Porto, inaccettabili le lungaggini del Ministero dell’Ambiente.

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“L’incredibile vicenda delle procedure amministrative paralizzate da mesi presso il Ministero dell’Ambiente relative all’approfondimento dei fondali del porto commerciale di Salerno – dichiara Patrizia Spinelli, Segretario Generale Feneal Uil della provincia di Salerno – penalizza non soltanto imprese ed addetti dello scalo del capoluogo, ma anche i lavoratori delle costruzioni, il settore che sta pagando il prezzo più alto della crisi economica e produttiva. Se partisse il cantiere degli escavi, si attiverebbero circa 30 posti di lavoro ai quali occorre aggiungere i 70 del cantiere delle gallerie di Porta Ovest e i 60 relativi all’allargamento dell’imboccatura. Tirando le somme, si tratta di 170 opportunità inserimento nel circuito occupazionale dell’edilizia: un numero non da poco in un momento nel quale le costruzioni sono in piena fase di stallo a Salerno e nell’intera provincia”.

La segretaria provinciale della Feneal Uil preannuncia iniziative a sostegno delle richieste avanzate in questi giorni dalla comunità portuale. “L’avvio dei cantieri all’interno del porto di Salerno –  sottolinea Spinelli – non può naufragare nella palude dell’ostruzionismo burocratico che ha già paralizzato e penalizzato fin troppo soprattutto le regioni meridionali. I tempi eccessivamente dilatati di attraversamento delle procedure tecniche ed amministrative sono insostenibili in un’economia che funziona, figuriamoci in un contesto così gravemente colpito dalla crisi come quello campano e meridionale. Proprio quanto sta accadendo per i lavori di allargamento dell’imboccatura e di approfondimento dei fondali dello scalo commerciale non può non essere oggetto di una protesta collettiva presso gli uffici competenti”.

“Siamo pronti – preannuncia Spinelli – ad organizzare un presidio presso il Ministero dell’Ambiente a Roma. Il ritardo accumulato è fin troppo notevole: basta pensare che se tutto si sbloccasse nei prossimi giorni, passerebbero almeno altri sette/otto mesi (come minimo) prima dell’inizio dei lavori di dragaggio, mentre l’estate 2017 vedrà ancora non attiva la stazione marittima. Una tipica vicenda all’italiana che provoca problemi a tutti: lavoratori, imprese, sistema turistico e dell’accoglienza. Una vera vergogna contro la quale la Feneal Uil è pronta mobilitarsi fin da subito”.

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