Bitcoin ed Ethereum, differenze, somiglianze ed altre informazioni importanti.

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Da quel lontano 2009, quando il primo Bitcoin è stato miniato ed ha dato il via a quella serie di eventi che oggi riconosciamo formar parte della sua scalata verso il successo mediatico, soprattutto dal 2012 in poi, il mondo delle criptovalute si è trasformato in qualcosa di molto più vasto, esteso e variegato che una semplice nicchia dell’informatica.

In particolare, soprattutto nel periodo in contemporanea ed immediatamente successivo a quello durante il quale il valore monetario del Bitcoin era salito alle stelle, sono cominciati a spuntare come funghi dei ‘Bitcoin alternativi’ di tutti i tipi, dai nomi più o meno creativi, e che più o meno tentavano di inserirsi nel mercato approfittando della scia di successo di Bitcoin stesso. Un nuovo nome tra essi, però, ha fatto molta strada: fondato nel 2015, Ethereum ad oggi vanta un valore netto che non si distacca molto da quello del ‘re’ Bitcoin.

Iniziamo con l’evidenziare le somiglianze tra i due colossi delle criptovalute: entrambi si basano sul sistema della blockchain, sistema che decentralizza la gestione, approvazione e scrutinio, ed eliminando (o abbassando in modo considerevole) la tassazione sulle transazioni che avvengono all’interno di una stessa, appunto, catena. Ciò rende i processi legati a qualsiasi transazione fatta in Bitcoin o in Ether (la ‘moneta’ propria del sistema Ethereum) completamente gestiti da complessi algoritmi informatici.

Altro punto in comune fra i due, neanche a dirlo, è che sono entrambi quotati molto alti nei mercati che si occupano di trading e compravendita di criptovalute e non solo (vedi ad esempio la sezione Bitcoin Bitvavo eccetera). Tant’è che, ad oggi, si tratta delle due criptovalute maggiormente quotate e conosciute a livello anche mediatico.

Le differenze principali tra Bitcoin ed Ethereum si basano su, per così dire, gli scopi e le applicazioni dei due sistemi di criptovalute. Se Bitcoin nasce come semplice forma alternativa alle valute tradizionali, il sistema alla base di Ethereum presenta un livello di utilità aggiuntivo: per dirla in maniera molto riassuntiva, Ether non è solo una ‘moneta virtuale’, come può esserlo il Bitcoin, ma è anche l’unità fondamentale di funzionamento di un linguaggio di programmazione proprio ed ideato da Ethereum stessa.

Si tratta infatti di una piattaforma software decentralizzata, della quale si possono servire coloro che acquistano e possiedono ETH (abbreviazione di Ether) per poter sviluppare e gestire app proprie all’interno del sistema. La domanda sorge spontanea: cosa spinge uno sviluppatore a volersi servire di Ethereum anziché di software tradizionali?

La risposta, che richiederebbe un articolo a parte, può essere riassunta nel fatto che poter sviluppare e gestire i propri applicativi senza interferenze esterne, è molto appetibile per tutti coloro che cercano sicurezza ancora più avanzata, maggior controllo diretto su utenti e funzionalità, eccetera. Il fatto di non dipendere da terze parti, per molti ambiti, è un plus non banale, e su cui investire.

Nonostante le intenzioni iniziali dei creatori di Ethereum fossero quelle sopraindicate, piuttosto che la concorrenza a Bitcoin, i due sono finiti per essere molto quotati come criptovalute nel senso più tradizionale del termine. Potranno prendere piede entrambe? Una dovrà per forza escludere l’altra? Fino a che non avremo risposte a tali domande, è interessante mantenersi informati riguardo come i due gruppi continuano a sviluppare le loro idee e a rendere sempre più sofisticati i loro sistemi.

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