Salerno Letteratura, il programma di lunedì 21, Daria Bignardi, Nicola Lagioia e Marco Baliani in cartellone.

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Fotografia d’autore. Salerno. Italia.
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La giornata di lunedì 21 giugno di Salerno Letteratura, in programma a Salerno fino al 26 giugno, si apre con un incontro con Michele Masneri, autore di Steve Jobs non abita più qui (Adelphi) in programma alle 18.45 al Museo Diocesano. Morto Arbasino, c’è rimasto lui, Michele Masneri, ad abbassare l’intensità retorica della California, a capovolgerne il sogno, a paragonare il sistema di saune della Steamworks di Berkeley a «vicoli tipo Positano o Cisternino», la costa tra San Francisco e Santa Cruz al Trentino, nel segno di un’Italia che il viaggiatore si porta appresso come uno stigma indelebile, ritrovando(se)la ovunque: ubiquitalia, verrebbe da dire, con la sua legge di gravità che in fondo vanifica l’esperienza stessa del viaggio.

Alle 18.45 alla Corte interna della Guardia di Finanza ci sarà Marco Baliani, autore di La pietra oscura (Bompiani). Conduce Michelle Grillo. La Pietra oscura è la storia di cinque ragazzi a cui capita di intraprendere un viaggio difficile e rischioso che non sanno dove li porterà. Sentono solo che lo devono compiere. Ci sono forze misteriose che lo reclamano, da loro, un aiuto. Scopriranno che la realtà non è fatta solo di ciò che ci viene incontro ma è un orizzonte ben più ampio di cui fa parte anche l’invisibile. Alla stessa ora, nella corte interna del Convitto Nazionale, incontro con Rosa Grillo e Nicola Bottiglieri. Il tango rioplatense vede la luce a fine 800 nelle strade e nei quartieri popolari di Montevideo e Buenos Aires, dove si ammassavano immigrati ed emarginati, ognuno con le proprie musiche, ritmi, tradizioni, dal tambor africano al bandoneón tedesco alla fisarmonica italiana. Sin dagli esordi è determinante la presenza italiana, certificata dal lunfardo, composto per l’80% di lessico dialettale italiano, a cui il tango attingeva sdoganandolo dai recinti dei gerghi malavitosi, e dai nomi di Pascual Contursi, i fratelli Discepolo, Homero Manzione in arte Homero Manzi, Salvatore Pappalardo, Francesco Fiorentino, Antonio Scatasso.

Alle 19 al teatro del Convitto Nazionale, Gianluca Nativo, presenta Il primo che passa (Mondadori). Conduce Andrea Dell’Acqua. Pierpaolo ha la stupida convinzione che assecondando le aspettative degli altri possa difendersi da sé stesso e dalla realtà dei suoi istinti: studia medicina per accontentare i suoi, esce con le ragazze per non deludere gli amici: ha vent’anni e ha appena scoperto di essere gay. Il primo che passa, notevole romanzo d’esordio di Gianluca Nativo, è la storia di una dolorosa e ingenua iniziazione sessuale, un coming of age nervoso e febbrile come certi film di Xavier Dolan. Alle 19.30 al Duomo, lezione concerto a cura di Giovanni Bietti, autore di La musica della luce. Dal Flauto magico alla Nona Sinfonia (Laterza). Giovanni Bietti, tra i maggiori musicologi italiani, ci racconta in una lezione/concerto il formidabile apporto dato da Mozart, Haydn e Beethoven alla stagione dell’Illuminismo europeo. Bietti non si limita a ricostruire l’accoglienza entusiastica riservata dalla cultura germanica (Goethe in testa) ai valori dei Lumi e alla triade dei compositori austriaci, ma sostiene anche la tesi secondo la quale l’Illuminismo trova nella musica la massima oggettivazione. È dunque proprio a partire dai Lumi – da quella che in Germania e Austria si chiama la Aufklärung – che la musica acquista un rango prima impensabile nella gerarchia delle arti. Bietti indaga le ragioni di questo primato.

Alle 19.30 a largo Barbuti lo spettacolo per ragazzi Taraballa, il tesoro del bruco baronessa. Con Elisabetta Garilli voce narrante e percussioni, Gianluca Gozzi percussioni e audio, Serena Abbagnato percussioni, Giulia Carli percussioni e danza. Alle 19.45 al Diocesano appuntamento con Corrado De Rosa, autore di Italian Psycho (minimum fax). Alle 20, nella Corte interna del Convitto nazionale, incontro con Ezio Mauro, La dannazione (Feltrinelli). Conduce Federico Monga, direttore de Il Mattino . Tutto ha inizio con il Congresso del Partito socialista italiano che si apre a Livorno il 15 gennaio 1921. La cronaca politica della più lacerante scissione della sinistra italiana attraverso i suoi protagonisti. Cento anni dopo il racconto di un evento epocale indagato a partire dalla frattura tra gli ideali altissimi di riscatto sociale e la cecità nei confronti della minaccia fascista incombente. Prima dell’evento di Ezio Mauro, uno scrittore e cantautore, Simone Nebbia, racconterà a modo suo – in musica e parole – un Rosso antico, come dice il titolo del suo romanzo pubblicato dall’editore Perrone. Una storia di militanza politica nel rapporto fra diverse generazioni.

Alle 20, nella Corte interna della Guardia di Finanza, Rosa Tiziana Bruno, presenta Educare al pensiero ecologico. Letture, scritture e passeggiate per un mondo sostenibile (Topipittori). Conduce Paolo Romano.

Alle 20.15 al teatro del Convitto nazionale ci sarà Liliana Bellone, Il Libro di Letizia (Oèdipus) traduzione di Giulia Nuzzo. Conducono Rosa Maria Grillo e Giulia Nuzzo. Alle 21 al Duomo live streaming con Jonathan Coe, autore di Io e Mr Wilder (Feltrinelli). Un atto d’amore per il cinema, oltre che per un suo protagonista indiscusso come Billy Wilder, ma anche per il Novecento. Il libro è l’occasione per un incontro con uno dei più formidabili autori britannici, capace di raccontare sentimenti, generazioni, vita privata e vita pubblica.

Alle 21 a largo Barbuti arriverà Daria Bignardi, autrice di Oggi faccio azzurro (Mondadori), mentre alle 21.15 alla Corte interna del Convitto nazionale è previsto un incontro in live streaming con Benjamín Labatut, autore di Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi). Ci sono ore fatali, nella storia della scienza, che non hanno nulla di epico. Labatut allestisce una sorta di contro-storia della scienza, in cui il caso e la follia giocano un ruolo determinante. Si pensi alla scoperta del blu di Prussia, che avvenne per errore, allorché un fabbricante di colori svizzero, Johan Jacob Diesbach, provando a riprodurre il carminio senza ricorrere alla cocciniglia, ottenne un azzurro luminoso che avrebbe sostituito il costoso oltremare, la materia (polvere di lapislazzuli) di cui è fatto il manto della Vergine nella pittura del Rinascimento. Storia fatale, storia di incroci.

Alle 21.30, nella stessa location, spazio a Maria Teresa Giaveri, autrice di Lady Montagu e il dragomanno. Viaggio avventuroso all’origine dei vaccini (Neri Pozza), e Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle arti sanitarie di Napoli.

Alle 22 al Diocesano incontro con Giuseppe Catozzella, autore di Italiana (Mondadori). Alle 22.15, nella Corte interna del Convitto nazionale Piera Carlomagno presenta Nero Lucano (Solferino). Conduce Pina Masturzo.

Alle 22.15 al Duomo Nicola Lagioia presenta La città dei vivi (Einaudi). Il Premio Strega Nicola Lagioia ci porta alla scoperta di un terribile fatto di cronaca nera che ci dice molto su ognuno di noi. «Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Viviamo nell’incubo di venire derubati, ingannati, aggrediti, calpestati. Preghiamo di non incontrare sulla nostra strada un assassino. Ma quale ostacolo emotivo dobbiamo superare per immaginare di poter essere noi, un giorno, a vestire i panni del carnefice?» Le parole di Nicola Lagioia ci portano dentro il caso di cronaca più efferato degli ultimi anni. Un viaggio per le strade buie della città eterna, un’indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull’istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare.

Alle 22.15 ai Barbuti spettacolo di e con Marco Baliani La balena straniera. Percorso tra narrazione e reading intorno a due libri totem della mia vita: Moby Dick di Hermann Melville e Lo straniero di Albert Camus. Da uno degli attori migliori della scena italiana, un assolo recitato e parlato su due pietre angolari del canone occidentale.

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