La ricerca sulla diffusione e variabilità genomica del virus  Covid- 19 in Campania   dell’Università di Salerno ,finanziata anche da nove  Club Rotary salernitani 

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“ Negli Stati Uniti, in un soggetto affetto da Covid 19 da sei mesi, seguito dai medici che hanno sequenziato i tamponi ai quali si era sottoposto a distanze regolari, è stato verificato che il virus Covid -19 è cambiato nel tempo: da virus  originale è diventato Alfa, poi Beta e poi  Delta. In un solo soggetto, quindi, si sono verificate le stesse variazioni verificatesi nell’intera popolazione mondiale. Il virus, che si replica molto velocemente, in alcuni casi  riesce a sovrastare la risposta immunitaria con una mutazione”. A spiegare il fenomeno delle varianti è stato il professor  Alessandro Weisz, docente Ordinario di Patologia Generale presso l’Università di Salerno, Direttore del Centro di Ricerca Genomica per la Salute, una nuova realtà salernitana di valenza nazionale nata grazie all’impegno della Regione Campania e del Rettore dell’Università di Salerno Vincenzo Loia,  durante l’incontro organizzato al “Saint Joseph Resort” di Salerno dal “Rotary Club Salerno Est” presieduto dalla dottoressa Marilena Montera che ha ricordato che il professor  Weisz  sta lavorando a un progetto di monitoraggio della diffusione e variabilità genomica del virus  Covid- 19 in Campania, mediante tecnologia  NGS di sequenziamento genomico:” Questa ricerca è sostenuta anche da nove Club Rotary del territorio salernitano: “Rotary Salerno a.f. 1949”; “Rotary Club Salerno Nord dei Due Principati”; : “Rotary Salerno Est”, “Rotary Battipaglia”, “Rotary Eboli”, “Rotary Cava de’ Tirreni”, “Rotary Nocera Inferiore Apudmontem”, “Rotary Nocera Sarno”, e “Rotary Vallo della Lucania”.  Il professor Weisz ha spiegato che nel corso della ricerca è stato letto il genoma del virus” E’ stato verificato come il virus si diffondeva , come cambiava nel tempo e quella che era la variante predominante in Campania, dove abbiamo identificato 3140 varianti nel gene che codifica la proteina Spike”. Dopo la prima fase lo studio è stato focalizzato sul cosiddetto “Covid lungo:” Ci sono pazienti che dopo aver avuto il Covid non riescono a  liberarsene: vanno avanti per  mesi, accusando delle sintomatologie ondulanti. Alcuni sono asintomatici e altri hanno sintomi più o meno gravi. Stiamo continuando a monitorare questi pazienti perché in queste situazioni il virus tende a variare e quindi si possono generare le varianti. Stiamo anche verificando alcuni casi di pazienti deceduti con sintomatologia molto grave per controllare e monitorare il virus: in due pazienti abbiamo indentificato due ceppi virali che non erano stati ancora descritti. Facciamo parte di una rete costituita da settanta ospedali italiani: noi seguiamo e raccogliamo ogni mese campioni in dieci grandi ospedali tra quelli della Campania, della Calabria, della Basilicata e della Puglia. Tutto questo lavoro  di monitoraggio  viene coordinato dai professori Crisanti di Padova  e Galli di Milano  e rientra in un progetto di monitoraggio  europeo e africano che serve a  capire come sta cambiando il virus”.   Il  professor Pasquale Pagliano, infettivologo, Ricercatore del Dipartimento di Medicina dell’Università di Salerno e dell’Azienda Ospedaliera Ruggi di Salerno  ha  raccontato che   nel suo reparto di Malattie Infettive  ha avuto una delle mortalità più basse d’Italia per Covid- 19 e spiegato che è importante continuare a vaccinarsi:” Chi oggi si vaccina  sicuramente non  avrà problemi correlati alla vaccinazione, specialmente con i vaccini a mRNA messaggero.  In poco meno di due anni, con i vaccini, abbiamo debellato una malattia come il Covid -19 e questa è una cosa splendida. Non dobbiamo però abbassare la guardia. E’ importante  vaccinare anche   il resto della popolazione mondiale, quella dei paesi poveri, per evitare il diffondersi delle varianti e debellare definitivamente il Covid – 19”.

Aniello Palumbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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