Il caro gasolio continua a rappresentare una grave emergenza per il sistema produttivo italiano, come evidenziato dal Dott. Carlos A. Sorrentino, Segretario Generale della Confederazione Imprese Italia, in un intervento del 16 ottobre 2026. La situazione, caratterizzata da rincari costanti, sta gravemente compromettendo la sostenibilità economica di migliaia di attività produttive, con effetti diretti sulle famiglie e sulle imprese, in particolare nelle aree interne.
Sorrentino sottolinea che, nonostante gli interventi temporanei del Governo, i risultati ottenuti non sono sufficienti. “Abbiamo assistito a una successione di provvedimenti, annunci e interventi sulle accise. Eppure, quando un imprenditore si reca a fare rifornimento, continua a confrontarsi con un prezzo del gasolio che supera abbondantemente i due euro al litro”. Questo costo elevato, secondo la Confederazione, non consente alle imprese di pianificare le proprie attività in modo efficace.
Le recenti rilevazioni indicano un prezzo medio nazionale del gasolio self-service pari a 2,252 euro al litro, ben oltre l’obiettivo di 1,60 euro ritenuto necessario per il settore. Per un’impresa che consuma 10.000 litri di gasolio al mese, questa differenza si traduce in un costo aggiuntivo di circa 6.520 euro mensili, una cifra che incide pesantemente sulla competitività aziendale.
Sorrentino evidenzia anche che il maggiore costo energetico sostenuto da famiglie e imprese italiane ha raggiunto circa 16,5 miliardi di euro dall’inizio di marzo, con una componente attribuibile ai carburanti stimata tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro. “Non stiamo discutendo di qualche centesimo di oscillazione, ma di risorse che vengono sottratte alla capacità di investimento e alla tenuta economica delle attività produttive”.
La Confederazione riconosce gli interventi del Governo, come le riduzioni temporanee delle accise, ma sottolinea che la loro natura temporanea e il permanere di prezzi elevati pongono interrogativi sulla loro efficacia. “Se dopo gli interventi il gasolio continua a costare oltre 2,20 euro al litro, dobbiamo domandarci se la strategia sia adeguata alla dimensione della crisi”.
Le conseguenze del caro gasolio si fanno sentire in tutti i settori, dall’agricoltura all’autotrasporto, dove l’aumento dei costi operativi sta mettendo a rischio la sostenibilità delle attività. Anche il commercio e l’artigianato stanno affrontando difficoltà crescenti a causa dell’aumento dei costi logistici e delle forniture.
La Confederazione Imprese Italia chiede al Governo di avviare un confronto per definire un percorso credibile verso un prezzo del gasolio di 1,60 euro al litro, rivedere la strategia delle accise e rafforzare il sostegno alle imprese più esposte. Sorrentino conclude il suo intervento chiedendo al Governo di rispondere con dati concreti e non solo con annunci, sottolineando l’urgenza di affrontare una crisi che sta mettendo sotto pressione il tessuto produttivo del Paese.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “CARO GASOLIO, IMPRESE E AGRICOLTURA SOTTO PRESSIONE. SORRENTINO (CONFEDERAZIONE IMPRESE ITALIA): «NON BASTANO INTERVENTI TEMPORANEI. IL GOVERNO DICA COME INTENDE RIPORTARE IL DIESEL A 1,60 EURO»” ricevuto tramite email da “UFFICIO STAMPA” in data 16/10/2026.












































