Spirito Mariano, dalla Madonna delle Galline di Pagani concerto in streaming dell’Orchestra Filarmonica Campana sabato 10.

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Secondo appuntamento della Stagione Concertistica 2021 “Tempo” dell’Orchestra Filarmonica Campana in programma sabato 10 aprile 2021 alle ore 20.45.

Il concerto, denominato Spirito Mariano, sarà trasmesso in streaming gratuito dal Santuario della Madonna delle Galline in Pagani e sarà visibile sulla pagina FB e sul canale YouTube dell’OFC, inoltre rientra nelle manifestazioni culturali programmate per la festa, che si svolge proprio in quei giorni, dall’Arciconfraternita e dal Comune di Pagani.

Il programma del concerto prevede l’esecuzione del Duetto tra l’Anima e Gesù Cristo di S. Alfonso Maria De Liguori e lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi.

Dirige l’Orchestra Filarmonica Campana il direttore musicale Giulio Marazia e i solisti sono Luana Lombardi (soprano), Lucia Branda (mezzosoprano) e Daniele Zanfardino (tenore).

NOTE AL PROGRAMMA
La composizione di S. Alfonso, che, a notizia del primo biografo del Santo, Antonio Tannoia, Alfonso dai Musici fe’ cantare per intermezzo tra il Catechismo e la Predica, allorché in Napoli diede gli esercizi nella gran Chiesa detta la Trinità dei Pellegrini, porta la data del 1760. Essa, ritrovata nel 1860 dal discendente del Santo Federico de’ Liguori, si trova nel British Museum di Londra e ci è pervenuta non in autografo dell’autore, ma in copia manoscritta probabilmente di don Giuseppe Messina, che fu prima redentorista e poi sacerdote diocesano e parroco in Pagani.

Il Duetto rappresenta una esemplificazione delle grandi capacità compositive del Santo, del suo impegno nel cimentarsi, oltre che in composizioni semplici per il popolo, anche in pagine di musica sacra dotta e perfettamente in consonanza con quella dei maggiori esponenti della scuola napoletana del Settecento, quali Pergolesi, Scarlatti, Porpora, Cimarosa ecc. Pur non sottraendosi totalmente all’orientamento dell’epoca, che non concedeva alla musica sacra totale autonomia dallo stile profano, il santo Vate nel suo Duetto mostra sufficiente indipendenza da questa moda, riuscendo a caricare di inconsueto pathos spirituale e commozione umana le sue note che, a distanza di circa due secoli e mezzo, coinvolgono ancora l’ascoltatore trasportandolo inevitabilmente in un’atmosfera sovrumana.

Il capolavoro poetico-musicale alfonsiano resta comunque, in senso monteverdiano, un modello di perfetta aderenza tra poesia e musica e, in senso wagneriano, il primo modello di unità estetica di parola e melodia. È in questi due aspetti, congiunti al sublime fascino del testo poetico e di quello musicale che deve ricercarsi, a mio avviso, la specificità e la peculiarità di questa composizione che rimane nel suo genere un autentico gioiello del repertorio musicale sacro universale, e l’unico esemplare di una pagina di musica impegnata e colta di un santo. Il compito filologico di riportare il capolavoro musicale alfonsiano nell’originale fisionomia e utilizzazione clavicembalistica se l’ha assunto e l’ha ottimamente realizzato il compositore redentorista p. Alfonso Vitale, di cui nel concerto è autore anche dell’elaborazione per orchestra d’archi. [note a cura di Paolo Saturno C.ss.R).

Seconda parte del concerto con lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi su testo di Jacopo dei Benedetti detto Jacopone da Todi. In ogni composizione è presente una struttura drammatica o dialogica, che propone costantemente il tema del contrasto tra anima e corpo, vita e morte, pietà e peccato. Lo Stabat Mater venne commissionato a Pergolesi dalla «Confraternita di San Luigi di Palazzo sotto il titolo della Vergine dei dolori» e poi portato a termine nel Monastero dei Padri Cappuccini a Pozzuoli. “Lo Stabat è una versione al femminile della Passione del Signore, perché sono tanti gli occhi, le angolazioni da cui contemplare l’evento del Cristo Crocifisso.

Lo Stabat sceglie – ed è una tradizione molto presente nella Chiesa e particolarmente sentita nel Medioevo, e non solo – gli occhi della Madre e quindi l’angolazione è mariana nella contemplazione del Figlio. C’è il dramma della donna, che ha generato un figlio per la vita, e adesso lo vede esangue o in fin di vita sulla croce, condannato innocentemente. C’è il dramma della madre. Quindi innanzi tutto la donna davanti al dolore e poi la donna davanti al dolore del figlio, quindi la madre che guarda, che si contrista: con-tristare, con-dolere, verbi che tornano continuamente per dire che quello che accade ha un’eco nel cuore della madre. Tutto sorregge il canto ed è funzionale al risplendere delle due voci femminili, e già dall’introduzione si delinea un clima commovente e malinconico, la musica prende vita, forma, diventa arte altissima e sembra quasi di scorgere il volto in lacrime della Madonna davanti al Cristo.” [note a cura di Alberto Vitolo).

 

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