“Ma i cieli non si assaltano”. IL LIBRO DI LUIGI GRAVAGNUOLO E ALFONSO SCHIAVINO A “LA CONGREGA LETTERARIA” DI VIETRI SUL MARE.

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“E’ un libro collettivo. Che interessa tutti i lettori e in cui ciascun lettore si ritrova. Un libro che aiuta a rileggere alcune pagine importanti della microstoria locale e di quella nazionale “ lo ha affermato l’Onorevole Alfonso Andria presentando il libro “Ma i cieli non si assaltano”, edito da “Areablu”, scritto dal professor Luigi Gravagnuolo, già Sindaco del Comune di Cava de’ Tirreni dal 2006 al 2009, e dal noto giornalista salernitano Alfonso Schiavino, che è stato presentato nell’Aula Consiliare del Comune di Vietri sul Mare nell’ambito del terzo incontro della rassegna letteraria “ La Vetrina – Tè Letterario”, organizzata con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Francesco Benincasa e dell’Assessore alla Cultura, il dottor Giovanni De Simone, dai direttori artistici de“ La Congrega Letteraria “ di Vietri sul Mare : Antonio Gazia e Alfonso Mauro, con la collaborazione   del Coordinatore de” La Rete de “La Congrega Letteraria”, Francesco Citarella, e quella di Daniela Scalese ed Elisa D’Arienzo, dell’associazione “Fabrica”.

Nel libro si i racconta la vita del professor Luigi Gravagnuolo: dalla sua nascita, nell’antico Palazzo Salsano di Cava “in una famiglia borghese con qualche ramo di nobiltà”, a quando studiava al collegio “Morosini” di Venezia; da quando era universitario e sessantottino a Napoli, dove tra i suoi docenti aveva anche il filosofo Aldo Masullo che è stato intervistato nel libro da Schiavino e Gravagnuolo, a quando era giornalista a Roma, Napoli e Salerno e insegnante negli istituti di istruzione primaria e secondaria e, per un triennio, all’Università di Salerno. Nel libro si racconta anche della sua esperienza di Direttore Generale del Comune di Baronissi, dove fece nascere un nuovo modello di raccolta differenziata che poi fu usato anche a Salerno, di quando da comunicatore accompagnò, nel 1993, la nascita di Vincenzo De Luca e di quando fu Capo dello Staff del Sindaco di Salerno Mario De Biase. Nel libro si racconta anche del Sessantotto e della sua militanza nelle file del PCI, poi PDS, DS e PD come ha ricordato il Sindaco di Vietri sul Mare , Francesco Benincasa che ha percorso lo stesso cammino politico di Gravagnuolo:” La sua storia è la mia storia: gli ideali ci accomunano. Gigino è stato sempre un punto di riferimento per tutti, a livello provinciale e non solo. Un uomo di grande valore, di profonda cultura”. L’Onorevole Alfonso Andria ha ricordato il periodo del ’68: ” Che a Salerno è arrivato un po’ dopo, nel 1969, quando abbiamo vissuto i momenti della contestazione giovanile” e che anche lui, come Gravagnuolo quando era Sindaco, è stato sotto scorta per alcuni mesi:” Un’esperienza fortemente limitativa della propria libertà”. Il saggista Vito Nocera, già Consigliere Regionale di Rifondazione Comunista, ha apprezzato il libro di Gravagnuolo e Schiavino: ” Un libro fluido e leggibilissimo, scritto con passione, con attenzione agli aspetti del territorio, che attraversa i momenti cruciali della storia del nostro Paese. Una vera e propria conversazione, di altissimo livello, su temi profondi, riletti attraverso la vicenda personale di Luigi Gravagnuolo”. Durante la serata sono stati ricordati alcuni dei tanti progetti ideati da Gravagnuolo per Cava come “ Cava Città di qualità” legata soprattutto a un acceleratore quale era la badia benedettina con le celebrazioni del 2011 per il millennio. Per organizzare questo evento Gravagnuolo cominciò a frequentare la badia benedettina e, rimasto affascinato da quel mondo, seguì un percorso di formazione che lo portò a diventare, il 27 maggio del 2018, Oblato secolare benedettino presso l’Abbazia della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni con il nome Luigi Leone Gravagnuolo. Oblato significa offerto: “Una persona che si offre alla comunità”, come ha spiegato Don Eugenio Gargiulo, Priore dell’Abbazia di Farfa, cittadino onorario di Vietri sul Mare, per anni parroco del Santuario di San Pietro e Paolo di Dragonea:” Gravagnuolo è stato un uomo sempre alla ricerca, una ricerca che lo ha portato a riflettere sul suo passato personale e sulla storia del nostro mondo e della nostra umanità. Il libro è il viaggio interiore di un uomo, ancorato al passato, ma che vuol costruire un presente che si proietta verso il futuro. Un intellettuale onesto, un politico che ha inteso la politica come servizio per il bene comune, un uomo che ha dei valori”. Il giornalista Alfonso Schiavino ha ricordato di quando ha lavorato con Luigi Gravagnuolo a “Salerno Sera”: “Una radio fondata nel 1988, un’emittente locale aperta sul mondo”, di quando il ’68 è passato anche sulle spiagge di Vietri, e di quando Gravagnuolo è stato Sindaco:” Con passione, senza improvvisare, “cercando di gettare un sasso nell’acqua stagnante”. Il professor Gravagnuolo, ha ricordato il periodo in cui sequestrarono e ammazzarono Aldo Moro e di quando, il 2 novembre del 1977, sequestrarono, nella sua villa di Vietri, lo zio Mario Amabile:” Rimase per tre mesi con i ferri alle caviglie sequestrato dalla camorra. Nel ’77 i sequestri estorsivi erano più frequenti se fatti dai terroristi e dall’estremismo brigatista che non dalla camorra o dalla mafia. Mio zio era un sant’uomo e ricordo che le prime indagini portarono a sospettare anche di me che frequentavo ambienti vicini a quel mondo con il quale , dopo queste vicende, ruppi senza alcun dubbio, decidendo, moralmente ed eticamente, di stare dalla parte dello Stato democratico”. Gravagnuolo, emozionato, si è detto “Gratificato e lusingato perché mi fa piacere di essere stato il pretesto per consentire di scrivere queste pagine molto belle sulla storia della nostra generazione”. (FOTO di EDOARDO COLACE).

                                                                                                        Aniello Palumbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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