Fonderie Pisano, da Cariello ancora un no alla delocalizzazione nella Piana del Sele.

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fonderie_pisano_salernodal Sindaco di Eboli Massimo Cariello riceviamo e pubblichiamo

Immaginare una delocalizzazione di Fonderie Pisano a San Nicola, da parte di chi nemmeno conosce il territorio, come nel caso della proposta di un’associazione salernitana, oltre che scorretto istituzionalmente, è anche illogico e senza alcuna possibilità di realizzarsi.

Questo territorio ha una sua specificità nel campo ambientale, dello sfruttamento delle energie alternative e del rispetto dei luoghi. Da quando si è insediata la mia Amministrazione, nel luglio dello scorso anno, le politiche per l’ambiente hanno avuto un’impennata, concentrando gran parte dell’impegno dlel’Amministrazione comunale.

Siamo una città ed un Governo locale vicino alle produzioni agricole di qualità, sostenendo una grande ricchezza della Piana del Sele quale le produzioni di quarta gamma. Le stesse politiche di sviluppo urbanistico hanno a cuore gli spazi e l’ambiente per garantire il massimo della vivibilità ai cittadini. In questo quadro non c’è nessuno spazio per una delocalizzazione quale quella delle Fonderie Pisano, anche se l’ipotesi avanzata da un’associazione credo non abbia alcun peso sul piano istituzionale. Sento parlare anche di ipotesi in territori limitrofi come Campagna, ma sono certo che si tratti di fantasie montate ad arte. La Piana del Sele, le sue comunità e gli amministratori che ne hanno la responsabilità non saranno ostaggio di insediamenti industriali che non rispondano alle politiche di sviluppo messe in campo.

Peraltro, si tratta di aree già altamente inquinate da discariche diffuse sia nella Piana, sia nel comprensorio degli Alburni ancora da bonificare pienamente: Per tutti questi motivi sono cosciente che una delocalizzazione come quella ipotizzata in queste ore non abbia alcuna possibilità di venire realizzata: Infine, abbiamo gia avviato un tavolo tecnico al fine di valorizzare la struttura di San Nicola Varco, con progetti incompatibili con ipotesi di delocalizzazioni industriali.

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