Tutto pronto per “Suoni dal Castello” a Camerota, si comincia con la masterclass del percussionista Edoardo Giachino.

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Sei concerti, tre masterclass di rilievo internazionale, per l’interessante cartellone che vedrà animato l’incantevole cortile del Castello Marchesale di Camerota, come ormai d’abitudine, dall’Associazione Culturale-Musicale Zefiro, presieduta da Giuseppe Marotta, che ne permette anche la visita ai tanti turisti che frequentano la nostra costa, e diretta dal compositore Leo Cammarano, dal 23 luglio al 28 agosto, offerta di nicchia per un turismo, che desidera calarsi anche nel tessuto squisitamente culturale dell’accogliente territorio che lo ospita.

Un festival che festeggia il lustro di vita, e pone già un primo tassello verso una concreta istituzionalizzazione, sostenuto dal Comune di Camerota, unitamente al Meeting del Mare, all’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e al Conservatorio di Musica “G.Martucci” di Salerno, oltre ad un folto cartello di mecenati privati, consapevoli di esser parte attiva di un paese tra i più musicali della provincia di Salerno.  Inaugurazione, domenica 23  luglio con il concerto finale della masterclass di percussioni del M° Edoardo Giachino, primo percussionista dell’Orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, che si concluderà con il concerto degli stagisti Antonio Restuccia, Valerio Colaci, Francesco D’Ambrosio, Marco Apicella, Riccardo Mazzarella, Antonio Colacelli alle ore 21,30, nell’incantevole cornice del Cortile del castello marchesale di Camerota. Suoni sulle altezze giovedì 27 luglio con il trombettista Andrea Tofanelli, il quale terrà nella stessa giornata un clinic, prima d’incontrare l’ Itai Doshin Trio del pianista Francesco Chiariello con Gabiele Pagliano al contrabbasso e Lucio Mele alla batteria. La serata, che si dividerà tra classico e Jazz, spazierà da Ludwig Van Beethoven, contaminato con “Nostalgia in Times Square” di Charles Mingus, all’ aria di Lauretta dal “Gianni Schicchi” valzer di Musetta dalla Bohéme, deliziosamente trasformato in bossa, per poi “cantare” l’attaccamento alla vita e al piacere  di Mario Cavaradossi, tra bellezza e amori che celebrano un forzato trionfo davanti al plotone d’esecuzione, in un “E lucevan le stelle”, speziato di “Autumn leaves”, frutto di una miscela originale di melodie accattivanti e liriche, arrangiate in modo non prevedibile, sfoceranno, magari  in un “Libiam nei lieti calici” in samba. Nel week-end del 19 e 20 agosto ci si sposterà nella chiesa di San Nicola di Bari in Camerota per assistere al concerto conclusivo delle Master Class di Pianoforte e violino, tenute da Alessandro Deljavan e Daniela Cammarano, i quali lavoreranno sui giovani strumentisti sin dal 16, per poi, il giorno successivo dedicare un concerto, alla memoria di Cecilia Martella, figlia di Marcello, docente di corno del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, vittima della immane tragedia di Rigopiano. Al prestigioso duo, si aggiungerà il 20 la clarinettista Valeria Serangeli, per eseguire Trio di Aram Khachaturian, sintesi dei colori strumentali popolari, rielaborati in un ‘tutto’ compiuto, rappresentato dai tre strumenti scelti: il violino come il kamanga, il clarinetto alter ego della zurna, per parlare nella forma del trio in maniera pienamente originale, unico lavoro completo di musica da camera in tutta la produzione dell’autore, il quale si è poi rivolto esclusivamente alle composizioni orchestrali e ai balletti. Valeria Serangeli si cimenterà, quindi con la  Premiere Rhapsodie di Claude Debussy, mentre Daniela Cammarano approccerà la Sonatina in La Minore di Franz Schubert, prima di riunire il trio per l’esecuzione  dei Funf stucke di Dmitri Schostakovich, e in chiusura con lo Schubert di “Der hirt auf dem Felsen”, “Il pastore sulla rupe”  un esperimento isolato di Lied con accompagnamento di pianoforte e clarinetto, che Schubert fece nel 1828, l’anno della morte, su commissione di Anna Milder-Hauptmann, cantante allora famosissima e generosa. Il Lied, l’ultimo che Schubert ha composto, è una graziosa descrizione imitativa del canto di un pastore che si accompagna col suo flauto e degli echi della natura circostante. Il programma continuerà, quindi, nel Cortile del Castello, venerdì 25 agosto con un coro di clarinetti in concerto, mentre per la chiusura, lunedì 28 agosto tutto l’entusiasmo e l’ebbrezza dei brass con il “Fur’Bones project”, un giovane ensemble di trombonisti.

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