In occasione della Giornata Mondiale delle Uova, Napoli Animal Save ha organizzato un’azione di sensibilizzazione a Napoli per denunciare le condizioni di vita delle galline ovaiole e dei pulcini. Gli attivisti hanno messo in evidenza la realtà dell’industria avicola, che spesso viene mascherata da immagini idilliache di allevamenti a terra o all’aperto. “Dietro la produzione di uova c’è un’oppressione sistematica e insostenibile”, ha affermato Francesco Blasio, organizzatore dell’evento.
L’associazione ha evidenziato come, anche in allevamenti che non utilizzano gabbie, le galline vivano in spazi sovraffollati e inadeguati. “In natura, le galline depongono un numero limitato di uova, mentre oggi, grazie a manipolazioni genetiche e luci artificiali, una gallina ovaiola può arrivare a deporre circa 300 uova all’anno, subendo un notevole stress”, ha spiegato Blasio.
Un altro punto critico sollevato è l’abbattimento sistematico dei pulcini maschi, che, non essendo in grado di deporre uova, vengono triturati vivi a poche ore dalla nascita, un massacro che coinvolge circa 7,8 miliardi di pulcini ogni anno a livello globale. Inoltre, le galline, una volta esaurita la loro produttività, vengono macellate dopo soli due anni di vita.
“Quello che viene venduto come un processo naturale è in realtà un’oppressione specista ed economica”, ha continuato Blasio, sottolineando l’importanza di un cambiamento verso uno stile di vita cruelty-free. L’associazione invita quindi la cittadinanza a riflettere su ciò che si cela dietro i prodotti alimentari e a scegliere un’alimentazione più rispettosa della vita degli animali.
Napoli Animal Save si propone di continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tematiche, promuovendo un futuro alternativo che rispetti la libertà di tutti gli esseri viventi.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “Comunicato Stampa Azione sull’Industria delle Uova” ricevuto tramite email da “Napoli Animal Save” in data 14/10/2026.













































