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“Magnifica Humanitas” e Intelligenza Artificiale: la persona al centro dello sviluppo etico e tecnologico. Don Nello Senatore al “Rotary Club Salerno Duomo”.

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“La sfida dell’era digitale non risiede nella pura potenza di calcolo degli artefatti tecnologici, ma nella capacità dell’uomo di governare l’innovazione mantenendo intatta la propria essenza e dignità”. È questo il messaggio emerso durante l’incontro promosso dal “Rotary Club Salerno Duomo”, presieduto dal dottor Lucio Bifolco, che ha visto protagonista Don Nello Senatore, docente, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno, giornalista pubblicista, professore di Filosofia e Storia, di Scienze della Comunicazione, di Pedagogia. Dopo la lettura del ricco curriculum di Don Nello Senatore letto dal Prefetto del Club, Pacifico Marinato, ad introdurre il parroco della chiesa di “San Giuseppe Lavoratore” di Salerno è stato il Presidente Lucio Bifolco che ha ricordato che il calendario rotariano del mese di settembre vuole sviluppare un tema fondamentale per la crescita della società:” Quello dell’alfabetizzazione e dell’educazione di base. Da sempre il Rotary crede che l’istruzione e la conoscenza siano i pilastri fondamentali per sradicare le disuguaglianze, promuovere la dignità umana e costruire comunità più forti e più consapevoli. In continuità ideale con questo impegno, il tema che ci guida stasera si spinge ancora più avanti ed è racchiuso nel suggestivo titolo “Magnifica humanitas, semper renovanda, semper eadem”, declinato poi nella sfida cruciale dei nostri giorni: “Etica ed intelligenza artificiale, una sfida per la persona”. La locuzione latina scelta dal Santo Padre Leone XIV per la sua lettera enciclica ci può offrire una chiave di lettura illuminante: l’humanitas è magnifica. È magnifica perché custodisce la straordinaria capacità dell’ingegno umano di andare oltre i limiti, di innovare sempre”. Siamo certi che la riflessione di Don Nello ci aiuterà ad offrire una chiave di lettura più profonda di questo momento particolare che viviamo, dove la persona umana debba restare il fine e non il mezzo di questa profonda trasformazione”. Il fulcro dell’intervento di Don Nello Senatore si è sviluppato attorno all’analisi dell’enciclica di Papa Leone XIV, “Magnifica Humanitas” del 15 maggio 2026, ideale proseguimento della “Rerum Novarum” di Leone XIII del 1891”.  Don Nello ha spiegato che a fine Ottocento la Chiesa affrontava le sfide della Rivoluzione Industriale e del marxismo:” Oggi si misura con la transizione digitale. Nonostante il mutare dei contesti storici, il criterio guida rimane immutato: la persona”. Don Nello ha spiegato la locuzione latina” semper reformanda, semper eadem”:” Descrive perfettamente la natura dell’umanità: cambiano le storie, i contorni, le scenografie, ma l’uomo, rimane sempre lo stesso. Nel testo pontificio, la cui chiave di lettura risiede nel sottotitolo “Lettera enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, la Chiesa non rifiuta il progresso tecnologico, ma rivendica il proprio ruolo di guida: la persona umana è custodita dalla Chiesa… ha un suo ruolo importante: quello di custodire l’uomo nella sua verità!”. Analizzando la natura delle nuove tecnologie, Don Nello Senatore ha spiegato la fondamentale distinzione concettuale che esiste tra pura innovazione e autentico sviluppo:” Se la prima rappresenta la semplice evoluzione degli strumenti — dalla clava alla bomba atomica —, lo sviluppo richiede necessariamente il governo etico da parte dell’uomo: un’innovazione senza sviluppo è vuota e non ha senso. Lo sviluppo significa che è l’uomo a governare questi mezzi, e questo è fondamentale. La macchina computa, l’uomo pensa”. Don Nello ha spiegato anche il concetto di Algoretica:” È un termine coniato da Paolo Benanti per indicare l’unione tra algoritmica ed etica. L’etica non deve essere intesa come una serie di divieti castranti, bensì come uno strumento che valorizza la natura umana: l’etica aiuta l’uomo a divenire sempre più uomo. Se c’è un blocco di marmo, l’etica aiuta lo scultore a far divenire quel blocco di marmo la Venere di Milo. Quando noi ci stacchiamo dall’etica, il blocco di marmo viene colpito a occhi chiusi e ci troviamo di fronte alle macerie”. Con un’efficace metafora stradale, Don Nello ha paragonato l’etica al passaggio dai vecchi semafori alle moderne rotatorie: “Le rotatorie significano che ognuno può prendere la strada che vuole; l’etica è un momentaneo di riflessione per capire qual è la strada giusta per essere sé stessi”. Recuperando il pensiero filosofico da San Tommaso d’Aquino a Emmanuel Mounier Don Nello ha ribadito che la dimensione essenziale dell’uomo non è il semplice isolamento razionale, ma la relazione:” L’uomo che non vive la relazione vive la solitudine, non vive la pienezza dell’umanità. Facendo riferimento al concetto agostiniano di “imago Trinitatis”, la natura umana richiede la comunione e il dono di sé verso il prossimo. Per affrontare la complessità del mondo contemporaneo e contrastare la disumanizzazione o la schiavitù da artefatto tecnologico, la risposta risiede nell’educazione e nella formazione continua”. Critico verso la società della mera competizione o le forme ipocrite di aggiornamento, Don Nello individua nella “Media Education” e nell’educazione pedagogica le vie per far emergere il potenziale interiore di ciascuno: “Fino a quando ci sarà l’ultimo respiro, la formazione è fondamentale. L’uomo che non si forma diventa un uomo abbrutito. In conclusione, la vera sfida dell’era dell’Intelligenza Artificiale si riduce alla ricerca della propria autenticità: io che ho più lauree, volevo una sola laurea e non l’ho presa: la laurea in umanità! È questa la laurea più importante che noi dobbiamo raggiungere, quella dell’umanità! Tutto il resto conta poco se non c’è questa dimensione che ti riempie la vita”. Alla serata ha partecipato la giovanissima presidente del “Rotaract Club Salerno Duomo”, Daniela Dente.                                                                  Aniello Palumbo

 


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