Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha recentemente sollevato una questione riguardante le numerose giornate nazionali dedicate a temi culturali, suggerendo che non tutte debbano necessariamente coinvolgere l’intera nazione. In questo contesto, l’associazione culturale “Calabria Prima Italia 1982” ha evidenziato un paradosso: mentre si celebrano 51 giornate nazionali, il nome “Italia” rimane ignorato per legge.
L’associazione, attiva dal 1982, ha ripetutamente richiamato l’attenzione delle autorità competenti, tra cui la Presidenza della Repubblica e il Parlamento, sul fatto che si commemorano vari eventi senza mai menzionare il nome fondativo dell’identità italiana. Questa omissione è considerata paradossale, specialmente alla luce della legge n. 222 del 23 novembre 2012, che ha istituito la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” il 17 marzo, ma ha trascurato di includere il nome “Italia”.
La questione solleva interrogativi sull’importanza di celebrare l’identità nazionale, suggerendo che si potrebbe rimediare a questa dimenticanza. L’associazione ribadisce che il nome “Italia”, fondato circa 3500 anni fa con Re Italo, merita di essere onorato e riconosciuto come parte essenziale della storia e dell’identità del popolo italiano.
In un momento in cui si celebra tutto e di più, la richiesta è chiara: è tempo di riconoscere e celebrare anche il nome che rappresenta l’unità e la cultura di un’intera nazione.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “IL NOME ITALIA IGNORATO PER LEGGE DALLE CELEBRAZIONI” ricevuto tramite email da “DOMENICO LANCIANO” in data 16/10/2026.













































