria a causa di una risposta immunitaria aberrante che sfocia nel quadro della polmonite con compromissione respiratori severa”.  L’incontro realizzato  grazie ai buoni auspici del Past President Vincenzo Caliendo,  è stato moderato dal Professor Antonio Cortese, socio del “Rotary Club  Salerno”, che ha spiegato  che per vari motivi siamo proiettati verso una “Pandemic Age”:” L’incremento demografico a livello globale, le strette interconnessioni economiche, turistiche  e sociali  che comportano viaggi sempre più veloci e interscambi di persone sempre maggiori, mettono a dura prova il nostro sistema immunitario e creano un ambiente per lo sviluppo di varianti virali. Dobbiamo essere pronti a dominare questi processi e preparati ad affrontare questa nuova era”.  L’iniziativa di raccolta fondi continuerà come ha assicurato il Presidente Carmelo Orsi: ” Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto di rilevante importanza e vorremmo anche istituzionalizzare questa raccolta con il 5×1000”.  Il Presidente Rocco Pietrofeso ha spiegato che è stata già raccolta una discreta somma: ” Testimonia il nostro impegno di essere vicini alla ricerca e alla scienza”. A portare i saluti del Professor Massimo Franco,  Governatore del “Distretto Rotary 2100”è stata la Professoressa Anna Maria Ieraci Bio, Assistente del Governatore.

Aniello Palumbo

 

 

 

 

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