VinArte 2014, il Fuori Salone.

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Grande afflusso di pubblico per il taglio del nastro del “Fuori Salone VinArte 2014” presso l’Archivio dell’Architettura Contemporanea, in via Porta Elina. L’evento è stato preceduto dalla  Conferenza Stampa al Teatro Ghirelli, moderata dall’Addetto Stampa VinArte Claudia Izzo, alla presenza del Presidente dell’Associazione Salerno Attiva Activa Civitas Michele Caprio, dell’Assessore alla Cultura e all’Università al Comune di Salerno Ermanno Guerra, del Presidente dell’Enoteca Provinciale di Salerno Ferdinando Cappuccio, della Fiduciaria di Salerno della Scuola Europea Sommelier Maria Manuela Russo, della direttrice del Museo Città Creativa di Salerno Gabriella Taddeo.

Il “Fuori Salone VinArte 2014” è una effervescente miscela di arte e passione per il vino e  vanta, accanto alle opere artistiche presenti, le “Cantine Basile”.  L’azienda “Basile” di Cosimo Cinolo è un punto di riferimento per gli appassionati ed intenditori di vino nella città di Eboli,  conosciuta ed apprezzata in tutto il territorio. E’ questa una enoteca fornitissima che effettua la vendita di vini al dettaglio ed all’ingrosso, vini pregiati, D.O.C., selezione di distillati, champagne, spumanti, annate di Barbera, Montepulciano d’Abruzzo, Greco di Tufo …

Le opere esposte in questo “Fuori Salone VinArte 2014” sono di Enzo Rosamilia, Nando Rosamilia, Peppe Rosamilia e Lino Vairetti.

Enzo Rosamilia, dopo l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Corso di Pittura, si è sempre occupato di Fotografia artistica e dal 1980 insegna Fotografia presso l’istituto Statale d’Arte di Salerno. La sua ricerca fotografica si focalizza sulla stampa delle immagini su Carta d’Amalfi emulsionata. Sei gli anni di sperimentazione ed Enzo Rosamilia si mette in discussione, crea, prova, si lascia guidare dall’estro fino alla realizzazione, consapevole e matura, delle sue creazioni analogiche. Le opere in mostra al “Fuori Salone” sono scatti tradizionali a cui ha fatto seguito la scansione della pellicola, montata in Photoshop, stampata su tela e colorata a mano. I suoi progetti per il futuro prevedono un ritorno in Russia dove sta raccontando i testi di Cechov per immagini.

Nando Rosamilia, scenografo, d’altro canto indaga, codifica, frammenta e decodifica ogni immagine. Le realizzazioni presentate al “Fuori Salone VinArte 2014” sono concettuali. Egli preserva e confeziona  materiale povero, oggetti di uso quotidiano, dalle lattine schiacciate alla Barbie destrutturata, quasi uno specchio della nostra individualità, dei nostri bisogni e consumi  collettivi, che hanno la  capacità  intrinseca di “comunicare” chi siamo.

Ad indagare il mondo  onirico e surrealista è Peppe Rosamilia, il poeta del colore che dà vita a sperimentazioni. Il polistirene è la base delle  eccentriche  e suggestive opere presentate al “Fuori Salone Vinarte 2014”, base con oli lavorati a spatola che creano tortuosità ondeggianti, avvolgenti da cui  sembrano prorompere  creature venute da regni lontani o dalla volta celeste come  “La regina Margherita”, “Cassiopea la vanitosa”. Esse si impongono allo sguardo, fagocitano il fruitore in una danza di forme sinuose e rotondeggianti, un inno alla vita, alla solarità, alla fecondità.   

Ad esporre al “Fuori Salone VinArte 2014” anche Lino Vairetti, mente e voce degli storici “Osanna”, gruppo rock progressivo nato degli anni ’70, qui in veste di pittore.  

Diplomato all’Accademia di Belle Arti, scultore spregiudicato e grafico innovativo, Vairetti pone nelle opere presentate all’Archivio dell’Architettura Contemporanea un taglio sperimentale. La  “Camicia stropicciata” è nata da uno squarcio nei suoi ricordi, “mia mamma era camiciaia e da piccolo osservavo affascinato questi colletti senz’anima che poi avrebbero ornato colli di persone”, afferma. Colori e vita  sono ben presenti nelle sue opere  che ci riportano ai colori presenti nei  trucchi e costumi di scena  utilizzati nelle performances della sua band, gli “ Osanna”, che vantavano strepitose coreografie  tra tradizione mediterranea e richiami alla Commedia dell’Arte. I bene informati dell’ambiente musicale dicono che sia stato proprio Vairetti ad aver ispirato l’esponente dei Genesis, Peter Gabriel, per le sue performance tra colore e trasgressione.

 

 

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