Quando la poesia interagisce con la scienza.

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È la terza volta che incontro un ingegnere–poeta:Leonardo Sinisgalli che da DICIOTTO POESIE  trasse motivi sufficienti per immaginare e trasferire dal livello poetico a quello critico la CIVILTÀ DELLE MACCHINE;Giulio Cesoni che intuiva poeticamente l’incredibile fuga dal tempo delle galassie come spinta di un Raggio Verde;ed ora Giuffrida Farina,l’autore                    di questo libro carico di rabbia e di illuminazioni cosmiche,che con un solo emistichio torce la storia dentro “un fiordo di energia negativa”…Tre poeti che mi sembra possono essere inseriti in quella notevole immaginazione del cosmo – o, come dice Sinisgalli, nella “Età della luna”…(Gaetano Salveti,direttore di CRISI E LETTERATURA,1988).Il volume è suddiviso         in 2 Sezioni:Sezione 1)Poesie di Giuffrida Farina risalenti al 1988,reinterpretate con musica e disegni.Sezione 2)Opere di Dante illustrate con la Chimica.Una copia di queste elaborazioni è stata dall’autore omaggiata ad un illustre Dantista, coperchiese, considerato una dei maggiori Dantisti d’ogni tempo:Mario Aversano.

Le evolute “follie artistiche Giuffridiane”:Intuire l’esistenza d’una interazione universale delle cose,un rapporto intimo                      tra scienze e discipline,espressioni culturali del nostro tempo e del nostro universo,è pura genialità,che si estrinseca nelle rappresentazioni pittomatematiche,ed altro,dell’amico Giuffrida Farina…La genialità è anche nel movimento del pensiero,che diviene a volte immagine,a volte musica,altre:quasi brezza magica galoppante col destino,su triliardi di numeri ed incognite infinitesimali. (Brano estratto dalla prefazione di Franco Pastore).

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